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I Grappa ferraresi


I Grappa di Ferrara

Grappa è un cognome piuttosto raro ma, tra le province del Nord-Italia, è Ferrara quella con il più alto numero di Grappa ed è addirittura la prima in Italia se, anziché il numero totale, si guarda la percentuale delle persone che hanno come cognome Grappa rispetto al totale degli abitanti.

Tra i Grappa ferraresi circolano due leggende: la prima è che discenderebbero tutti da antenati di Porotto e la seconda che la famiglia sarebbe di origine austriaca.

Il primo fatto si è dimostrato verissimo: se si risale alla sera del 31 dicembre 1860, che è quella alla quale fa riferimento il censimento del 1861, il primo dell'Italia unita, al numero 312 di via Civetta a Porotto troviamo una famigliola: il padre è Pietro Grappa, la madre Teresa Mazzacurati e poi c'è il figlioletto Luigi che non ha nemmeno un anno.
Successivamente nasceranno altri sette figli e così, da quest'unica coppia, avranno origine tutti gli attuali Grappa ferraresi.

La seconda leggenda invece non è stata ancora dimostrata ed anzi si è visto che è per lo meno imprecisa. Da una anziana cugina di mio suocero (Gina Grappa) ho sentito molti anni fa la storia di questa origine austriaca:

Vi sarebbero stati due fratelli che si erano arruolati nell'esercito austroungarico e che combatterono nella I Guerra d'Indipendenza. In particolare, nel 1848, parteciparono ad una battaglia vicino a Vicenza contro i volontari papalini. Uno dei due fratelli rimase gravemente ferito e fu ricoverato in una cascina del posto e l'altro fratello rimase con lui per parecchi giorni. Quando il ferito stette meglio scoprirono di essere stati dichiarati disertori. Il ferito si poteva forse discolpare ma l'altro no e così disertarono sul serio e si rifugiarono a Bologna, allora in mano agli insorti.
Successivamente si trasferirono a Ferrara ed arrivarono a Porotto
.

Quando sentii questa storia, non sapendo che Grappa non è un cognome veneto, pensai che questi soldati fossero italiani del Veneto e venissero chiamati austriaci solo perché erano giunti da zone allora soggette all'Austria.
Non ho avevo tenuto conto, però, del fatto che era politica dell'Impero austroungarico di non utilizzare i soldati nella loro patria per evitare che fraternizzassero con la popolazione locale.

Quando me ne sono ricordato ed ho anche scoperto che il cognome Grappa non esiste più in Veneto da qualche secolo, ho pensato che poteva quindi darsi che questi due fratelli fossero veramente austriaci o tedeschi e che il loro cognome non fosse Grappa ma fosse stato successivamente italianizzato in Grappa. E' infatti abbastanza diffuso, in Austria ed in Germania, il cognome Krapp e ve ne sono anche svariati altri simili.

Del resto Pietro avrebbe potuto essere uno dei due fratelli e l'altro avrebbe potuto essere il Cav. Tommaso Grappa, benefattore e presidente della Società Operaia [1] che morì nel 1883 [2].

Però poi, da ricerche fatte nell'Archivio Storico del Comune di Ferrara, è saltato fuori che Pietro Grappa è nato a Mizzana e che suo padre proveniva da Francolino dove allora vi erano altri Grappa che quindi vivevano in Italia da ben prima della battaglia di Vicenza del 1848, cosa questa che inficia la storia raccontata dalla zia Gina.

Questo non significa però che la storia della zia Gina sia totalmente inventata ma potrebbe essere il risultato dell'unione di due racconti diversi: chi ha combattuto a Vicenza nel 1848 potrebbe essere stato un antenato della moglie di un Grappa (forse Pietro Manservigi che combatté nei Bersaglieri del Po partecipando alla battaglia di Vicenza) mentre i due fratelli Grappa potrebbero aver disertato in una guerra antecedente.

Risalendo indietro nel tempo, nei primi anni del XIX secolo, troviamo tre Grappa a Francolino che probabilmente erano fratelli. Considerato che Giovanni Grappa, l'unico del quale cui conosciamo con esattezza l'anno di nascita, è nato nel 1779 e quindi ne aveva venti nel 1799 quando gli austriaci occuparono il ferrarese, ponendo la loro base nel borgo di Pontelagoscuro vicinissimo a Francolino dove Giovanni poi viveva, potrebbe essere lui uno dei due fratelli Grappa.

Però, a quei tempi, a Francolino di Grappa ce n'erano tre. Può darsi che ci sia un errore anche nel numero dei fratelli o più probabilmente, che il fratello più giovane abbia raggiunto gli altri due successivamente oppure, i numeri lo permettono, potrebbe anche darsi che Luigi fosse figlio e non fratello di Giovanni.

Del resto costoro potrebbero anche essere dei discendenti di due fratelli, la cui fuga potrebbe essere avvenuta ancora prima, ad esempio nel 1709 quando Pontelagoscuro fu occupato da una testa di ponte austriaca di 2500 uomini che si ritirò solo dopo un bombardamento, da parte delle truppe papaline, durato un intero giorno.

Il mistero quindi è ancora da svelare.

I Grappa di Porotto

Il Grappa che si sposta da Mizzana a Porotto è Pietro Grappa e probabilmente lo fa perché diventa uomo di fiducia di Gaetano e Giorgio Talassi che sono dei possidenti, proprietari della casa dove va ad abitare lui ed anche di quella di fianco.

I Talassi hanno molti terreni, anche se di questi sono livellari e non proprietari ma a quell'epoca la cosa non era molto diversa perché significava che avevano affittato delle terre con un contratto a lunghissimo termine e che le gestivano come fossero loro.

Il legame fra Mizzana e Porotto è dato dal fatto che quella dei Talassi, anche se originaria di Ficarolo [3], era una famiglia che orbitava fra Mizzana e Porotto tant'è che di Angelo Talassi, poeta ed improvvisatore della seconda metà del '700, si dice, da parte di vari autori [4], che sia nato a Mizzana quando invece nacque a Porotto nel 1745 [5].

Come già detto tutti i Grappa di Porotto discendono da Pietro Grappa e Teresa Mazzacurati. Dopo Luigi, nato nel 1860, abbiamo Giuseppe (1864), Alfonso (1868), Ernesta (1870), Ercole (1872), Augusta (1874), Ferdinando (1876) e Angelo (1879).

Tutti i figli e le figlie di Pietro si sposano e tutti i maschi hanno a loro volta dei figli dai quali derivano i Grappa ferraresi. Luigi ha almeno tre figli ma, dato che ha vissuto per un periodo nelle Marche, potrebbero essercene altri che non conosco.

Giuseppe ha sette figli, Alfonso tre, Ercole nove, Ferdinando sei ed Angelo quattro. Per ragioni di privacy non metto ulteriori notizie sui loro discendenti ma posso dire che i cognomi dei loro nipoti che conosco, oltre a Grappa, sono Accorsi, Ardizzoni, Barbieri, Bellinelli, Belotti, Cavallini, Finchi, Molesini, Osti e Pasti.

Nel 1938 ad Angelo accade una grave disgrazia riportata anche dalla stampa nazionale [6]. Suo figlio Emanuele, di soli due anni, ingerisce dei semi di stramonio che gli erano stati dati da un altro bambino e viene ricoverato all'ospedale in gravi condizioni. La Datura stramonium è una pianta selvatica che fa grandi fiori bianchi che si aprono solo di notte e che è velenosa ed in particolar modo lo sono i suoi semi.

Suppongo che il bimbo non ce l'abbia fatta dato che non ho avuto sue notizie dalla tradizione orale. La tragedia è aggravata dal fatto che Angelo aveva avuto una figlia dalla prima moglie ed era rimasto vedovo, si era poi risposato con una ragazza di vent'anni più giovane di lui dalla quale aveva avuto altre due femmine ed infine il maschio era arrivato quando lui aveva già 57 anni.

I Grappa di Mizzana e di Francolino

I Grappa che, oltre a Pietro, nascono a Mizzana sono Teresa (1831), Mariantonio (1834) ed Elisa (1844). Teresa ed Elisa sono sorelle di Pietro e sono nate anch'esse da Luigi Grappa e Annunziata Zanetta. Di Elisa so che faceva la lavandaia e che sposa, nel 1862, Giovanni Torelli mentre di Teresa so solo che si sposa e che successivamente rimane vedova.

Mariantonio è figlio di Antonio Grappa e Regina Vecchiati e farà il sagrestano. La cosa interessante è che sia Luigi che Antonio Grappa hanno anche degli altri figli nati prima di questi e nati a Francolino. Appare quindi molto probabile che Luigi ed Antonio fossero fratelli e si siano trasferiti assieme da Francolino a Mizzana.

In particolare Luigi, a Francolino, ha avuto due gemelle, nate nel 1825, che sono Maria Rosa che sposa Carlo Zucchini, rimane vedova e muore nel 1901 e Luigia che sposa Giovanni Mazza e muore nel 1905. Mentre Antonio ha avuto Eleonora che nasce nel 1826 e rimane nubile.

C'è poi il Cav. Tommaso Grappa, benefattore ferrarese e presidente della Società Operaia, che muore nel 1883 e che era figlio di un Antonio Grappa che con ogni probabilità è l'Antonio di Francolino. Non sapendo a che età muore (ma era sicuramente anziano) non so se fosse nato a Mizzana o a Francolino.

All'inizio dell'800, a Francolino, viveva anche Giovanni Grappa che, nel 1825, ebbe la sfortuna di essere operato d'ernia dal Dott. Pietro Paolo Malagò di Ferrara.

Dopo cinque giorni l'ammalato moriva per una grave emorragia e perché non era presente nessuno in grado di soccorrerlo e si prendeva pura la colpa perché, nella sua memoria letta alla Società medico-chirurgica di Ferrara, il medico sosteneva che l'intervento era perfettamente riuscito e spiegava la grave emorragia con l'irrequietezza del paziente! [7]

Guardando l'anno di nascita del primo figlio, Giovanni, Antonio e Luigi sembrano coetanei e quindi probabilmente fratelli o per lo meno cugini infatti abbiamo Angela, figlia di Giovanni, che nasce nel 1821, Maria Rosa e Luigia, figlie di Luigi, che nascono nel 1825 ed infine Eleonora, figlia di Antonio, che nasce nel 1826.

Però Giovanni, che è l'unico del quale è noto con precisione l'anno di nascita dato che nella relazione del Dott. Malagò viene detto che morì a 46 anni d'età, è nato nel 1779 e quindi aveva ben 42 anni quando nacque sua figlia Angela.

Ciò mostra come Antonio e Luigi siano nati svariati anni dopo Giovanni dato che hanno il loro ultimo figlio rispettivamente nel 1834 e 1844. Questo fatto non impedisce di pensare che fossero fratelli ma rende possibile anche l'ipotesi che uno di loro o anche entrambi fossero figli e non fratelli di Giovanni.

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[1] - in Rivista della beneficenza pubblica e degli Istituti di previdenza - Volume 4, Fascicolo 2 (febbraio 1876), p. 204.   <<

[2] - Archivio Storico Comunale di Ferrara - Fondo Popolazione XIX secolo - Busta 102: da Gozzi a Grassi.   <<

[3] - Francesco Pasini e Ferruccio Frassoni - Dizionario storico-araldico dell'antico Ducato di Ferrara - originale 1914 - ristampa anastatica Edizioni Arnaldo Forni - Bologna, 1997.   <<

[4] - Benedetto Croce - Quaderni della "Critica" - Volume 2 - Editore G. Laterza - Bari, 1946.   <<

[5] - Donatella Capodarca - Rinascimento ed Arcadia nella vita letteraria ferrarese del settecento - Ed. Mucchi - Modena, 1986.   <<

[6] - Stampa Sera - edizione pomeridiana del quotidiano La Stampa di Torino - Anno 72 - nn. 216 e 217 del 12 e 13 settembre 1938.   <<

[7] - Annibale Omodei - Annali Universali di Medicina - Volume XLIII - Milano, 1827.   <<


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