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Storia di Pontelagoscuro


Quanto è antica "Pontelagoscuro"?

La questione della antichità di Pontelagoscuro non è di poca importanza. Infatti la domanda a cui si vorrebbe rispondere è se Pontelagoscuro esistesse già all'epoca delle rotte che modificarono il corso principale del Po nel XII secolo e quindi si sia trovata per caso sul nuovo ramo principale del fiume oppure se sia sorta sulle rive di questi successivamente alla trasformazione del corso del fiume che ne portò il ramo principale a passare a nord di Ferrara anziché a sud.

Gli storici più antichi originari di Pontelagoscuro non hanno mai avuto dubbi ed hanno tutti considerato come primo documento ufficiale che sancisca l'esistenza di Pontelagoscuro il diploma imperiale con cui Enrico III concede franchigie al popolo di Ferrara, emesso a Ponte (Actum ad Pontem) il 24 agosto 1055 [1].
Per la verità non vi è nulla che provi la corrispondenza di quel Pontem con Pontelagoscuro se non la vicinanza a Ferrara. Il Bedani, nella sua storia di Pontelagoscuro [2], cerca di dimostrarlo riportando anche le varie date del viaggio di Enrico III: Le varie stazioni che fece l'imperatore suddetto nel suo giro per l'Italia nell'anno 1055 comprovate dal Muratori nei suoi annali servono a dimostrarlo. Infatti egli era a Verona il 7, a Mantova il 16 di Aprile, in Roncaglia (PC) il 5 Maggio, a Firenze il 6 Giugno, a Pontelagoscuro il 25 Agosto ma onestamente non sembra che questo possa servire a dimostrare con certezza la sua tesi.

Adriano Franceschini [3] in una sua pubblicazione sui comuni altopolesani (1986) identifica il Pontem del diploma imperiale di Enrico III con Ponte Duce nel territorio dell'attuale Casumaro. Ciò ringiovanirebbe di qualche secolo Pontelagoscuro portando al 1222 la prima citazione di un ponte situato al Lagoscuro quando Riccobaldo da Ferrara nella sua Chronica parva ferrariensis [4], parlando dello scontro avvenuto fra il Salinguerra e le fazioni avverse, scrive Transitis pontibus Bonetici atque Lacuscurii.

Ho letto il libro di Adriano Franceschini, che per altro non nomina esplicitamente Pontelagoscuro ma si limita a collegare la pergamena del 1055 con un'altra dove si nomina Ponte Duce, e non penso che questa località abbia maggiori ragioni di Pontelagoscuro per essere individuata come il luogo dove fu emesso il diploma imperiale di Enrico III ed anzi ne abbia di meno, ma di questo parlo in una apposita pagina del sito [>>].

Successivamente prendendo spunto da un'antica pergamena longobarda [5] ma basandomi quasi esclusivamente sulla geomorfologia dei territori paludosi, ho proposto una nuova ipotesi che ho chiamato eretica in quanto diversa da tutto quanto proposto finora ma che, però, spiega tutte le antiche leggende sul Pontelagoscuro.

E' comunque curioso che, se avesse ragione Adriano Franceschini ed il Pontem di Enrico III fosse Ponte Duce, si perderebbe la prova che Pontelagoscuro esistesse nel 1055 ma, sempre in base ai ragionamenti del Franceschini, si potrebbe allora sostenere che Pontelagoscuro sarebbe già esistito molto prima di questa data.

Infatti il motivo per cui il Franceschini collaziona le due antiche pergamene non ha nulla a che vedere con Pontelagoscuro ma serve a sostenere la sua tesi che i beni di Arcoada, Auratica e Granariolo si trovassero tra Ficarolo e Trecenta.
Ora, se Arcoada si trovava tra Ficarolo e Trecenta, non può coincidere con Arquà Polesine e nemmeno il Ponticulo, citato nell'antica pergamena longobarda ad anche nella Chronica Parva Ferrariensis, può coincidere con Pontecchio Polesine per cui diventa molto probabile che questo Ponticulo sia proprio il nostro Pontelagoscuro che quindi sarebbe sorto addirittura prima del 1055.

Nella pagina in cui ci troviamo riporto solo le spiegazioni canoniche mentre la mia ipotesi si può vedere in un'altra pagina [>>]. E' però da precisare che la mia ipotesi vuole dimostrare l'esistenza antichissima di un ponte a Pontelagoscuro ma non permette di dire quando sia sorto il paese di Pontelagoscuro.

Alcune considerazioni

Prima di pensare che sia del tutto chiarita la questione dell'antichità di Pontelagoscuro occorre fare alcune considerazioni. Non bisogna infatti dimenticare che il nome Ponte suppone l'esistenza di un ponte ed appare alquanto difficile immaginare un ponte su di un fiume dell'ampiezza e della forza dell'attuale Po.
E' vero che si può immaginare un ponte provvisorio di barche costruito per ragioni militari come quello realizzato dai Veneziani durante la guerra del sale (terminata nel 1484) e descritto da Marin Sanudo
[6] ma sembra difficile che un tale avvenimento possa dar nome ad un paese ammenoché non si tratti di qualcosa di strabiliante per le dimensioni e per l'esercito che lo attraversa e non abbiamo notizia di nessun avvenimento del genere nel XII e XIII secolo.

Secondo Stella Patitucci Uggeri [7] un ponte di barche è esistito molto a lungo in quanto ricordato da Riccobaldo, segnato da Fra' Paolino nella sua carta, descritto dal Sanudo ed arso dai veneziani nella guerra del 1482. Se così fosse non c'è dubbio che sarebbe questo il ponte che ha dato nome al borgo di Pontelagoscuro.
La visione della carta di Fra' Paolino e la lettura di Riccobaldo e del Sanudo non mi avevano però convinto al 100% che si trattasse dello stesso ponte che sarebbe esistito per ben due secoli e mezzo senza essere citato in nessun altro documento.

Il Riccobaldo, che pure descrive il ponte sul Po di Primaro che c'era a Sant'Alberto, cita questo ponte solo a proposito del Salinguerra e non dice nemmeno che il ponte si trovasse sul Po anche se la cosa pare plausibile. Fra Paolino disegna un ponticello minuto su di un fiume altrettanto minuto apparentemente ben più piccolo del ramo del Po che passava a sud di Ferrara.
Il Sanudo del ponte dice quelo ponte excelso fu facto nel naval Veneto per Dioniso architecto e poi parla del bastione del Lagoscuro e dal testo mi sembrava di capire che quello che fu arso fu questo bastione per cui non era affatto chiaro a quando risalisse la costruzione del ponte e a chi fosse dovuta.

Successivamente leggendo un altro libro del Sanudo e precisamente quello relativo alla guerra di Ferrara [8] ho avuto la conferma che il ponte, descritto dal Sanudo e costruito dai veneziani, era stato fatto solo per motivi bellici e non sostituiva affatto un ponte più antico che non esisteva più da chissà quanti anni.
Infatti, tra le varie condizioni della pace firmata nell'agosto 1484, si legge Che la Illustrissima Signoria debba rovinare il bastion di Lago oscuro fabbricato in questa guerra e ridurlo come era prima senza ponte ... dal che si deduce che, prima della guerra, a Pontelagoscuro non vi era né il bastione, né il ponte che per altro, dallo stesso libro, sappiamo essere stato costruito a Venezia e mandato smontato a Pontelagoscuro per via d'acqua attraverso la Bocca delle Fornaci.

Per quanto riguarda la mappa di Fra Paolino bisogna precisare che quella che si trova solitamente nelle varie pubblicazioni non è la riproduzione del documento originale del XIV secolo bensì una sua trascrizione per renderla più leggibile e per girarla con il nord in alto.

In questa trascrizione c'è disegnato ben chiaro un ponticello sul Po a Pontelagoscuro ma, se invece si guarda il documento originale [9], si vede che, oltre ad avere il nord in basso, non vi compare alcun ponte ma che, vicino al quadratino con scritto Pontelagoscuro, ce n'è un altro sul Po.
Cosa significhino questi due quadratini è difficile a dirsi tanto più che i paesi vicini non sono identificati con dei quadratini ma con un disegnino a forma di merlo.

Se pensiamo ad un ponte stabile sul fiume abbiamo di fronte a noi due possibili ipotesi. La prima è quella di ripristinare l'antichità del paese, indipendentemente dai diplomi imperiali, e riportarla a prima della rotta di Ficarolo. Infatti secondo alcuni studiosi la rotta di Ficarolo si incanalò nel letto di quello che era un mediocre corso d'acqua detto Fossa Saga o Bodigata (Canale dei Buoi) [10]. Si può quindi pensare che il ponte, che ha dato nome al paese, attraversasse tale corso d'acqua e che sia poi sparito dopo la rotta con le aumentate dimensioni del fiume.

Anche la mia idea eretica, di cui parlo in un'altra pagina [>>], ricade sotto questo caso. Infatti anch'essa prevede l'esistenza antichissima di un ponte che, però, non serviva per attraversare un fiume ma bensì a superare il Lago Scuro quando questo si riduceva ad una distesa di fango diventando quindi impercorribile sia in barca che a piedi.

Nella seconda ipotesi si può invece immaginare che dopo la rotta passò molto tempo prima che il fiume prendesse le dimensioni attuali e solo poco alla volta la gran massa d'acqua si spostò dal ramo a sud a quello più a nord. In questa ipotesi si può pensare ad un ponte sul nuovo corso del Po, ponte che ha resistito finché l'allargarsi del fiume non è diventato eccessivo.

A favore di questa seconda ipotesi c'è quanto si può leggere nella Chronica Parva Ferrariensis [11] dove si dice che, dopo la rotta di Ficarolo, l'acqua del Po si suddivideva in vari fiumi, i più importanti dei quali erano il Bonello (su cui si sarebbe trovato Pontelagoscuro), e più a nord, il Tassarolo ed il Barzaga. Questi fiumi si sarebbero poi riuniti in uno solo presso un luogo detto Litiga.

E' difficile se non impossibile fare ipotesi più precise, per altro le due ipotesi non si escludono l'un l'altra. Solo nuovi ed approfonditi studi sulla storia del Po e delle sue rotte potrebbero dire di più su queste ipotesi. Anche notizie sulla viabilità altomedievale potrebbero aggiungere un po' di conoscenza, infatti l'esistenza di un ponte fa supporre un percorso stradale di una qualche importanza, anche se solo locale, ricordiamo infatti che la via privilegiata per Venezia era quella d'acqua e non certo un percorso terrestre.

Certo che se ci fossero ancora gli antichi storici di Pontelagoscuro, per sostenere la grande antichità del loro borgo, potrebbero oggi trovare materiale ben diverso dal diploma imperiale di Enrico III.
Infatti moderni studi geomorfologici [12] hanno trovato tracce di un corso d'acqua secondario preromano, ma forse ancora attivo in età romana, con un ramo minore che da Casaglia Vecchia va verso Pontelagoscuro Nuova (percorrendo circa l'attuale Canale Nicolino) e poi corre parallelo al Canal Bianco fino alla località Sgarzora mentre un altro, di età non chiarita, va da Pontelagoscuro alla località Canova.

Se il ritrovamento, nel 1956, di una piroga monossile, forse altomedievale ed ora conservata nei magazzini del Museo Archeologico di Ferrara [13], ci dice poco, per le sue ridotte dimensioni, sulla grandezza di questo corso d'acqua, non si può dire altrettanto per il relitto trovato nel 1953 alla Fornace Grandi.

Quando, nel 1954, il relitto è stato ricuperato a due metri e mezzo sotto terra, si è visto che era formato da tavoloni spessi ben 13 centimetri con fori, parte passanti e parte ciechi come per congiungere la tavole con cavicchi [14] (tecnica molto antica già descritta da Tito Livio).
Secondo gli esperti si tratta quindi di un relitto piuttosto antico, anche per la profondità a cui è stato trovato e perché era in avanzato stato di torbificazione, e valutano che non possa essere più recente del mille e probabilmente più antico [15]. Risalirebbe quindi a ben prima della rotta di Ficarolo.

Viene anche detto che si tratta di una imbarcazione del tipo del sand˛n che era impiegato per costruire mulini galleggianti. Questo fatto è molto interessante perché, unito alle dimensioni dell'imbarcazione, dimostra che questa barca non era fatta certo per navigare su di fiumiciattolo o su di una palude.
Inoltre (dico io) una barca di questo tipo, oltre che costruire mulini galleggianti, poteva essere usata anche per realizzare ponti!

Va anche segnalato che in via Canapa, immediatamente a sud-est di Pontelagoscuro, nel 1983 sono stati trovati i resti di un edificio rurale di grandi dimensioni del I secolo dopo Cristo [16], che una villa romana, che è esistita per un periodo che va dal II secolo a.C. al VI d.C., è stata trovata a Casaglia, non lontano da Pontelagoscuro [17] e che a Francolino, nella possessione Vilumana che si trova sulla Fossa Lavezzola, sono stati trovati i resti di una necropoli romana del I secolo dopo Cristo e le fondazioni di una casa con anche tessere musive e vari oggetti databili al III secolo dopo Cristo [18].

Infine, secondo alcuni storici, la via Aemilia Altinate (che andava da Modena/Bologna ad Altino) passava dall'attuale Vigarano Pieve (Vicus Varianus) e proseguiva per Adria attraversando (forse) la zona del Lagoscuro. Esisteva anche la via Annia che collegava Bologna alle localitÓ venete della quale si sa ben poco tranne che passava per l'attuale Maccaretolo vicino a San Pietro in Casale.

Comunque quello che conta nella storia di un paese non è tanto l'antichità del toponimo quanto il momento in cui la località raggiunge dimensioni ed importanza tali da poter essere chiamato paese.
Per Pontelagoscuro questo momento non è venuto né all'epoca della Cronaca di Riccobaldo, né nei secoli successivi e probabilmente nemmeno all'epoca delle delizie estensi ma soltanto nel XVII secolo quando i suoi cittadini sono grandemente aumentati di numero, sono sorte la chiesa e tante nuove case ed il commercio fluviale è talmente aumentato d'importanza da portare alla costruzione della Via Coperta.


[1] - Monumenta Germanicae Historiae - Diplomatum regum et imperatorum Germaniae pubblicato da S. Leicht in Storia del diritto italiano - Milano 1950.   <<

[2] - Giovanni Bedani - Memorie storiche di Pontelagoscuro - Ferrara 1905.   <<

[3] - Adriano Franceschini - Giurisdizione episcopale e comuni rurali altopolesani, Bergantino, Melara, Bariano, Trecenta - Bologna 1986.   <<

[4] - Riccobaldo da Ferrara - Chronica parva ferrariensis - a cura di G. Zanella in Atti della Deputazione Ferrarese di Storia Patria - Ferrara 1983.   <<

[5] - Carlo Troya - Codice diplomatico longobardo dal DLXVIII al DCCLXXIV - Tomo Quarto - Dalla Stamperia Reale - Napoli, 1854.   <<

[6] - Marin Sanudo - Itinerario per la terraferma veneziana nell'anno 1483 - Padova 1847.   <<

[7] - Stella Patitucci Uggeri - Sistemi fortificati e viabilità sul basso Po nell'alto medioevo - Edizioni all'insegna del Giglio 2001.   <<

[8] - Marino Sanudo - Commentarii della Guerra di Ferrara tra li Viniziani ed il Duca Ercole d'Este nel MCCCCLXXXII - Co' tipi di Giuseppe Picotti - Venezia, 1829.   <<

[9] - Bruno Zevi - Saper vedere l'urbanistica: Ferrara di Biagio Rossetti, la prima città moderna europea - Einaudi - Torino, 1971.   <<

[10] - Domenico Cullatti - Breve trattato storico, e cronologico dell'Origine delle Parrocchie, e de' Parrochi, e del loro Ministero - Appresso Simone Occhi - Venezia, 1745.   <<

[11] - Ludovico Antonio Muratori - Rerum Italicarum Scriptores - Tomo Ottavo - Ex Typographia Societatis Palatinae - Milano, 1726.   <<

[12] - Marco Bondesan, Renzo Ferri, Marco Stefani - Geomorfologia ed evoluzione idrografica del territorio di Ferrara in "Ferrara nel Medioevo" - Ferrara 1994.   <<

[13] - Nereo Alfieri - Tipi navali nel delta antico del Po in "Atti del convegno internazionale di studi sulle antichità di Classe: Ravenna, 14-17 ottobre 1967" pagg. 187-207 - Edizioni Longo, Ravenna 1968.   <<

[14] - Marco Bonino - Tecniche costruttive navali insolite nei reperti di Cervia, Pomposa e Pontelagoscuro in "Atti del convegno internazionale di studi sulle antichità di Classe: Ravenna, 14-17 ottobre 1967" pagg. 209-217 - Edizioni Longo, Ravenna 1968.   <<

[15] - Marco Bonino - Archeologia e tradizione navale tra la Romagna e il Po - Edizioni Longo, Ravenna 1978.   <<

[16] - Giovanni Uggeri - Insediamenti, viabilità e commercio di età romana nel Ferrarese in "Storia di Ferrara" Volume II, Tomo I - Edizioni Gabriele Corbo, Ferrara 1989.   <<

[17] - Flavia Giberti - La villa romana in località Casaglia (Ferrara) - Tesi di Laurea in Archeologia e Storia dell'Arte Romana - Facoltà di Lettere e Filosofia - Università degli Studi di Bologna, Anno Accademico 2005-2006.   <<

[18] - Andrea Faoro - Topografia e popolamento del territorio a nord di Ferrara in età romana in Atti dell'Accademia delle Scienza di Ferrara volumi 70-71 - Anno Accademico 1992-93.   <<


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