In passato mi ero chiesto spesso quale fosse l'origine del cognome Cozzolino ma, nonostante avessi consultato varie opere sull'origine dei cognomi italiani, non avevo mai trovato nulla.
Quello però di cui mi sentivo sicuro era di poter affermare che Cozzolino fosse un cognome di origine napoletana, infatti è in questa città che si trova un numero elevatissimo di famiglie che hanno questo cognome.
A dire il vero avevo sentito parlare da qualcuno, forse dai miei cugini modenesi, di una origine siciliana della famiglia ma avevo scartato questa idea come fantasiosa non avendo mai trovato nulla che la supportasse.
Nel marzo del 2004 c'è stato quello che abbiamo chiamato il Primo Raduno Nazionale dei Cozzolino, forse un po' pomposamente in quanto erano presenti solo discendenti di Edoardo Cozzolino (e Rosa Silvani), però (compresi i coniugi) c'erano circa 75 persone provenienti da tutta Italia.
L'ottimo organizzatore ha fatto trovare su tutti i tavoli la riproduzione di uno stemma con la scritta Cozzolino (Conti). Sono rimasto stupito e gli ho chiesto dove avesse trovato lo stemma in quanto a me risultava che esistesse una famiglia nobile Cozzo di origine siciliana ma non una famiglia Cozzolino.
Mi ha risposto che in effetti lo stemma era quello della famiglia Cozzo ma che lo aveva avuto da dei genealogisti che gli avevano assicurato che le due famiglie avevano una origine comune.
Dapprima ho pensato che questa affermazione fosse dovuta all'abitudine di molti genealogisti di unificare le ricerche su cognomi simili, uno dei quali preferibilmente nobile, sia per fare prima, sia per far contento il cliente, ma poi mi sono ricordato di un'altra cosa che una volta avevo sentito raccontare a proposito dei Cozzolino e cioè che fossero discendenti di un alto prelato.
Anche questa cosa mi era sembrata molto fantasiosa però unita alla discendenza dalla nobile famiglia siciliana dei Cozzo lo è molto meno.
Bisogna infatti tener presente che l'abitudine delle famiglie nobili di far seguire la carriera ecclesiastica ai figli nati dopo il primo era particolarmente diffusa in Sicilia.
Quando sono stato per qualche tempo a Catania per lavoro, un collega del posto mi accompagnò al monastero dei Benedettini, enorme costruzione fatta di quattro palazzi di quaranta per quaranta metri uniti fra di loro e circondati da basse costruzioni usate come stalle. Il tutto con la chiesa (enorme) e gli orti circostanti era una piccola città e tutto questo per ben ... 31 monaci non uno di più non uno di meno; perché ne entrasse uno nuovo doveva morire uno dei 31.
In realtà si trattava di figli cadetti di famiglie nobiliari siciliane, tutti straricchi che, non potendo ereditare il feudo non essendo i primogeniti, si ritiravano lì continuando la bella vita circondati da centinaia di servi, addirittura avevano un servo apposta che gli facesse da controfigura alle numerosi funzioni religiose alle quali dovrebbe assistere quotidianamente un monaco. Tutto questo è durato molto a lungo finché il Papa si è stancato ed ha posto fine alla faccenda [1].
E' quindi tutt'altro che improbabile che uno o più dei nobili Cozzo fattosi monaco o prete per necessità e non per vocazione abbia avuto una moglie e dei figli che non poteva riconoscere e a cui non poteva dare il suo cognome ma che il popolo chiamava Cozzolino forse come per dire piccoli Cozzo.
In mancanza di dati certi si tratta di una pura ipotesi che però presenta il vantaggio di essere altamente plausibile.
Si può spiegare così anche l'alto numero di Cozzolino a Napoli, è infatti possibile che i Cozzo diventati ecclesiastici vivessero poi a Napoli dove era la capitale.
Anche il fatto che vi siano molti più Cozzolino che Cozzo troverebbere così una spiegazione infatti, per lungo tempo, solo i primogeniti dei Cozzo avrebbero mantenuto il nome avito.
E' molto interessante anche il fatto che la presenza della famiglia Cozzo a Napoli abbia forse origini molto antiche. Giovanni Battista di Crollalanza, nella sua opera sulle famiglie nobili e notabili italiane [2], ci dice che i Cozzo di Messina erano anticamente chiamati Cozco e proprio un Cozzolino [3] ci racconta che a Napoli, nel quartiere Barra, vi era la villa duecentesca dei de' Coczis che fu in seguito distrutta dalle eruzioni del Vesuvio e che era situata dove ora sorge Villa Bisignano.
E' vero che zc non è uguale a cz ma si parla di un'epoca durante la quale la grafia dei vari cognomi era spesso alquanto approssimativa.
Benché vi siano attualmente moltissime famiglie Cozzolino in Italia e nel mondo, non ho finora trovato citazioni molto antiche di questo cognome. I più antichi Cozzolino che ho trovato nel napoletano sono i fratelli Nicola e Giovanni Antonio Cozzolino, il primo dei quali nato nel 1591. Vivevano a Resina ed erano di modesta estrazione [4].
Ricordo che Resina corrisponde grosso modo al territorio dell'attuale Comune di Ercolano (che fino al 1969 si è chiamato Comune di Resìna) che è quello che percentualmente ha, di gran lunga, più Cozzolino di ogni altro Comune italiano.
Più antico di costoro c'è un Giovanni Cozzolino che, tra il 1571 ed il 1577, fu inquisito dall'Arcivescovo di Napoli per irriverenza verso cose o persone sacre ma non so di dove fosse, né ho modo di saperlo dato che il fascicolo che lo riguarda non è consultabile [5].
Anche in Calabria e più precisamente nel cosentino vivevano anticamente dei Cozzolino, si tratta di Giovan Domenico Cozzolino che firma il contratto di nozze della figlia Donna Artemisia, il 6 febbraio 1584. La sua è una famiglia benestante, tant'è Donna Artemisia porta in dote cento ducati in denaro e cento in beni mobili [6] ma può darsi che l'origine di questi Cozzolino, come spiego più avanti, sia diversa da quelli napoletani.
A questo punto il problema di spiegare l'origine del cognome Cozzolino si trasforma nello spiegare l'origine del cognome Cozzo. Basta aprire una carta geografica, un po' particolareggiata, della Sicilia per scoprire che lì Cozzo è un nome geografico.
Si trova, qua e là, anche in altre zone d'Italia ma è in Sicilia che è estremamente diffuso: se guardiamo l'Atlante Stradale del Touring al 200.000 troviamo un solo Cozzo nel centro-nord (un paese in provincia di Pavia) e ben 57 nel sud [7] [8].
In particolare Cozzo indica un tipo di monte ma come sono fatti questi monti e da cosa deriva il nome? L'ho chiesto ad un siciliano che mi ha spiegato che Cozzo indica un monte alquanto tondeggiante e che la parola in dialetto significa nuca e che ciò deriva dal fatto che anche i poderi sulle pendici del monte vengono chiamati Cozzo e questi hanno un andamento simile alla nuca di un uomo.
Successivamente, nel Tesoro della Lingua Italiana delle Origini [9], ho trovato che la prima citazione di questa parola in siciliano è del 1348 e che la parola stessa deriva da coccio in quanto indica propriamente l'occipite che ha la forma di un coccio.
La si trova nel Declarus di Angelo Senisio [10] dove ne viene spiegato proprio il significato: vel Ociput pitis a caput capitis, idest extrema pars capitis, que dicitur "lu cozu".
L'origine del cognome della famiglia Cozzo è quindi forse dovuta a dei possedimenti alle pendici di qualche monte Cozzo. In effetti nello stemma della famiglia (che è: troncato, nel 1° d'oro, nel 2° di rosso, a tre monti del primo) compaiono proprio tre monti, anche se vengono rappresentati alquanto appuntiti e non a forma di coccio.
A supporto di questa teoria c'è quanto scrive Goffredo di Crollalanza nella sua Enciclopedia araldico-cavalleresca [11] a proposito della presenza di tre monti negli stemmi. Dice infatti che i tre monti sono molto comuni negli stemmi italiani, specie sull'Appennino, e che, molto probabilmente, indicano un feudo in una zona montuosa. Tra gli stemmi che cita come esempio vi è anche quello dei Cozzo.
C'è ancora da dire che, secondo il già citato Giovanni Battista di Crollalanza, proprio la famiglia nobile dei Cozzo che aveva lo stemma con i tre monti, si è trasferita in Sicilia da Verona nel XV o XVI secolo. Lo stesso scrive Antonino Mango che dice che il primo Cozzo a giungere in Sicilia sarebbe stato un Antonio Cozzo nel XVI secolo [12].
Quindi se il cognome non avesse avuto origine in Sicilia, tutto il ragionamento fin qui fatto cadrebbe, però, dato che oltre il 55% delle circa trecento famiglie Cozzo italiane, vive in Sicilia, rimango dell'idea dell'origine siciliana di questo cognome.
Comunque il cognome Cozzo non è l'unico che potrebbe aver originato Cozzolino, ricordiamo anche i Cozza nobili di Amantea, imparentati con i Carratelli sempre di Amantea ed i Cozzi nobili di Napoli nel Seggio di Montagna [13].
E' vissuto anche un certo Giovanni Cozzarello che fece parte della corte di re Roberto d'Angiò (XIV secolo).
E' bene precisare che in siciliano cozzu indica anche la parte non tagliente del coltello oppure l'estremità delle pagnotte [14] ma non mi sembra che da ciò possa aver avuto origine un cognome.
Inoltre in siciliano esiste la parola cozzuli che indica le cozze e che un tempo poteva essere usata anche per indicare una persona magra e scarna ma, dato che il cognome Cozzuli non esiste né in Sicilia, né in Campania e non esiste nemmeno il cognome Cozzulino, non mi sembra possibile che tale parola possa aver a che fare con l'origine del cognome Cozzolino.
Una gentile lettrice di questo sito mi ha segnalato di aver letto tempo orsono che i Cozzolino sarebbero discendenti di guerrieri veneziani e che il loro stemma riportava una spada ed una specie di bastone. Non ho ancora trovato ulteriori dati su questa notizia e su questo stemma.
Esiste però uno stemma di una famiglia Cozzolino che, tra le sue varie figure, comprende anche una clava. Compare nello Stemmario Vesuviano [15] e fa parte degli stemmi delle famiglie che vivevano nei comuni ai piedi del Vesuvio.
La sua descrizione è la seguente: d'azzurro, all'uomo vestito di tunica, con cappello a falde larghe, sorreggente una clava con la mano destra, il tutto al naturale, ed un sole orizzontale a sinistra d'oro.
La presenza dello stemma di una figura umana fa effettivamente pensare ad una provienienza dal nord. Infatti Goffredo di Crollalanza, nella sua già citata Enciclopedia araldico-cavalleresca, ci informa che la presenza di un corpo umano negli stemmi è comune in Germania.
La clava indica forza e principe giusto che, col rigore, distrugge i vizio mentre il sole ha molti diversi significati fra i quali fede, cortesia e magnificenza.
Non c'è però da stupirsi della supposta discendenza da guerrieri veneziani in quanto molte famiglie nobili dell'Italia meridionale in genere e della Sicilia in particolare amavano far risalire le loro origini a guerrieri normanni, angioini, aragonesi o comunque del Nord.
Successivamente un altro lettore di questo sito mi ha scritto segnalandomi che, nella terraferma veneziana in una zona agricola compresa tra San Donà di Piave e Noventa esiste un nucleo storico di famiglie denominate Cuzzolin. Costoro, pur vivendo in una zona agricola, storicamente non sono mai stati contadini. Questo cognome non è diffuso nella provincia fuori da tale area.
In effetti dei 732 Cuzzolin italiani 89 vivono nel Comune di San Donà di Piave che, assieme ai 19 di Noventa, rappresentano circa il 15% del totale. Quelli che vivono in Veneto sono ben il 52,87% del totale ed il rimanente vive tutto in regioni del nord tranne 11 Cuzzolin in Toscana, 6 in Umbria e 3 a Napoli.
E' però molto difficile poter dire se vi siano dei collegamenti fra i Cuzzolin veneti ed i Cozzolino napoletani a meno di risalire a coloro che si sarebbe trasferiti dal Veneto alla Campania.
E' anche molto difficile fare ipotesi sull'origine di questo cognome. E' vero che in dialetto veneziano cuzzo significa cuccia, covile o letto ed anche un riparo per cacciatori o pescatori [16] ma sembra difficile che da ciò possa essere derivato un cognome.
Può darsi quindi che Cuzzolin derivi dal nome di persona Gozzelino o Gozzolino come spiego più avanti a proposito del cognome Guzzolini.
C'è ancora da dire che per trovare dei Cozzolino nobili non c'è bisogno di dipendere dalla famiglia Cozzo infatti in Calabria e precisamente in provincia di Cosenza, vi è un importante ed antico nucleo di Cozzolino che giunsero ad essere Baroni di Cervicati.
I più importanti fra questi Cozzolino furono Isidoro Cozzolino, che visse nel XVII secolo ed il Barone Francesco Cozzolino che era di idee liberali e che nel 1847 fu arrestato a Napoli dalla polizia borbonica assieme ai baroni Stocco e Marsico dopo le insurrezioni di Reggio e di Messina [17].
Di questi e degli altri Cozzolino cosentini parlo diffusamente nella mia pagina sui Cozzolino più antichi [>>] ma quello di cui voglio parlare ora è l'origine di questo cognome. Sembrerebbe infatti che questi Cozzolino discendano da un Guzzolini, nobile di Osimo nelle Marche che si trasferì nel Regno di Napoli e poi in Calabria nel XV secolo.
Ce ne parla Marcantonio Talleoni nella sua storia di Osimo pubblicata nel 1807 [18] secondo il quale l'antica e nobile famiglia dei Guzzolini (alla quale appartenne San Silvestro Guzzolini che fondò, nel 1241, l'Ordine benedettino silvestrino) si era ormai estinta ad Osimo ma esisteva ancora in Calabria.
Chi si trasferì da Osimo al cosentino sarebbe stato un Niccolò Guzzolini e ciò sarebbe avvenuto prima del 1473. Un decreto di Re Ferdinando I d'Aragona gli diede il possesso di un feudo rustico come ricompensa dei suoi servigi militari.
Niccolò ebbe un figlio, Andrea, che fu anch'esso al servizio del Re e del quale esisteva un'iscrizione sepolcrale nel Coro dei Minori Osservanti di Cosenza che diceva Affinché non perisca la memoria del valoroso Capitano Andrea Guzzolini, oriundo da Osimo nel Piceno, il qual crebbe in età in questo regno presso il servigio dei Serenissimi Re unitamente al di lui genitor Niccolò nobile, ed egregio uomo. Donna Maria Vulcana Napoletana sua mestissima consorte insieme col comun figlio superstite Niccolò qui pose il monumento piangendo.
Sembrerebbe quindi che il cognome dei nobili Guzzolini si sia trasformato in Cozzolino ma, se andiamo a leggere l'Almanacco Nobiliare del Napoletano del 1894 che riporta i nobili riconosciuti dal Regno d'Italia [19], abbiamo la sorpresa di non trovarvi i Cozzolino, Baroni di Cervicati, ma di ritrovarvi nuovamente i Guzzolini dei quali si dice:
Famiglia originaria di Osimo, e passata per via di uffici militari in Calabria nell'anno 1474, da dove ottenne dal Re Ferdinando I d'Aragona il feudo di S.Vito in territorio di S.Marco Argentano. Acquistato posteriormente il feudo di Cervicate, del quale nell'anno 1651 trovavasi di già in legale possesso, ottenne nel 1756 aggregazione all'illustre patriziato della città di Cosenza, che godette poi infino alla generale abolizione dei Seggi di nobiltà. Chiara eziando per nobili parentele, per importanti uffici sostenuti e per uomini chiari nelle lettere e nelle armi venne pure nel 1742 ricevuta per giustizia nell'Ordine di Malta nella persona di Giuseppe Maria per pruova fattane dal qm. Flavio Barone di Cervicate nell'or ricordato anno 1651.
L'arma che viene riportata per questa famiglia è: Di azzurro alla colomba d'argento volante su tre monti d'oro, ed accompagnata nel capo da tre stelle del medesimo.
Sembrerebbe quindi che costoro si siano sempre chiamato Guzzolini! Ed in effetti vari autori moderni usano questo cognome (o anche Gozzolino o Guzolino) anche per persone famose di questa casata quali Flavio, Isidoro ed il Barone Francesco. Ho quindi voluto controllare, in documenti a loro coevi, come fossero effettivamente chiamati dai loro contemporani.
Flavio, che è colui che comprò il feudo di Cervicati, in una pergamena del 1621, è chiamato Cozzolini. Per altro, non avendo vista la pergamena originale, non so se la i finale derivi semplicemente dal fatto che, essendo in latino i documenti notarili, il cognome sia stato coniugato o no, comunque, nell'indice dei nomi delle pergamene troviamo Flavio Cozzolino con la o finale [20].
Isidoro, che visse intorno alla metà del XVII, nei documenti della sua epoca è indicato col cognome Cozzolino; al massimo, quando ci riferisce a lui in maniera succinta, viene detto il Cuzzolino [21].
Il Barone Francesco, che visse due secoli dopo, è chiamato Cozzolino sia dai giornali dell'epoca [22], sia dal Settembrini.
Si può quindi affermare che tutti costoro, per lo meno a partire da Giovan Domenico, che visse nella seconda metà del XVI secolo, in vita loro sono sempre stati chiamati Cozzolino o al massimo, in dialetto, Cuzzolino e non c'è alcuna prova che fossero chiamati Guzzolini.
L'essersi fatti chiamare Guzzolini nel prontuario della nobiltà italiana è quindi derivato dal fatto di volersi collegare ad una nobiltà più antica di quella data dal possesso del feudo di Cervicati. Se poi anticamente il cognome Guzzolini si fosse veramente trasformato in Cozzolino e costoro derivassero effettivamente dai Guzzolini di Osimo è difficile a dirsi.
L'ultimo Guzzolini discendente da quelli di Osimo di cui ho trovato notizia certa è Niccolò figlio di Andrea che è vissuto nella prima metà del XVI secolo. In un libro del 1607 sui nobili italiani [23], a Cosenza non troviamo né Guzzolini (che pure dovrebbero esserci), né Cozzolino (che infatti non avevano ancora comprato il feudo di Cervicati). C'era però una famiglia Cozza della quale si dice che era già estinta.
Bisogna anche notare che, sempre secondo il Crollalanza già citato, lo stemma dei Guzzolini di Osimo era: D'azzurro al leone reciso d'oro col capo d'oro caricato di un aquila di nero e quindi molto diverso da quello dei Cozzolino che, tra l'altro, hanno nello stemma tre monti d'oro come quelli presenti nello stemma dei Cozzo siciliani.
Inoltre oggi, in provincia di Cosenza, troviamo vari toponimi contenenti le parole Cozzolino e Cozzolini (non manca nemmeno un Monte Cozzolino!) e nessuno con Guzzolini [24] e per quanto riguarda i residenti abbiamo oltre 450 Cozzolino, 26 Cuzzolino, 6 Guzzolino e nessuno Guzzolini [25].
Il cognome Guzzolini potrebbe derivare da un nome proprio diffuso anticamente nel nord e cioè Gozzelino che si trova anche come Gozzolino, Gonzelino e perfino Gonzolino che è proprio il nome di uno dei Guzzolini e precisamente il padre dei condottieri ghibellini, Andrea e Lippaccio, vissuti nella prima metà del XIV secolo [26].
Con questo nome abbiamo anche due Santi; uno è San Gozzelino di Toul, vescovo, che si festeggia il 7 settembre e che visse nel X secolo a Toul in Lotaringia (si trova in Francia, vicino a Nancy) e che promosse la disciplina monastica mentre l'altro è San Gozzelino, abate (chiamato anche San Goslino), che si festeggia il 12 febbraio e che si fece monaco nel monastero di San Solutore presso Torino nel 1006, diventando successivamente abate di questo stesso monastero [27].
Questo nome deriverebbe dal francese Joczolino (che in francese moderno è diventato Josselin) e starebbe a significare abitante della Gotia dove la Gotia non indica la terra di origine dei Goti bensì le regioni costiere della Provenza, della Linguadoca e della Catalogna, un tempo occupate dai Visigoti.
In effetti esiste un Joczolino della Marra il cui nome è stato italianizzato in Gozzolino [28]. Esiste anche un condottiero normanno che si chiamava Gozzolino e che ebbe, da Roberto il Guiscardo, il feudo di Valva (situato tra la Campania e la Basilicata), nell'XI secolo ma da lui deriverebbe il cognome Valva (dal nome del feudo) e non Gozzolino [29].
Nella grossa opera, in due volumi, sui cognomi d'Italia, pubblicata da UTET nel 2008 [30] vengono fornite alcune ipotesi anche sull'origine del cognome Cozzolino. Oltre alla possibile origine dal nome geografico Cozzo, da me già pubblicata nel 2005, si ipotizza anche che possa discendere dal diminutivo di un nome proprio.
In pratica persone chiamate, per esempio, Francesco o Federico sarebbero state chiamate Francescozzo e Federicozzo e da lì Cozzo. E' una ipotesi possibile ma la ritengo alquanto improbabile perché, se così fosse, i cognomi Cozzo e Cozzolino sarebbero nati autonomamente in svariate parti d'Italia e non solo in un punto.
Ritengo sia ancora più improbabile l'ipotesi fatta sul sito L'origine dei cognomi italiani [31] dove viene spiegata la possibile derivazione del cognome Cozzolino dal nome Jacopo (o altri simili) tramite una forma ipocoristica dell'aferesi sincopata del nome.
In pratica avremmo avuto Jacopo → Jacopozzo → Jacozzo → Cozzo → Cozzolino.
Su Facebook, a proposito dell'origine del cognome, un Cozzolino modenese ha scritto di aver fatto delle ricerche alla Parrocchia di Santa Maria a Pugliano e che sembrebbe che ci sia stato un nobile che abbia dato il suo cognome a tutti i trovatelli del luogo che dimoravano nell' orfanotrofio.
E' sicuramente possibile che un Cozzolino abbia dato il proprio cognome ad un trovatello od a un orfanello (lo ha fatto anche il mio bisnonno) tanto più che, ad Ercolano, troviamo il toponimo Orfanotrofio attaccato a Case Cozzolino e poco distante da Masseria Cozzolino ma ciò potrebbe eventualmente spiegare solo come mai vi siano così tanti Cozzolino nel Comune di Ercolano ma non dice nulla sull'origine del cognome.
Per altro in quella zona vi era un gran numero di persone che avevano il cognome Cozzolino già in tempi abbastanza remoti. Nell'elenco degli ordinandi della seconda metà del XVII secolo (cioè di coloro che stavano per prendere i voti e diventare sacerdoti), che compare sul libro intorno all'Archivio Storico Diocesano di Napoli già citato, troviamo che ben sette Cozzolino su nove provenivano da Resina e solo due da Napoli.
Infine, per completezza, è bene segnalare che esiste anche il cognome Cossolini ma si tratta di un cognome rarissimo e diffuso solo al nord.
E' esistito anche un Pietro Cossolino che fu a capo della rivolta popolare che detenne il governo di Bologna dall'11 maggio 1411 al 14 agosto 1412 e che portò alla distruzione della fortezza di Galliera le cui rovine si possono vedere tuttora di fianco alla autostazione delle corriere di Bologna [32].
[1] - Queste notizie le ho avute direttamente a Catania da persone del posto. Per ora non ho trovato riscontri più precisi in opere letterarie. Una descrizione del monastero e del suo lusso si trova nel libro I Vicerè di Federico De Roberto - Newton Compton editori - 1995.
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[2] - Giovanni Battista di Crollalanza - Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane: estinte e fiorenti - Giornale Araldico - Pisa 1886-1890.
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[3] - Pasquale Cozzolino - La Barra e Sue origini nella Napoli suburbana - Edizioni A. Bellisario e C. - Napoli 1889.
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[4] - Genoveffa Palumbo - L'olio che sana ogni male: superstizione e taumaturgia in un processo inquisitoriale della prima metà del Seicento - Editrice Ferraro - Napoli 1990.
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[5] - a cura di Giuseppe Galasso e di Carla Russo - L'Archivio Storico Diocesano di Napoli - Volume II - Editore Guida - Napoli, 1979.
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[6] - Vincenzo Maria Egidi - Regesto delle pergamene dell'Archivio capitolare di Cosenza - Progetto 2000 - Cosenza, 1996.
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[7] - Atlante stradale d'Italia - Centro Nord - Touring Club Italiano - 2003.
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[8] - Atlante stradale d'Italia - Centro Sud - Touring Club Italiano - 2004.
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[9] - a cura de' L'Opera del Vocabolario Italiano che è un Istituto del CNR con sede a Firenze presso l'Accademia della Crusca.
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[10] - Augusto Marinoni - Dal «Declarus» di A. Senisio i vocaboli siciliani pp. 19-143 - Centro di studi filologici siciliani - Palermo 1955.
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[11] - Goffredo di Crollalanza - Enciclopedia araldico-cavalleresca - Prontuario Nobiliare - presso la direzione del Giornale araldico - Pisa, 1876-77 (ne esiste anche una ristampa anastatica di duecento esemplari numerati, realizzata da Arnaldo Forni Editore di Bologna nel 1964 ed altre successive).
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[12] - Antonino Mango di Casalgerardo - Il Nobiliario di Sicilia - Libreria Alberto Reber - Palermo, 1912.
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[13] - Conte Berardo Candida-Gonzaga - Memorie delle famiglie nobili della Province Meridionali d'Italia - Editore G. De Angelis - Napoli, 1876
[14] - a cura del Barone Vincenzo Mortillaro - Nuovo Dizionario Siciliano-Italiano - Volume I - Tipografia del Giornale Letterario - Palermo, 1838.
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[15] - Angelandrea Casale e Carlo Avvisati - Stemmario Vesuviano - in Sylva Mala - fascicoli VIII del 1987 e X del 1988 - pubblicato anche sul sito Centro Studi Archeologici di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase, con sede presso la Biblioteca Comunale Francesco Cangemi di Boscoreale.
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[16] - Giuseppe Boerio - Dizionario del dialetto veneziano - Reale tipografia di Giovanni Cecchini Edit. - Venezia, 1867.
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[17] - Luigi Settembrini - Ricordanze della mia vita - Volume primo, pagina 76 - Biblioteca Universale Rizzoli - Milano, 1964.
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[18] - Marcantonio Talleoni - Istoria dell'antichissima città di Osimo - Tomo I - Presso Domenicantonio Quercetti Stampator Pubblico - Osimo, 1807.
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[19] - L'Araldo - Almanacco Nobiliare del Napoletano - 1894 - Anno XVII - Enrico Detken, Librajo-Editore - Napoli, 1893.
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[20] - Vincenzo Maria Egidi - Regesto delle pergamene dell'Archivio capitolare di Cosenza - Progetto 2000 - Cosenza, 1996.
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[21] - Domenico Arena - Istoria delli disturbi e revolutioni accaduti nella Città di Cosenza e Provincia nelli anni 1647 e 1648 - a cura della Società di Storia Patria - in Archivio storico per le province napoletane - Volume 3 - stabilimento tipografico del Cav. F. Giannini - Napoli, 1878.
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[22] - I popoli del Regno delle Due Sicilie ai Fratelli italiani, agli Inglesi, ai Francese, a Pio IX - A spese dell'editore - Firenze, 1847.
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[23] - Flaminio Rossi - Teatro della Nobiltà d'Italia ove compariscono le Nobili & Illustri Famiglie di cento e dieci più famose città cominciando da Napoli e suo Regno - Appresso Gio. Iacomo Carlino - Napoli, 1607.
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[24] - Istituto Geografico Militare - Carta topografica d'Italia - Serie 25 DB - scala 1:25.000.
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[25] - Sito L'Italia in dettaglio con informazioni sulle regioni, le province, i comuni ed anche le frazioni in Italia e sui cognomi italiani.
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[26] - Gaetano Moroni - Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni - Tipografia Emiliana - Venezia, 1847.
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[27] - Daniele Bolognini - dal sito Santi, Beati e Testimoni.
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[28] - Donald J. A. Matthew - L' Europa normanna - Jouvence - Roma, 1987.
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[29] - Antonino Vincenzo Rivelli - Memorie storiche della città di Campagna - stab. tip. A. Volpe & C. - Salerno, 1894.
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[30] - Enzo Caffarelli, Carla Marcato - I cognomi d'Italia. Dizionario storico ed etimologico - Volume primo - UTET - Torino 2008.
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[31] - Sito L'origine dei cognomi italiani a cura di Ettore Rossoni.
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[32] - Cherubino Ghirardacci - Historia di Bologna; corredata delle tavole de' cognomi bolognesi e forestieri compilate da Gaspare Bombaci - Volume I - per Giovanni Rossi - Bologna, 1596 - (ne è stata pubblicata anche la ristampa anastatica: Forni - Bologna, 1973).
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