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Durante la II Guerra Mondiale il paese di Pontelagoscuro è stato sottoposto ad intensissimi bombardamenti che lo hanno raso al suolo in maniera pressoché totale. Il Consiglio Comunale di Ferrara, nella seduta del 28 giugno 1946, iniziò a discutere il Piano Regolatore della città e poi, nonostante il parere contrario dei cittadini di Pontelagoscuro, decise che il paese sarebbe stato ricostruito non dove sorgeva prima della guerra ma spostato verso Ferrara di seicento metri e quindi distante dal Po e dalla sua posizione originaria [1].
La zona ricostruita ebbe il nome, non ufficiale, di Ponte Nuovo in quanto i cittadini di Pontelagoscuro avevano cominciato, in un modo o nell'altro, a ricostruire case anche nella zona dove sorgeva il borgo chiamandola ora Ponte Vecchio.
La piazza principale, posta al centro del nuovo paese fu dedicata a Bruno Buozzi, il famoso sindacalista nato a Pontelagoscuro nel 1881. Bruno Buozzi si trasferì a Milano nel 1896 dove lavorò come aggiustatore meccanico alla Marelli prima ed alla Bianchi poi. Nel 1909 divenne segretario generale della FIOM. Fu eletto deputato e rieletto nel 1921 e 1924.
Nel 1926 emigrò a Parigi; fu arrestato dalla Gestapo nel 1941 ed inviato al confino a Montefalco vicino a Perugia. Il 25 luglio 1943 fu liberato ed il governo Badoglio gli affidò la direzione della Confederazione Sindacale dei Lavoratori. La proclamazione della Repubblica di Salò lo costrinse di nuovo alla clandestinità. Fu arrestato a Roma il 13 aprile 1944 ed assasinato da reparti nazisti nella notte fra il 3 ed il 4 giugno 1944 [2].
Intorno a Piazza Buozzi, nel 1958, sorse la nuova chiesa, dedicata a San Giovanni Battista come l'antica e progettata da Enrico Lenti. Di fronte, nel 1974, fu costruito il Centro Civico dell'architetto Lorenzo Pezzella mentre, di fianco a dove doveva sorgere la chiesa, era già stata ricostruita, nel 1953, la scuola Materna parrocchiale della Fondazione Braghini Rossetti che fu poi ampliata nel 1961 e nel 1971.
Alla fine degli anni novanta l'amministrazione comunale aveva elaborato un progetto di riqualificazione della piazza tramite la realizzazione di uno spazio ovale attorno al quale avrebbero potuto circolare la automobili e nel quale sarebbe stata posta una fontana ma tale progetto non fu poi realizzato.
All'inizio del 2009 il Comune di Ferrara ha indetto un concorso per un progetto di riqualificazione di Piazza Bruno Buozzi a Pontelagoscuro. Il concorso prevedeva un premio di diecimila euro per il vincitore ed un rimborso spese di duemila euro per il secondo e terzo qualificato.
Il progetto da realizzare non era affatto facile in quanto al progettista si chiedeva che la nuova piazza Bruno Buozzi dovesse:
1. consentire la funzionalità dei servizi che vi insistono, quindi dovrà essere garantito un accesso al sagrato della Chiesa ed al portico del Centro Civico, inibendo però al traffico veicolare privato l'attraversamento della piazza;
2. essere un luogo di aggregazione e d'incontro, con sedute, zone d'ombra ed opportuni arredi che rendano piacevole la sosta e favoriscano la socializzazione;
3. consentire lo svolgimento del mercato settimanale degli ambulanti e delle annuali fiere di San Giovanni Battista e Santa Teresa;
4. contenere un elemento che richiami il tema dominante del nostro paesaggio, del fiume Po, che potrebbe essere realizzato, ad esempio, con una fontana o per suscitare il ricordo della distruzione bellica o per ricordare un cittadino illustre o un evento storico specifico;
5. prevedere un percorso ciclabile che si raccordi con quello di Corso del Popolo e ne preveda il prosieguo, oltre la piazza stessa, verso la destra Po;
6. distinguere le aree di pertinenza: mercato, aggregazione/incontro e parcheggio differenziandone la realizzazione con accorgimenti che ne consentano l'uso funzionale (fondo che sopporti il traffico nella parte del mercato e definizione degli stalli, accessi alle zone di parcheggio auto che non interferiscano con le aree di socializzazione, arredi di facile manutenzione ed essenze locali nelle aree a verde).
Inoltre si chiedeva che la ristrutturazione, pur avendo una progettazione armonica e complessiva dell'area, mantenesse visibilmente separate la zona pubblica da quella privata, ad esempio con un'aiuola od altro elemento di arredo, che non ne interrompessero la continuità prospettica ma ne ricordassero le diverse vocazioni.
Fra i vari studi tecnici che hanno partecipato al concorso vi è stato lo Studio Tecnico Professionale Bambini e Lusvarghi. L'Ing. Lusvarghi, cercando notizie storiche su Pontelagoscuro, ha trovato il mio sito e dato che aveva fatto il militare nel Genio Pontieri ed aveva quindi passato molto tempo a montare e smontare ponti Bailey, è rimasto particolarmente colpito dal racconto L'ultimo ponte [>>] che narra la storia e l'importanza dello Springbok Bridge e che è stato scritto da Lee Dickman, uno dei genieri sudafricani che l'hanno costruito e da me tradotto e pubblicato in questo sito.
Mi ha contattato e ci si siamo incontrati. Ho visto la bozza del suo progetto che mi è subito piaciuto e sono rimasto colpito dall'idea di ricordare la storia di questo ponte realizzando, nel tratto di pista ciclabile che costeggia la fontana che rappresenta il Po, un disegno nella pavimentazione che potesse stilizzare le sagome di un ponte per ricordare il ponte in ferro tipo Bailey montato in poche ore dai genieri sudafricani e che permise alle truppe inglesi, immediatamente dopo la Liberazione, di dilagare per la Pianura Padana e di respingere i tedeschi fin oltre il confine austriaco.
Mi ha chiesto varie notizie su Pontelagoscuro ed in particolare quale fosse stata, nei secoli, la storia dell'area di terreno dove ora vi è la piazza. Si tratta di una richiesta molto curiosa ed inusuale ma che ha il suo motivo d'essere nel fatto che, per stimare il costo dei lavori, è bene sapere se, scavando, ci sono delle probabilità di trovare resti od oggetti di interesse archeologico.
In base ai numerosi documenti su Pontelagoscuro che ho raccolto sono stato in grado di dar subito qualche indicazione di massima ma poi ho anche scritto un breve relazione storico archeologica che è stata allegata al progetto e che riporto qui sotto.
Dati storici
Ci si chiede quale sia la storia dell'area dove attualmente c'è Piazza Bruno Buozzi a Pontelagoscuro (FE).
Il periodo che ci interessa è quello antecedente alla Seconda Guerra Mondiale durante la quale il borgo di Pontelagoscuro fu distrutto, in quanto la storia della ricostruzione successiva è ben nota e già documentata nei materiali messi a disposizione dal Comune di Ferrara.
Questa documentazione è molto utile perché sovrappone la ricostruzione alla pianta antecedente alle distruzioni belliche per cui possiamo vedere che l'attuale Piazza Bruno Buozzi faceva parte di quella che era la Possessione Belvedere e che non vi sorgevano edifici in quanto i fabbricati rurali erano leggermente più a nord.
Inoltre ci permette di identificare la posizione della attuale Piazza rispetto ai canali Nicolino-Fossa Lavezzola e Canal Bianco ed alla strada per Ferrara, cosa questa molto utile per localizzare il punto dove sorge ora la Piazza nelle piante più antiche.
Consultando il Catasto Carafa, iniziato nel 1779 e conservato presso il Consorzio di Bonifica Primo Circondario Polesine di Ferrara ed il Consorzio di Bonifica Secondo Circondario Polesine di San Giorgio, per la zona indicata si trovano due differenti mappe, sprovviste però dell'indicazione dell'anno a cui si riferiscono.
La più recente delle due è sicuramente quella indicata come tenuta Parco già Bentivoglio d'Aragona ed ora del Marchese Commendatore Giovanni Braghini Nagliati perché Giovanni Braghini fu nominato, da Papa Gregorio XVI, Marchese del Barco nel 1841 in occasione delle sue nozze con Donna Livia dei duchi Lante della Rovere.
In questa mappa la Possessione Belvedere ancora non esiste e la zona della attuale Piazza si trova tra un'area dedicata alla fienagione denominata Prato della Pioppa ed un'area di abbragliato (cioè seminativo con alberi o viti) denominata Braglia Simoni. Nella carta è segnata la Possessione Pagliarina ma i fabbricati rurali si trovano molto più a sud di dove ora è la Piazza.
La seconda mappa è sicuramente più antica e risale al primo periodo del Catasto Carafa (1779) e conferma quanto visto già con la mappa più recente.
Abbiamo poi la mappa dell'Aleotti del 1647 che mostra che tutta l'area in questione era agricola. Questa mappa ci mostra anche qual era la posizione della Delizia dell'Isola che si trovava a sud di Pontelagoscuro ma molto più ad ovest (ed al di là del Canale Panfilio) di dove c'è ora la Piazza.
Le poche mappe più antiche mostrano in genere il solo borgo e quindi non mostrano la zona interessata se non a grandissima scala ma nulla fa pensare che vi potessero essere delle costruzioni perché allora l'importanza del paese era ancora molto scarsa tant'è che Pontelagoscuro diventò Parrocchia solo nel 1594.
Ipotesi archeologiche
Sulla zona di Pontelagoscuro le informazioni archeologiche sono praticamente nulle. Sappiamo che in epoca romana ed anche medievale il traffico fluviale scorreva molto più a sud in quanto era diverso il corso del Po e che la principale strada nord-sud (la via Popilia) era prossima al mare.
Esisteva anche la via Emilia Altinate che si staccava dalla via Emilia tra Modena e Bologna e conduceva ad Altino (presso Venezia), di questa via si sa ben poco ma l'Itinerarium Antoninii ci dice che passava per Vigarano (Vicus Varianus) e quindi molto più ad ovest della zona oggetto di studio.
Il rinvenimento d'epoca romana più vicino a Pontelagoscuro è un edificio rurale romano ritrovato in via Canapa a Ferrara, un altro è stato trovato di fianco all'ultimo tratto di via Ercole I d'Este, sempre a Ferrara.
Per altro, trattandosi di zone occupate per secoli da paludi, gli eventuali reperti giacciono sotto un notevole spessore di sedimenti a profondità che non verranno raggiunte dai lavori per il rifacimento della Piazza.
Nel 1953 fu scoperto un relitto di un barcone alla Fornace Grandi che fu datato come non posteriore all'anno mille e fu trovato a due metri e mezzo di profondità.
Al concorso indetto dal Comune di Ferrara hanno partecipato ben 33 studi tecnici di tutta Italia e la commissione esaminatrice, dopo aver attentamente esaminato tutti i progetti, ha proclamato vincitore quello presentato dallo studio tecnico associato Ing Bambini di Modena. Si è classificato secondo l'architetto Giacomo Marsilio di Castel Maggiore (Bologna) e terza l'A.T.I. guidata dall'architetto Sergio Fortini di Ferrara.
La notizia mi ha fatto molto piacere sia perché mi era sembrato veramente un bel progetto, sia perché avevo dato anch'io un piccolo contributo al progetto con il mio sito e con la relazione storico archeologica. E' stata poi preparata un'esposizione, intitolata Idee in mostra, per illustrare ai cittadini il progetto vincitore ed anche gli altri progetti che hanno partecipato al concorso per la nuova Piazza Buozzi [3].
La mostra è inaugurata il 9 gennaio 2010 dagli assessori Roberta Fusari e Aldo Modonesi e dalla Presidente della Circoscrizione 3, Paola Boldrini, che hanno raccontato come la preparazione del concorso si sia fatta anche con la partecipazione dei cittadini e delle associazioni di Pontelagoscuro che hanno proposto, nel corso di diversi incontri pubblici, le idee su cui basare il concorso.
L'ing. Lusvarghi ha poi illustrato il progetto vincitore ed ha spiegato come fosse stato pensato, raccontando anche l'aneddoto su come, avendo fatto il militare nel Genio Pontieri ed avendo passato molto tempo a montare e smontare ponti Bailey, fosse rimasto particolarmente colpito dalla storia della costruzione dello Springbok Bridge.
I rappresentanti del Comune di Ferrara hanno anche annunciato che, nel nuovo piano delle opere pubbliche, è già stato previsto un investimento di un milione e duecentomila euro, ripartito tra 2010 e 2011, per la realizzazione della riqualificazione che, entro l'estate del 2010, sarà progettata in via esecutiva.
Anche questa notizia mi ha fatto molto piacere perché la realizzzione di una nuova piazza che rappresenti veramente il centro della nuova Pontelagoscuro mi sembra il degno coronamento di un miracolo avvenuto negli ultimi anni: il borgo di Pontelagoscuro ha ricreato la sua anima.
Dopo le distruzioni dovute alla guerra si ricostruirono le fabbriche e Pontelagoscuro diventò un importantissimo polo chimico ma il vecchio borgo aveva perso la propria anima antica, ormai Pontelagoscuro era un paese come tanti: molti dei vecchi abitanti erano emigrati e ne erano arrivati di nuovi.
Ora però, dopo molti anni, Pontelagoscuro ha ricreato la sua anima: vi è un fervore di attività, alcune antiche tradizioni sono state riprese e ne sono sorte altre ed anche la realizzazione della nuova piazza è un segno della nuova anima di Pontelagoscuro che guarda al futuro ma non dimentica il suo passato.
[1] - Carlo Bassi - Pontelagoscuro: una realtà urbana da disegnare in "Il Lago-Scuro Ponte per la Città" - Ferrara, 1987.
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[2] - Celestino Canteri - Memorie del nostro '900 - Editoriale Jaca Book Spa - Milano, 2004.
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[3] - Tutti i progetti che hanno partecipato al concorso sono consultabili sul sito Internet del Comune di Ferrara all'indirizzo urbanistica.comune.fe.it/index.phtml?id=222.
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