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Fantagenealogia dei Comaschi


Che cos'è una fantagenealogia

Al giorno d'oggi, in Italia, non sono molti quelli che fanno ricerche sui propri antenati e si interessano di genealogie ma, nel resto del mondo ed in passato anche in Italia, gli studi genealogici hanno suscitato l'interesse di molte persone.

I motivi per cui si fanno queste ricerche sono svariati. Ad esempio chi vive in America spesso è curioso di conoscere il nome del suo antenato che per primo si trasferì oltre oceano e di sapere da dove provenisse.

In passato però il motivo principale per queste ricerche era di trovare un antenato nobile e ciò non solo per soddisfazione e vanto personali ma anche per ottenere poi un riconoscimento giuridico ed ufficiale.

Si vedano, ad esempio, in questo sito, la storia dei conti Braghini Rossetti [>>] e quella dei baroni Cozzolino/Guzzolini [>>].

Per ottenere ciò spesso i genealogisti trovavano dei collegamenti alquanto arditi fra le varie persone ed accettavano come oro colato antiche leggende spesso molto vaghe ed imprecise.

Questa facilità nel trovare antenati nobilissimi e risalenti a tempi remotissimi non è una caratteristica moderna ma è riscontrabile già molti secoli or sono.

E' noto che Giulio Cesare rivendicava che la sua gens Iulia derivasse da Iulo, il figlio di Enea e quindi che lui stesso avesse come antenata diretta la dea Venere che era la nonna di Iulo (può sembrare strano che la dea della bellezza fosse nonna ma, dato che Enea era nato da Venere ed Anchise e che Iulo era suo figlio, non c'è dubbio che Venere fosse nonna !).

Non ho mai avuto particolare interesse a ricercare antenati nobili anche perché è evidente che, avendo noi due nonni, quattro bisnonni, otto trisavoli e così via, se si risale abbastanza indietro nel tempo, prima o poi, chiunque ha un antenato nobile così come qualunque nobile, prima o poi, ha un antenato plebeo.

Ad esempio la regina Elisabetta II d'Inghilterra ha tra i suoi antenati diretti Bernabò Visconti, Signore di Milano. Ebbene la nonna paterna di costui era Bonacossa Borri e la bisnonna paterna era Anastasia Pirovano, entrambe prive di titoli nobiliari [1].

Però mi sarebbe piaciuto poter risalire fino al primo antenato che abbia portato un certo cognome e per almeno uno dei rami dei miei antenati, poter arrivare il più indietro possibile nel tempo.

Quando è cominciata la diffusione di Internet ho visitato vari siti che si occupavano di genealogie e seguito alcune newsletter ed ho trovato l'affermazione che c'era chi era riuscito a far risalire la propria genealogia addirittura a prima della nascita di Cristo.

La cosa mi ha molto incuriosito e ne ho cercata qualcuna trovandone una relativa al cognome Borri che, col ramo principale, arrivava fino a Afranius Burrus che fu Prefetto del Pretorio all'epoca dell'imperatore Claudio (10 a.C. - 54 d.C.) e molto più indietro con alcuni rami secondari.

Per arrivare così indietro nel tempo il genealogista francese, autore della ricerca, ha unito tutte le persone che nei tempi antichi hanno portato il cognome Borri od altri simili con degli ipotetici antenati ai quali ha dato l'indicazione di Non Conosciuto ed una durata prefissata di 30 anni fra una generazione e la precedente.

Ovviamente un simile sistema ha poca o nulla validità perché non c'è nessuna prova che due persone con cognomi identici o anche solo simili, vissute in epoche e località diverse, siano legate da una parentela diretta. Ciò inficia un po' una genealogia per altro interessantissima perché composta da un numero veramente straordinario di persone.

Per queste genealogie dove viene messa una dose più o meno di grande di fantasia qualcuno ha coniato il termine fantagenealogia che mi è piaciuto molto e mi ha invogliato a preparare anch'io una mia fantagenealogia dichiarando però quali siano i suoi punti più fantasiosi.

Con il sistema usato per i Borri dal genealogista francese potrei anch'io fare una fantagenealogia dei miei antenati Silvani arrivando addirittura molto più indietro nel tempo perché i Silvani dell'antica Roma facevano parte della gens Plautia e Caius Plautius Proculus fu console nel 358 a.C. ma non mi sembra che ciò possa dare una gran soddisfazione.

Mi sembra sia più divertente agganciarsi, con un po' di fantasia, a qualche casata nobile di cui sia nota la genealogia fino in tempi remoti ed ho visto che ciò è particolarmente facile con i miei antenati Comaschi dove, inventando solo tre antenati (che tra l'altro potrebbero essere anche esistiti realmente), ci si aggancia alla nobile casata dei Malaspina.

Facendo ciò non solo si risale fino a tempi remoti ed al primo antenato che abbia portato un dato cognome, ma si diventa anche parenti di quasi tutte le case regnanti d'Europa in quanto i Malaspina deriverebbero da un certo Oberto, signore di Canossa, creato conte del Sacro Palazzo dall'Imperatore Ottone I nel 962, da cui discendono, oltre ai Malaspina, anche le casate degli Este, dei Pallavicino, dei Cavalcabò di Cremona ed i principi di Brunswick e di Hannover.

Ho quindi realizzato la fantagenealogia dei Comaschi che espongo più avanti ma poi ho scoperto di non essere stato il primo a cercare di collegare i propri avi ai Malaspina.

Prima di me infatti ci provò nientemeno che Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone, che incaricò il notaio ed archivista Giovanni Antonio Vivaldi di Sarzana di ricostruire l'albero genealogico della sua famiglia per dimostrarne la nobiltà.

Successivamente, nel 1789, quindi molto prima che il fratello diventasse famoso, passò l'incarico a Domenico Maria Bernucci che, tra le altre cose, scoprì che, nel 1440, Cesare Bonaparte ha sposato Apollonia Malaspina, figlia di Nicolò Malaspina marchese della Verrucola [2].

Quindi, con la mia fantagenealogia mi posso dire parente non solo dei principali re d'Europa ma anche di Napoleone Bonaparte!

Ma le sorprese non sono finite qui perché ho scoperto che, nel 1585, Tommaso Porcacchi pubblicò una storia della casata dei Malaspina [3] dove fa risalire la loro genealogia niente meno che ad Anco Marzio, quarto re di Roma!

Per altro il Porcacchi spiega che si è fermato ad Anco Marzio in quanto antenato più illustre ma che sarebbe possibile arrivare fino a Marco, di stirpe Sabina che fu il padre di Martio che fu fatto Sommo Pontefice da Numa Pompilio.

Ho quindi scritto anche una fantagenealogia dei Malaspina basandomi sul libro del Porcacchi che, comunque, è molto più interessante di quanto si potrebbe pensare e che contiene parecchie notizie basate su antichi documenti ora perduti.

Fantagenealogia dei Comaschi, miei antenati

Per le prime cinque generazioni tutti i dati sono noti e si arriva facilmente da me al nonno della mia nonna paterna:

Andrea Cavallari

Giovanni Battista Cavallari

Maddalena Comaschi

Antonio Comaschi

Giovanni Battista Comaschi

Non so come si chiamasse il padre di Giovanni Battista Comaschi ma so che entrambi i figli di Giovanni Battista (ed anche i suoi due nipoti) conseguiranno la laurea in legge e questo, anche considerata l'epoca, ci fa supporre che anche Giovanni Battista fosse istruito e molto probabilmente laureato in legge.

Dato che esiste un libro che è stato pubblicato a Milano nel 1813, che tratta argomenti legali e che è stato scritto da un Giovanni Battista Comaschi [4], è lecito supporre che l'autore di tale libro coincida con il mio antenato.

In quegli anni, però, anche a Parma viveva un Giambattista Comaschi [5] che aveva curato la pubblicazione di un libro su argomenti legali scritto da suo nonno che si chiamava come lui. Costui, infatti, era nipote di un famoso giurista dell'Università di Parma che si chiamava Giambattista Enrico Comaschi e che morì nel 1783.

Poiché questo giurista ebbe molti figli ed io conosco i nomi solo di alcuni, si può supporre che anche il mio Giovanni Battista Comaschi fosse nipote di questo famoso giurista tanto più che non so dove nacque e la sua famiglia non sembra originaria di Lodi.

Questo è quindi il primo antenato immaginario della mia fantagenealogia (ma che potrebbe anche essere esistito realmente, viste le tante cose in comune fra Giovanni Battista Comaschi e Giambattista Enrico Comaschi).
Si può anche supporre che costui si chiamasse Carlo, dato che Giovanni Battista Comaschi chiamò così il suo primo figlio.

Di Giambattista Comaschi so che nacque, nel 1724, in località Montalto a Varano de' Melegari (paese della bassa valle del Ceno, non lontano dal confine con Piacenza) da Giacomo Comaschi e Caterina Catozzi. Della sua famiglia viene detto che era onesta, civile ed in altri tempi ricca [6].

Ho poi scoperto che esistono ben due Giovanni Battista Comaschi che, nel XVII secolo, hanno sposato delle Malaspina del nobile ramo dei Malaspina di Pregola, Isola, Campi, Pej, Alpe e Vezimo [7].

Considerato che Pregola non è lontana da Varano de' Melegari e visto quanto è stato detto sulla famiglia di Giambattista Comaschi, è lecito supporre che suo padre Giacomo fosse nipote di uno di questi due Giovanni Battista Comaschi. Non so le date esatte dei due matrimoni e non sono quindi in grado di dire quale sia quello più probabile.

Prenderò quindi come buono il primo dove Lodovica Malaspina, terzogenita di Gian Luigi, marchese di Alpe ed Artana e della nobile Agostina Castelli, sposa Giambattista Comaschi. Del resto anche se avessi scelto Camilla Malaspina, terzogenita del marchese Antonio e di Maria Malaspina dei Marchesi di Fabbrica, non sarebbe cambiato molto dato che entrambe derivano da Riccardino Malaspina, marchese di Pregola e terre annesse, e Bianchina Spinola, patrizia genovese, che vissero alla fine del XIV secolo.

Considerato che spesso si chiamavano i figli come i loro nonni, per quanto riguarda i nomi possiamo immaginarci un altro Giambattista ed un altro Giacomo. Le successive sei generazioni, necessarie per arrivare a Lodovica Malaspina, sarebbero quindi le seguenti:

Giovanni Battista Comaschi

Carlo? Comaschi

Giambattista Enrico Comaschi

Giacomo Comaschi

Giambattista? Comaschi

Giacomo? Comaschi

Giovanni Battista Comaschi e Lodovica Malaspina

Una volta agganciatisi ai Malaspina è facile risalire per altre dieci generazioni fino ad arrivare ad Alberto Malaspina che ebbe la Val Trebbia nelle divisioni con i fratelli e che è da considerare il capostipite dei Malaspina di Pregola, Isola, Campi, Pej, Alpe e Vezimo. Alberto Malaspina morì nel 1298.

Queste dieci generazioni di Malaspina sono:

Lodovica

Gian Luigi, marchese di Alpe e Artana

Claudio

Antonio Francesco

Gian Luigi

Riccardo, che fu colui che, nel 1453, ebbe Alpe e Artana

Adamo, marchese di Pregola e terre annesse

Riccardino

Albertino, che, nel 1347, divise con i fratelli i possedimenti paterno ottenendo i castelli di Pregola, Vezimo, Alpe, Artana e Pej e Isola e Alassina Anguissola

Corrado Malaspina

Alberto, che ebbe la Val Trebbia nelle divisioni con i fratelli.

Alberto Malaspina era il quinto figlio di Corrado Malaspina che visse tra il 1180 ed il 1254 e che era marchese di Mulazzo e terre annesse. I fratelli di Alberto erano Moruello, Franceschino, Manfredi e Federico e c'erano anche due sorelle: Selvaggia e Beatrice.

Stemma dei Malaspina dello Spino SeccoStemma dei Malaspina dello Spino FioritoI cinque figli di Corrado si divisero i possedimenti paterni ed i loro discendenti si dissero dello Spino Secco per via dello spino inserito nello stemma (Troncato d'oro e di rosso, allo spino secco nero) mentre Opizzino, figlio di un fratello di Corrado, adottò lo spino fiorito con fiori bianchi (Troncato d'oro e di rosso, allo spino fiorito con fiori bianchi).

Corrado Malaspina è il nonno del Corrado ricordato da Dante nell'ottavo canto del Purgatorio dove costui profetizza l'esilio del poeta e l'accoglienza che troverà alla corte dei suoi discendenti. Corrado inizia il suo discorso a Dante spiegandogli di non essere il Corrado Malaspina più vecchio:

Fui chiamato Currado Malaspina
non son l'antico, ma di lui discesi:
a' miei porti l'amor che qui raffina
.

Per arrivare all'Alberto considerato il capostipite dei Malaspina sono necessarie altre quattro generazioni:

Alberto

Corrado, marchese di Mulazzo e terre annesse

Opizzo II

Opizzo I

Alberto detto Malaspina

e per arrivare ad Oberto, capostipite degli Obertenghi, ne sono necessarie altre quattro:

Alberto detto Malaspina

Oberto Opizzo

Alberto

Oberto Opizzo

Oberto I (912 - 975).

Come già detto da Oberto discendono, oltre ai Malaspina, anche le casate degli Este, dei Pallavicino, dei Cavalcabò di Cremona ed i principi di Brunswick e di Hannover e tramite costoro ed i tanti matrimoni regali discendono anche moltissimi dei personaggi più famosi dell'ultimo millennio.

Ad esempio questa è la linea di discendenza diretta che lega Oberto a ben sei re d'Inghilterra e del Regno Unito e precisamente Giorgio I, II, III e IV, Guglielmo IV e la famosissima Regina Vittoria, Imperatrice delle Indie [8]:

Oberto I (912 - 975) ⇒ Oberto Obizzo (940 - 1017) ⇒ Alberto Azzo I, Marchese di Milano (970 - 1029) ⇒ Alberto Azzo II, Marchese di Milano (m. 1097) ⇒ Guelfo IV, Duca di Baviera (1037 - 1101) ⇒ Enrico IX, Duca di Baviera (1074 - 1126) ⇒ Enrico X, Duca di Baviera (1108 - 1139) ⇒ Enrico il Leone (1129 - 1195) ⇒ Guglielmo di Winchester, Signore del Lünenburg (1184 - 1213) ⇒ Otto I, Duca del Brunswick-Lüneburg (1204 - 1252) ⇒ Alberto I, Duca del Brunswick-Lüneburg (1236 - 1279) ⇒ Alberto II, Duca del Brunswick-Lüneburg (1268 - 1318) ⇒ Magnus il Pio, Duca del Brunswick-Lüneburg (1304 - 1369) ⇒ Magnus II, Duca del Brunswick-Lüneburg (1328 - 1373) ⇒ Bernardo I, Duca del Brunswick-Lüneburg (1362 - 1434) ⇒ Federico II, Duca del Brunswick-Lüneburg (1408 - 1478) ⇒ Otto IV, Duca del Brunswick-Lüneburg (1439 - 1471) ⇒ Enrico, Duca del Brunswick-Lüneburg (1468 - 1532) ⇒ Ernesto I, Duca del Brunswick-Lüneburg (1497 - 1546) ⇒ Guglielmo, Duca del Brunswick-Lüneburg (1535 - 1592) ⇒ Giorgio, Duca del Brunswick-Lüneburg (1582 - 1641) ⇒ Ernesto Augusto, Elettore di Hannover (1629 - 1698) ⇒ Giorgio I, Re di Gran Bretagna ed Irlanda (1660 - 1727) ⇒ Giorgio II, Re di Gran Bretagna ed Irlanda (1683 - 1760) ⇒ Federico, Principe di Galles (1707 - 1751) ⇒ Giorgio III, Re di Gran Bretagna ed Irlanda (1738 - 1820) ⇒ Giorgio IV, Re di Gran Bretagna ed Irlanda (1762 - 1830)

Inoltre abbiamo ancora re Guglielmo IV che regnò dal 1830 al 1837 e che era il fratello di Giorgio IV e zio della regina Vittoria che regnò dal 1837 al 1901.

Fantagenealogia dei Malaspina

Ho letto il libro Historia dell'origine ed successione dell'illustrissima famiglia Malaspina di Tommaso Porcacchi pubblicato nel 1585 e l'ho trovato molto più interessante di quanto avessi immaginato quando avevo saputo che fa risalire la dinastia dei Malaspina fino ad Anco Marzio, quarto re di Roma.

Contiene infatti una messe sterminata di notizie prese da antichi documenti, molti dei quali ora perduti, trovati dal Porcacchi negli archivi di Casa Malaspina ed in quello della antichissima abbazia di Bobbio. Inoltre il Porcacchi, anche se non sempre cita le fonti dalle quali attinge, riporta i pareri di altri storici quando siano difformi dal suo e spiega perché abbia scelto una storia rispetto ad un'altra.

La sua opera è divisa in otto libri e non è comodissima da leggere perché racconta di un ramo della famiglia per svariati secoli inframmezzando il discorso con notizie storiche anche complesse e poi ritorna indietro di molti secoli per parlare del fratello del capostipite del ramo della famiglia di cui ha appena concluso di parlare.

Considerato che cita poche date e che pensa che il lettore conosca alla perfezione la storia d'Italia dal VI al XVI secolo, la lettura del libro non è facile e sarebbe necessario fare accurate ricerche, quasi ad ogni passo, per inquadrare meglio quello che racconta. E' un lavoro interessante ma sterminato e quindi penso che lo farò solo qualora le mie fantaparentele si rivelassero meno fantasiose.

Nel primo libro l'autore racconta le vicende della gens Martia dai primissimi tempi di Roma fino alla morte di Giustiniano. Qui non dà tutti i nomi necessari per collegare l'una all'altra le persone citate ma si limita a dire che ci sono molti altri personaggi minori dei quali non ha parlato. Comunque è possibile scrivere una genealogia continua da Martio Censorino, che visse nel primo secolo avanti Cristo, in poi.

Tra quelli che il Porcacchi non cita c'è anche una certa Martia, appartenente a questa gens, che fu la nonna paterna di Caio Giulio Cesare. Ricordando la genealogia di Giulio Cesare che fa risalire la gens Iulia fino a Iulo, figlio di Enea e nipote della dea Venere, si può dire che il Porcacchi abbia perso l'occasione di poter dire che perfino la dea Venere era parente dei Malaspina anche se, comunque, si sarebbe trattato solo di una parentela acquisita e non di discendenza diretta.

Nel secondo libro racconta le vicende di Ilduino e Perannio all'epoca dei Goti. La discendenza di Perannio termina e nel terzo racconta le vicende di Accino, figlio di Ilduino e come questi diventi il primo dei Malaspina. Nel quarto racconta le vicende dei discendenti di Accino arrivando fino al 1252.

Nel quinto libro torna indietro fino all'802 per parlare di Adalberto (o Alberto) gran marchese di Toscana e racconta dei suoi discendenti fino ai Del Carretto e poi torna di nuovo indietro fino a Clotario. Il libro sesto parte dal 1125 e continua il racconto delle vicende di Isnardo già iniziate nel libro precedente e arriva fino alla fine del XIII secolo.

Nel settimo libro si racconta della divisione dei possedimenti dei Malaspina fra Corrado ed Obizzino e si racconta dei discendenti di Corrado mentre nell'ottavo si racconta di quelli di Obizzino.

Il Porcacchi scrive la storia dei Malaspina fino ai suoi tempi (ha finito di scrivere il libro nel 1584) ma non tratta tutti i rami dei Malaspina perché spiega che la discendenza dei Malaspina si è moltiplicata straordinariamente per cui non parla dei marchesi di Pregola, Isola, Campi, Pej, Alpe e Vezimo.

E' però facile individuare il Corrado Malaspina i cui discendenti si dissero dello Spino Secco ed Obizzino (figlio del fratello di Corrado) i cui discendenti si dissero dello Spino Fiorito e che divisero fra loro i possedimenti dei Malaspina ponendo il fiume Magra come confine. Dei cinque figli di Corrado che, successivamente, si divisero i possedimenti paterni ne vengono, però, citati solo due: Morello ed Obizzo che era il padre del Corrado dantesco.

Morello è evidentemente il Moruello che compare nella genealogia che ho già citato mentre invece Obizzo non c'è ma la citazione del Corrado dantesco ci permette di identificarlo con Federico, quartogenito di Corrado. Infatti Natalino Sapegno, nelle note dell'edizione da lui curata della Divina Commedia, ci dice che Corrado Malaspina era figlio di Federico, marchese di Villafranca [9].

Il Porcacchi, però, non ci parla di alcun marchese Alberto detto Malaspina che visse nella prima metà del XII secolo ma fa risalire la nascita del soprannome Malaspina a quasi seicento anni prima e precisamente nel VI secolo quando fu assunto da Accino, figlio di Ilduino signore di Luni.

Ilduino era diventato Duca e Capitano di Milano che si era ribellata ai Goti. Milano, però, non venne soccorsa e si dovette arrendere. Ilduino fu ucciso ed i suoi figli Accino e Alsvinda con la loro madre Silvia furono portati via e donati a re Teodoberto di Francia che maritò la ragazza e tenne ai suoi servizi Accino che però, ricordando quanto successo, lo avrebbe ucciso durante una caccia e nascosto il corpo in una macchia di spine e per questo sarebbe stato chiamato Malaspina. Secondo un'altra ipotesi, sugli Appennini vicino a Bobbio, Accino avrebbe ucciso il re che si era addormentato piantandogli una grossa spina attraverso l'orecchio e sarebbe poi fuggito in Lunigiana antico feudo della famiglia. Secondo il Porcacchi ciò accadde nel 545. Successivamente Accino andò a Costantinopoli.

Antico stemma dei Signori della LunigianaAlle calende di agosto del 562, Giustiniano fece marchese Accino con il cognome di Malaspina e gli diede uno stemma con uno spino fiorito su tre monti. Gli venne anche confermata l'eredità che gli era pervenuta dalla stirpe Ottavia. Oltre a questo Giustiniano diede ad Accino il permesso di mettere nella sua arme l'aquila d'oro imperiale con due teste coronate e gli ordinò di lasciare lo stemma del padre che era quello dei signori di Luni e che era partito nel primo di rosso avente una luna gialla con le punte all'insù, nel secondo di giallo.

Questo stemma ha un'aria molto antica ed in effetti, in molti antichi bassorilievi romani, si possono vedere oggetti identici alla luna dello stemma che fanno parte delle insegne militari e sono infilati nell'asta che regge il simbolo delle varie legioni. Inoltre i senatori portavano una mezzaluna sui loro calzari come simbolo distintivo del loro rango e questa usanza era stata presa, in tempi molto antichi, dagli etruschi.
Uno stemma in pietra con una luna identica a questa si può ancora vedere ad Avenza (il quartiere più vasto di Carrara) sulla chiesa di San Pietro che risale al 1187 e si tratta dello stemma della Diocesi di Luni.

Tra Corrado ed Accino ci sono moltissimi anni e tante generazioni ma il Porcacchi ci tramanda tutti i nomi permettendo quindi di proseguire con l'albero genealogico; però, confrontando la genealogia che ho esposto prima con quella del Porcacchi, si hanno varie sorprese, infatti i nomi degli antenati di Corrado sono quasi tutti diversi e non vi compare né l'Alberto che sarebbe stato chiamato il Malaspina, né il famoso Oberto capostipite di tante case regnanti.

Per risolvere l'arcano ho cercato delle altre genealogie ed ho trovato un interessante libro intitolato La genealogia delle case più illustri di tutto il mondo e scritto da Antonio Chiusole nel 1743 [10] che riporta le genealogie delle principali case regnanti di tutte le epoche ed i luoghi. Purtroppo non vi è quella dei Malaspina ma in quella dei Duchi del Monferrato, che discendevano direttamente dai Malaspina, ci sono circa gli stessi nomi citata dal Porcacchi ed alcune cose molto interessanti si trovano in quelle degli Estensi.

Per gli Estensi infatti sono presenti due diverse genealogie la prima delle quali riporta l'annotazione secondo gli antichi genealogisti e l'altra secondo i genealogisti nuovi. Le due genealogie, nella parti antiche, sono alquanto diverse. La prima parte da un certo Azzio che visse all'epoca di Tarquinio Prisco nel 600 avanti Cristo ma poi salta fino ad un altro Azzio morto nel 411 dopo Cristo e continua con altri nomi mentre la seconda parte da Bonifazio, conte di Lucca, che visse nell'811, e contiene il famoso Oberto dal cui figlio, Oberto II, si fa iniziare la casata Estense.

Nelle note si spiega che questa nuova genealogia è stata scritta da Lodovico Antonio Muratori, allora bibliotecario della Casa d'Este ed è facile vedere che è questa la genealogia che è ora utilizzata da quasi tutti gli studiosi e che è quella che anch'io ho utilizzato nel capitolo precedente.

Non c'è però bisogno di entrare nel merito di quale genealogia sia più corretta fra quella del Muratori e quella del Porcacchi (che in fin dei conti scriveva quasi due secoli prima basandosi su archivi più vicini ai Malaspina) perché la lettura della genealogia del Muratori ci fa vedere come allora fosse facile che si usassero nomi diversi per la medesima persona.

Un esempio illustre lo avevo già trovato in Enrico III, imperatore del Sacro Romano Impero, che alcuni (compreso il Porcacchi) chiamavano anche Arrigo ma nella genealogia del Muratori troviamo un Alberto detto anche Oberto ed anche Sigiberto che morì nel 915, scopriamo che vari Azzo si chiamavano invece Alberto Azzo e che Oberto e Obizzo sono lo stesso nome.

Tenendo conto di ciò le differenze fra quanto scrive il Porcacchi e la genealogia già esposta sugli avi di Corrado Malaspina sono meno importanti. Una prima differenza è nel nome del padre di Corrado (Moncello o Opizzo II) ma si tratta di due fratelli figli di Opizzo I, poi ci sono vari nomi diversi ma bisogna tener presente che gli Azzo del Porcacchi sono le stesse persone degli Alberto Azzo del Muratori ed infine troviamo il famoso Oberto che il Porcacchi chiama invece Obizzo.

Per risalire da Corrado Malaspina, marchese di Mulazzo e terre annesse, fino ad Obizzo (Oberto) il Porcacchi pone queste sette generazioni:

Corrado, marchese di Mulazzo e terre annesse (la divisone con Opizzino fu fatta nel 1231)

Moncello (combatté contro i Pisani nel 1165)

Obizzo (combatté contro l'imperatore Federico II)

Isnardo, marchese di Liguria (circa nel 1125)

Corrado (appoggia l'imperatore Enrico III)

(Alberto) Azzo (appoggia l'imperatore Enrico II)

Azzolino

(Oberto) Obizzo (nemico di Berengario III)

mentre per risalire da (Oberto) Obizzo fino ad Accino che il Porcacchi pone come capostipite dei Malaspina e che si sarebbe prima chiamato Accino Martio sono necessarie altre dieci generazioni. Questi sono una parte dei numerosi discendenti di Accino che il Porcacchi nomina (il collegamento diretto fra Accino ed (Oberto) Obizzo è in rosso:

Discendenza da Accino ad (Oberto) Obizzo: Accino Martio, Adoino, Obizzo, Ilduino, Aleramo, Adalberto, Lodovico, Carlo, Alberico, Guglielmo, (Oberto) Obizzo

Infine è possibile risalire ancora per 19 generazioni fino a Martio Censorino che visse nel primo secolo avanti Cristo anche se mancano due nomi perché, per due volte, viene dato il nome del nipote di qualcuno ma non quello di suo figlio:

Accino Martio

Ilduino

Flavio Mavortio (fu console nel 527)

?

Flavio Ildemondo (combatté contro Odoacre, presso a Lodi, nel 478)

Flavio Perannio

Flavio Gervando (prefetto di Narbona sotto Valentiniano III)

Flavio Mavortio (fu mandato in Africa contro Bonifazio nel 427)

Lucio Martio Postumo

Flavio Eutichiano (fu console sotto Teodosio nel 398)

Flavio Martio Saturnino

Flavio Mavortio Lolliano

?

Martio Agrippa (sotto Settimio Severo combatté i Parti e sotto Caracalla fu capitano in Germania. Morì vecchissimo nel 220 a Luni)

Lucio Martio Barea

Quinto Martio Turbone (fu Prefetto della Mauritania e successivamente della Dacia, dell'Egitto e di Roma)

Quinto Martio Barea (fu console sotto Tiberio nel 26)

Caio Martio

Lucio

Martio Censorino (fu fatto censore due volte)

Per concludere farò notare che, secondo questa fantagenealogia, per risalire da me a Martio Censorino, coprendo così un periodo di circa 2000 anni, sono necessarie 58 generazioni il che significa una durata media di 34 anni per generazione che è un po' di più, ma non troppo, dei 30 anni che si prendono di solito come durata di una generazione.

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[1] - Livio Orlandini - L'albero della storia: nostra cugina Elisabetta in Storia Illustrata num. 246 del maggio 1978.   <<

[2] - Giovanni Sforza - I Buonaparte in Lunigiana - Torino, 1911.   <<

[3] - Tommaso Porcacchi - Historia dell'origine ed successione dell'illustrissima famiglia Malaspina - Presso Girolamo Discepolo e fratelli - Verona, 1585.   <<

[4] - Giovanni Battista Comaschi - Trattato del diritto di rappresentazione nelle successioni colla soluzione di questioni non decise da Codice Napoleonico - Buccinelli - Milano, 1813.   <<

[5] - (a cura di) Giambattista Comaschi - Ragionamento inedito intorno alle leggi civili del consigliere Giambatista Comaschi parmigiano - dalla tipografia Carmignani - Parma, 1823.   <<

[6] - Angelo Pezzana - Memoria degli scrittori e letterati Parmigiani raccolte dal Padre Ireneo Affo e continuate da Angelo Pezzana - Tomo settimo ed ultimo - Della Ducale Tipografia - Parma, 1833.   <<

[7] - I Malaspina di Pregola, Isola, Campi, Pej, Alpe e Vezimo a cura di Davide Shamà e Andrea Dominici Battelli in Genealogie delle dinastie nobili italiane.   <<

[8] - Lynn Picknett, Clive Prince e Stephen Prior - War of the Windsors: a century of unconstitutional monarchy - Mainstream Publishing - Edinburgh, 2002.   <<

[9] - Dante Alighieri - a cura di Natalino Sapegno - La Divina Commedia: Purgatorio - La Nuova Italia Editrice - Firenze, 1968.   <<

[10] - Antonio Chiusole - La genealogia delle case più illustri di tutto il mondo - Appresso Giambattista Recurti - Venezia, 1743.   <<


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