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Storia di Pontelagoscuro


Il Catasto Carafa verso Francolino - Foglio II

Il Foglio II dei terreni verso Francolino comprende i terreni tra la Fossa Lavezzola ed il Po all'altezza dell'isola Bianca. Ad est confina con il Foglio I e ad ovest con il Foglio III che non tratto in quanto ormai alquanto distante da Pontelagoscuro. La Chiesa di Francolino si trova all'inerno di questo foglio e tra la chiesa e la Fossa Lavezzola troviamo una vasta area edificabile dove però sorgono più che altro delle boarie.

La presenza dell'isola Bianca è molto interessante perché di notizie sulla nascita e sulla storia di quest'isola, che esiste tuttora, ne abbiamo ben poche. Purtroppo nessun dato sull'isola compare nell'elenco dei proprietari perché l'isola non rientrava tra le zone soggette a tassazione. Nella cartina di dettaglio di questo foglio l'isola non compare nemmeno ed io ho potuto disegnarla e posizionarla nel punto corretto solo utilizzano la cartina di riepilogo dei terreni di Francolino che riporta anche l'isola.

Di fronte all'isola vi è un froldo chiamato Cavallari e dato che un froldo è un argine a contatto diretto con l'acqua del fiume senza che vi sia interposta una golena, ciò significa che allora l'isola si trova più in centro rispetto al flusso del Po di come si trova ora e che vi era una notevole quantità d'acqua che passava fra l'isola e la riva.

Il Catasto Carafa verso Francolino - Foglio II

I proprietari e i terreni

Le particelle del foglio sono numerate da 19 a 33 più la 36 e da 81 a 93. I proprietari sono ben 19 ma le proprietà abbastanza grandi sono solo quattro, inoltre cinque dei proprietari probabilmente appartengono alla stessa famiglia in quanto si chiamano tutti Cavallari e ciò spiega anche il nome dato al froldo.

La proprietà più grande è quella del Conte Stefano Graziadei di 32 ettari e mezzo che è suddivisa in due possessioni: quella detta della Pioppa o del Palazzo (particelle 29, 31 e 36) che si trova interamente in questo foglio e che comprende anche la casa padronale, circondata dai giardini, che probabilmente ha ispirato uno dei nomi di questo luogo e la possessione detta Caverde (particelle 28, 29 e 30) che si trova in gran parte in questo foglio meno però la casa, che probabilmente ha dato il nome alla possessione, e che si trova al di là della strada pubblica.

Un'altra grande proprietà è quella delle Monache di Sant'Antonio che, in questo foglio, hanno un terreno (particella 27) che si trova lungo la Fossa Lavezzola di oltre 23 ettari e mezzo. Ci sono poi i fratelli Costabili che hanno un terreno (particella 93) di 15 ettari e Alfonso Fioravanti che ha alcuni terreni per un totale di oltre 14 ettari (particelle 19, 20, 21 e 33) che però non sono nominalmente suoi in quanto li ha come livellaro di Filippo Grossi dal Finale.

Ci sono poi i vari Cavallari che, fra tutti, possiedono oltre 17 ettari di terreni ma che, singolarmente hanno proprietà molto più piccole, tutti loro, comunque, hanno anche ulteriori terreni in altri dei fogli di Francolino. Chi ha la maggior quantità di terreni è Don Antonio Cavallari con circa sette ettari e mezzo (particelle 82 e 83), seguono Domenico Cavallari con oltre cinque ettari (particella 32), Andrea Cavallari con quattro ettari (particelle 22, 23 e 24) e Gaetano Cavallari con poco più di mezzo ettaro (particella 26). Infine c'è Francesco Cavallari che possiede solo la strettissima striscia di terreno che collega la particella 24 di proprietà di Andrea Cavallari con l'argine.

Abbiamo ancora Ninfa Cittadini che ha un terreno di quasi sette ettari (particella 88), i Padri di San Domenico che hanno un terreno di oltre un ettaro e mezzo (particella 92) e Luigi Marrani che ha un terreno di nemmeno un ettaro (particella 85), inoltre il vicario della Chiesa di Francolino possiede un vasto campo dietro alla chiesa ed un altro più piccolo vicino all'argine per un totale di quasi cinque ettari (particelle 25 e 89).

Infine ci sono sei persone proprietarie di zone classificate come casamentivo e cioè terreno edificabile. Due di questi hanno in tale area la loro boaria che è al servizio della loro possessione che però si trova al di là della Fossa Lavezzola e che quindi non compare in questo foglio. Si tratta del Marchese Francesco Zavaglia con la particella 87 di oltre due ettari e Giovanni Maffei con la particella 81 di poco meno di due ettari. Abbiamo poi Carlo Castelvetri con la particella 84 di oltre due ettari e mezzo, Lorenzo, Carlo e Giacomo con la particella 86 di quasi un ettaro e mezzo e Giovanni e Giulio Furlani con un'area di circa tremila metri quadrati ciascuno (particelle 90 e 91).

Per quanto riguarda l'uso del suolo la maggior parte del terreno (107 ettari) è classificata come abbragliato (seminativo con alberi o viti ed orti), ci sono poi oltre sette ettari e mezzo dedicati ai prati per il fieno e tre ettari e mezzo dedicati ai pascoli, questi ultimi situati tutti nelle vicinanze dell'argine. Le area classificate come casamentivo e quindi edificabili assommano in tutto a più di otto ettari e mezzo.

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