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Storia di Pontelagoscuro


La mostra sulla Saunara in occasione del bicentenario della fondazione

Per celebrarne il bicentenario, il 13 ottobre 2012, nella sala Nemesio Orsatti, è stata inaugurata una mostra sulla fabbrica di saponi pregiati Chiozza & Turchi che operò a Pontelagoscuro dal 1812 al 1928 e che aveva 27 filiali all'estero. La Chiozza & Turchi, famosa anche per le sue splendide confezioni e per i suoi manifesti pubblicitari, fu diretta, di generazione in generazione, sempre dalla stessa famiglia per ben 116 anni.

Chi ha proposto la realizzazione della mostra e vi ha contribuito con un lavoro straordinario è stato Walter Ferrari, appassionato storico pontesano che da quarant'anni si occupa della storia di Pontelagoscuro e che ha raccolto una quantità incredibile di materiale interessantissimo tra cui tantissime notizie ed immagini (listini, confezioni, bellissime pubblicità, foto ed altro) relative alla storia del Saponificio Chiozza & Turchi che funzionò per più di un secolo e diventò famoso in tutto il mondo per i suoi saponi pregiati.

La storia della Saunara, come veniva chiamato a Pontelagoscuro la Chiozza & Turchi, è più che centenaria e per riassumerla in breve userò proprio le parole di Walter Ferrari prese da un'intervista fattagli da Davide Nanni nel 2013 [1]:

Il saponificio Chiozza & Turchi è stata la prima fabbrica moderna sorta sul territorio ferrarese, quando il Po segnava ancora il confine tra lo Stato Pontificio e il Veneto austriaco. Pontelagoscuro ricopriva allora una posizione strategica per i commerci fluviali, come dimostrano i volumi delle merci che transitavano alla sua dogana. Molti prodotti rifornivano proprio la "Saunara" - così i pontesani chiamavano la fabbrica - che già nel 1871 produceva ben settemila tonnellate di sapone comune e oltre settantamila dozzine di saponi profumati esportati in tutto il mondo. Un'industria all'avanguardia per l'epoca, che fece letteralmente la fortuna di Pontelagoscuro e dei suoi abitanti.

La Chiozza & Turchi nasce nel 1812 su iniziativa dell'imprenditore triestino Carlo Luigi Chiozza, che acquistò un'area di 11 mila mq sulla golena del Po per impiantarvi una filiale del proprio stabilimento. Una scelta azzeccata, come confermano gli ottimi risultati ottenuti nei decenni seguenti sotto la guida dell'imprenditore viennese Francesco Tranz. Risultati che non passarono inosservati: nel 1857, a margine di un lungo viaggio nelle province del suo Stato, papa Pio IX decise di visitare l'operoso borgo di Pontelagoscuro rispondendo proprio all'invito del Tranz.

L'anno successivo arriva la vera svolta per la "Saunara", grazie alle innovazioni tecniche introdotte dal chimico Pietro Spannocchi che consentirono di avviare la produzione di saponi profumati qualitativamente superiori per gli standard del tempo. Inizia così un'attività di esportazione in tutto il mondo: tra il 1861 e il 1911 Chiozza & Turchi compete alla pari con le maggiori aziende inglesi e francesi, come dimostrano i tanti premi e riconoscimenti prestigiosi ottenuti ad Esposizioni nazionali e internazionali. La "Saunara", in quegli anni felici, risulta addirittura tra i fornitori della Real Casa britannica. Nemmeno il tremendo incendio del 1882, che di fatto distrusse il vecchio stabilimento, fermò la volontà dei proprietari e delle maestranze: in pochi mesi, come riporta la Gazzetta Ferrarese, la fabbrica venne ricostruita più grande e moderna. Non a caso venne adottato come marchio aziendale la Fenice, che campeggia nei bellissimi manifesti pubblicitari curati da artisti come Dudovich, Hohenstein e De Carolis.

Alla vigilia della Grande Guerra la Chiozza & Turchi impiegava 150 maestranze qualificate ed aveva una rete di 27 filiali sparse per il mondo intero. Purtroppo la restrizione dei consumi dovuti al conflitto mondiale e la svolta "autarchica" imposta all'economia italiana dal regime fascista diedero un duro colpo all'azienda che, nel 1928, dovette trasferirsi a Milano. Oggi, laddove si stagliavano alte nel cielo le due ciminiere del poderoso stabilimento, non è rimasto nulla: solo una vasta area abbandonata di fianco alla discoteca "Giardini Sonori".

Il libro Industria Saponiera Chiozza & Turchi: due secoli di storia di Walter Ferrari e Luigi Lugaresi

Il libro 'Industria Saponiera Chiozza & Turchi: due secoli di storia' di Walter Ferrari e Luigi LugaresiWalter Ferrari aveva da tempo predisposto in forma di libro il tanto materiale che aveva raccolto sulla storia del Saponificio Chiozza & Turchi ed attendeva solo uno sponsor per pubblicarlo. Purtroppo lo sponsor non si è mai trovato, anche perché le tante stupende immagini che raccontano la storia della Saunara richiedono una stampa ed una carta adeguata e quindi costosa.

Il bicentenario della Saunara era però un'occasione imperdibile e quindi Walter ha fatto a meno dello sponsor ed ha pubblicato il suo libro presso l'editore Volta la carta di Ferrara che l'ha realizzato come Walter voleva [2]. Si tratta quindi di una edizione di pregio a tiratura limitata, stampata su carta speciale (Cordenons Natural Evolution Ivory 120 gr/mq) e rilegata a mano come si faceva una volta con carta cotone Overleather prodotta artigianalmente in India con antichi metodi nei villaggi Ghandiani le cui sfumature naturali fanno sì che la copertina di ogni volume differisca leggermente da quella degli altri.

Nella sua fatica Walter Ferrari è stato validamente aiutato da Luigi Lugaresi che ha svolto accuratissime ricerche in archivio per completare i tanti dati già raccolti negli anni da Walter ed ha scritto i testi mentre la prefazione è di Luciano Montanari. Inoltre Walter ringrazia ed elenca le tante persone che, a vario titolo, lo hanno aiutato nella fatica.

Fra i tanti nomi vi è anche il mio. In realtà non ho fatto molto dando solo qualche suggerimento ma mi sono molto divertito quando un pomeriggio, assieme a Walter, abbiamo pensato a quali didascalie mettere sotto alcune immagini fra le quali quella del manifesto pubblicitario della Chiozza & Turchi, realizzato da Marcello Dudovich, con una donna nuda che, in piedi sopra una tinozza, si sta lavando e che non fu mai utilizzato perchè considerato troppo sexy.

Manifesto pubblicitario della Chiozza & Turchi realizzato da Marcello Dudovich

Ci voleva qualcosa di incisivo ma che rispettasse lo stile dell'epoca e dopo tanto pensare abbiamo realizzato l'imitazione di un timbro della censura per cui sotto l'immagine osè compare la scritta troppo audace col timbro censurata e sotto quella dove la donna nuda era stata incongruamente rivestita, la scritta castigata col timbro approvata. Poi, con un gioco di parole, il tutto è stato intitolato Il castigo di Dudovich.

La bozza del libro era già pronta per la mostra sul bicentenario della Saunara che si è svolta dal 13 al 21 ottobre 2012 dove era possibile esaminarla e prenotare una copia del libro ma la sua presentazione ufficiale è stata fatta, il 5 dicembre, alla Camera di Commercio di Ferrara dove è stato anche proiettato un DVD con un filmato che presentava il libro e mostrava le tante, stupende, immagini che contiene [3].

Nella premessa Luciano Montanari racconta i primi passi dell'industrializzazione del ferrarese e mostra come il Saponificio Chiozza & Turchi non solo sia stato la prima industria moderna del ferrarese ma anche come, per lunghissimo tempo, ne sia stato anche quella di gran lunga più importante.

Nel primo capitolo si racconta la storia del sapone attraverso i secoli e nel secondo si parla, più specificatamente del ferrarese dove, già all'epoca degli Estensi, il sapone era importato da Venezia anche se vi furono vari tentativi di produrlo localmente utilizzando maestranze veneziane.

Il terzo e quarto capitolo riguardano la lunga e complessa storia della Chiozza & Turchi che copre un periodo ancora più lungo dei 116 anni di esistenza a Pontelagoscuro. Il Saponificio Chiozza nasce infatti a Trieste nel 1780 fondato dal Conte Carlo Luigi Chiozza e da Franz Casetti. La fabbrica era poi stata ingrandita e già agli inizi dell'800 era una delle più grandi e prestigiose esistenti nella monarchia austriaca. Questa fabbrica rimase in funzione e di proprietà dei Chiozza fin quasi la fine dell'800 quando la fortuna dei Chiozza di Trieste declinò.

La fabbrica di saponi Chiozza circa nel 1840

Ai primi dell'800 Carlo Luigi Chiozza aveva aperto una filiale a Ferrara e nel 1812 decise di aprire una fabbrica a Pontelagoscuro che era collegata a Venezia e a Trieste da una veloce barca corriera, che, come Trieste, faceva allora parte del cosiddetto Grande Impero di Napoleone [4] e che presentava una disponibilità d'acqua illimitata. La fabbrica fu affidata a Francesco Tranz di Gorizia che si trasferì a Pontelagoscuro dove diventò poi una delle personalità più importanti del borgo.

Il Tranz divenne poi accomandatario della ditta e quando si ritirò raccomandò di essere sostituito dagli agenti che già lo affiancavano. Chi lo sostituì fu Luigi Turchi che, nel 1853, assunse la gerenza sotto la ragione sociale Luigi Turchi & Co. Nel 1858 il chimico Pietro Spannocchi trovò nuove soluzioni per la produzione di saponi pregiati che portarono la ditta all'avanguardia per l'Italia e la resero competitiva anche all'estero nel settore dei saponi di gran pregio. Nel 1870 la ragione sociale divenne Chiozza & Turchi.

La fabbrica di saponi Chiozza & Turchi ricostruita dopo l'incendio del 1882

All'alba del 15 aprile 1882 un incendio, le cui cause rimasero ignote, distrusse il vecchio stabilimento che però in pochi mesi fu ricostruito più grande e più moderno del precedente. Proprio per ricordare la resurrezione della fabbrica dalle sue ceneri, nel 1890, venne adottata, come stemma della ditta, la fenice con il motto Post Fata Resurgo.

Lo stemma della Chiozza & Turchi adottato dopo la ricostruzione dall'incendio del 1882Nel 1893 Luigi Turchi morì e la direzione della Chiozza & Turchi venne assunta da Alessandro Avogli. Nel 1912 fu festeggiato il centenario della nascita della ditta e fu stampato un libretto con la storia della ditta. Nel libretto, che è interamente riprodotto nel libro di Walter Ferrari, si fa notare come, in un secolo la ditta abbia avuto solo tre direttori (Francesco Tranz dal 1812 al 1853, Luigi Turchi dal 1853 al 1893 e Alessandro Avogli dal 1893), si elencano le agenzie all'estero che sono ben 27 poste su tutti i continenti e si mostrano le numerosissime onoreficenze ottenute in esposizioni internazionali dal 1861 al 1911.

Dopo la Prima Guerra Mondiale la ditta cominciò a trovarsi sempre più in difficoltà, sia per la crisi economica e sociale del dopoguerra, sia perchè la produzione non era stata riconvertita alle nuove esigenze del mercato. Nel 1928 i macchinari e la produzione furono trasferiti a Milano. Alcuni operai vennero anch'essi trasferiti a Milano ma la maggior parte delle maestranze rimase senza lavoro.

Le splendide confezioni di saponi pregiati della Chiozza & TurchiIl quinto ed il sesto capitolo spiegano come era fatta e come funzionava la fabbrica della Chiozza & Turchi, come si svolgeva la produzione e come era fatta la pubblicità ai prodotti pregiati. Sono corredati di numerosissime immagini fra le quali le fotografie dei vari reparti interni dove, oltre ai saponi pregiati e a quelli da bucato, venivano anche prodotte le splendide scatole che servivano a confezionare i saponi pregiati.

La pubblicità era particolarmente curata e venivano preparati molti manifesti il cui disegno era affidato ad artisti del calibro di Marcello Dudovich, Adolfo Hohenstein, Luigi Dal Monte Casoni ed Adolfo De Carolis. Non solo le confezioni dei saponi ed i manifesti pubblicitari erano particolarmente curati e realizzati dai migliori artisti del settore ma persino le vetrinette, dove erano esposti i saponi nelle tante fiere internazionali a cui partecipava la Chiozza & Turchi, erano costruite dai migliori ebanisti.

Alcune pubblicità della Chiozza & TurchiNel settimo ed ottavo capitolo si parla dei rapporti fra le maestranze e la direzione e vengono riprodotti svariati regolamenti interni compresi quelli di tipo previdenziale e di partecipazione alla vendita in base al quale gli impegati fissi ed i capioperaio avevano diritto ad una certa somma per ogni quintale di sapone venduto.

Nel nono capitolo si racconta la storia della Chiozza & Turchi dopo il trasferimento a Milano. Venne lanciata la nuova linea Jodont in tutta la gamma di saponi, compresi quelli da barba ed i dentifrici e si attivarono grandi concorsi a premi.
Per vari anni non mancarono i problemi economci ma dal 1936 la situazione migliorò però, nel 1941, si deliberò la fusione per incorporazione nella Società Anonima Industrie Alimentari - SIAM. Nel 1950 vi fu la fusione con l'Achille Banfi S.A. e la ditta prese il nome di Industrie Riunite Chiozza&Turchi - Achille Banfi SPA.

Nel 1957 la società fu posta in liquidazione ma poi, dieci anni dopo, la liquidazione fu revocata e nel 1968 le Industrie Riunite Chiozza&Turchi - Achille Banfi SPA furono incorporate nella Guardini-Faccincani SPA facendo così scomparire anche il nome della gloriosa industria che aveva operato per più di un secolo a Pontelagoscuro.

Infine vi è una corposissima appendice con 14 documenti inerenti la storia della Chiozza & Turchi che vanno dalla vendita fatta dal Signor Carlo Luigi Chiozza a favore del Signor Francesco Tranz nel 1817 fino all'aumento del capitale sociale avvenuto nel 1922.
Per ragioni personali ho trovato particolarmente interessante il primo di questi documenti in quanto, fra i proprietari dei terreni confinanti la fabbrica, è citato un mio antenato diretto e precisamente il nonno del nonno di mio nonno.

Proprio mentre era quasi finita la preparazione della bozza del volume è stato ritrovato un disco a 78 giri con due canzoni pubblicitarie dei nuovi prodotti Jodont-Joderma della Chiozza & Turchi realizzate subito dopo il trasferimento a Milano. Si tratta di un valzer ed un tango cantati dal tenore Enzo Fusco accompagnato dall'orchestra Excelsius. Dal vecchio disco è stato ricavato un CD poi allegato allo splendido volume realizzato da Walter Ferrari e Luigi Lugaresi.

Infine, ad ulteriore riprova della fama e della diffusione dei prodotti Chiozza & Turchi nel mondo, racconto un fatto accadutomi pochi mesi dopo l'uscita del libro: ho ricevuto una mail dalla lontana Australia dove mi si diceva che, rifacendo un bagno in una vecchia casa, era stata rinvenuta una saponetta di Castile No. 4 della Chiozza & Turchi di Pontelagoscuro e si chiedeva il mio aiuto per datare la saponetta.

In effetti, sfogliando il bel libro di Walter Ferrari e Luigi Lugaresi, si può trovare una pubblicità bilingue della Chiozza & Turchi rivolta al mercato australiano e risalente ai primi anni della Prima Guerra Mondiale che riporta il Castile No. 4 tra i prodotti che si potevano trovare presso la locale agenzia che era sita a Sidney al 22 di Campbell street.

La saponetta ritrovata dopo tanti anni riportava la scritta Chiozza & Turchi - Pontelagoscuro ma la scatoletta di cartone che la conteneva riportava invece la scritta Chiozza & Turchi - Milano e ciò ha permesso di datare la saponetta alla fine del 1928 quando è avvenuto il trasferimento da Pontelagoscuro a Milano dei macchinari della Chiozza & Turchi.


[1] - Davide Nanni - Il passato ritrovato di Pontelagoscuro in Il Listone - Magazine del 17 settembre 2013.   <<

[2] - Walter Ferrari e Luigi Lugaresi - Industria Saponiera Chiozza & Turchi: due secoli di storia - Stampato e rilegato daVolta la carta - Ferrara, 2012.   <<

[3] - Quotidiano La Nuova Ferrara - mercoledì, 5 dicembre 2012.   <<

[4] - Nel 1812 Pontelagoscuro si trovava nel Regno d'Italia mentre Trieste faceva parte delle Province Illiriche ma entrambi gli stati, essendo controllati da Napoleone, facevano parte di quello che è stato chiamato il Grande Impero.   <<


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