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Altri Cozzolino, anche non imparentati, più o meno famosi


Angelella Cozzolino (Resina 1628 - ?) - taumaturga

Angelella nasce intorno al 1628 da Nicola Cozzolino ed Apollonia Sommonte. Per la Pentecoste del 1640 Angelella, che viveva a Resina, si reca col padre al Santuario di Montevergine, qui un monaco le da l'olio che stava nelle lampade votive e le dice che la lampada stava accesa per un anno senza ci fosse bisogno di aggiungere olio.
Angelella torna a casa ed usa l'olio per tenere una lampada accesa davanti ad una immagine della Madonna uguale a quella, antichissima, conservata nella chiesa di Santa Maria a Pugliano. Il padre ha spesso male ai reni, Angelella prova a curarlo intingendo una piuma nell'olio e passandola sulla parte malata. Il padre guarisce definitivamente, così Angelella cura anche la madre che aveva male ad una gamba e poi altri.

La voce si sparge e varie persone vengono per farsi curare. Si sparge anche la voce che quando la caraffina con l'olio è quasi vuota, l'olio si riforma miracolosamente senza che nessuno l'aggiunga. Il curato del paese sequestra la caraffina con l'olio e l'immagine sacra e porta tutto in chiesa per osservare cosa accade, in cambio lascia un'altra immagine sacra. Poco dopo lo chiamano dicendo che l'immagine sacra trasuda olio.
Angelella ha un mancamento e dopo dice che le è apparso Sant'Ampellone (che sarebbe stato il primo cristiano della zona, convertito addiritttura da San Pietro) dicendole di scavare sotto una quercia perché lì erano sepolte le sue spoglie e quelle di altri martiri. Si scava e si trovano effettivamente alcune ossa umane.

A questo punto interviene l'Inquisizione che istituisce un processo per capire cosa sia successo. Vengono interrogate molte persone ed Angelella viene arrestata. Dopo un po' però è rilasciata.
Non si sa con precisione quale sia stata la decisione finale ma sicuramente è stato escluso si trattasse di un miracolo e si sarebbe giunti alla conclusione che probabilmente era Angelella che aggiungeva l'olio alla lampada quando questa calava in quanto le dispiaceva negare l'olio a tutte le persone che avevano cominciato a chiederglielo.

Antonio Cozzolino (Boscotrecase - Napoli 1870) - combattente filoborbonico e brigante

Antonio Cozzolino lavorava come scalpellino. Nel 1860 era soldato dell'esercito borbonico, combattè contro i garibaldini e compì un atto di valore catturando in battaglia una bandiera piemontese che venne poi esposta nella Reggia di Portici.
Dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie continuò a combattere come brigante agendo nella zona vesuviana che conosceva bene. Era detto Pilone perché era molto villoso.

Nel 1861 sequestrò il Marchese Avitabile, direttore del Banco di Napoli, ottenendo un riscatto di 10.000 ducati. Quando liberò il Marchese gli restituì il fucile che gli aveva tolto dicendo che glielo ridava perché non dicesse che erano dei ladri.
Assalì anche il corteo con il principe Umberto di Savoia al quale tolse tutto quello che aveva lasciandolo poi libero.

Dopo varie imprese fu costretto a lasciare il napoletano e si rifugiò nello Stato Pontificio dove fu arrestato. Riuscì ad evadere e fu ospitato dall'ex-re Francesco II che alloggiava a Palazzo Farnese.
Nel 1869 fu rimandato nel napoletano per riprendere la sua attività ma nell'ottobre del 1870 fu sorpreso per il tradimento di un compagno e morì in seguito alla ferita riportata nello scontro con la polizia.

Armida Cozzolino (1888 - 1944) - attrice e cantante

Armida Cozzolino, benché venga ricordata come cantante nella Enciclopedia della canzone napoletana di Ettore De Mura, fu soprattutto un'attrice di teatro. Ricordiamo la sua partecipazione alla commedia Palummella con Pulcinella primo aiutanto 'e campo d'o zie Peppe data al Teatro Garibaldi di Torre nel Greco nel 1920.
Nello stesso anno entrò a far parte della compagnia di Raffaele Viviani che, dopo aver fondato una compagnia teatrale nel 1917, iniziò a girare per l'Italia, a partire appunto dal 1920, a capo di una nuova compagnia, costituita da attori esperti quali Pietro Caiazzo, Vincenzo Flocco, Ida Artemisia, Armida Cozzolino, Gennaro e Margherita Pisano e le giovanissime Anna Di Furia ed Anna Petrolani.

Armida Cozzolino era anche cantante e nel 1922 ebbe il suo più grosso successo con Canzone appassiunata di E. A. Mario che, nello stesso periodo era cantata anche da Gennaro Pasquariello.
Fu anche attrice cinematografica partecipando, nel 1932, al film La tavola dei poveri (con regia di Alessandro Blasetti) che era tratto dall'omonima commedia che Raffaele Viviani aveva scritto l'anno precedente e dove lei ricopriva la parte di Donna Lida Valmadonna.
Nel 1936 partecipò al film Pensaci Giacomino! (con regia di Gennaro Righelli) tratto dall'omonima commedia di Luigi Pirandello.

Benedetto Cozzolino (Resina 1757 - Napoli 1839) - sacerdote e filantropo

L'abate Benedetto Cozzolino iniziò la sua attività filantropica raccogliendo ed istruendo alcuni sordomuti nella sua casa a Resina (NA). Poi, incoraggiato e finanziato dal Re Ferdinando IV di Napoli, si recò a Roma dove era stata fondata la prima scuola per sordi e dove apprese il metodo dell'abate Tommaso Silvestri.
Tornò poi a Resina dove, nel 1788, fu fondata, per decreto del Re, una nuova scuola di cui divenne il Direttore e che aveva lo scopo di migliorare lo stato dei sordomuti di Napoli che, privi di istruzione, mendicavano nelle strade.

All'inizio i sordomuti, di ambo i sessi, frequentavano le lezioni tre soli giorni alla settimana ma, in pochi mesi, il numero degli alunni aumentò moltissimo e la scuola si trasformò a tempo pieno. Le lezioni erano impartite con il metodo mimico-gestuale e con l'insegnamento contemporaneo della parola parlata.
Nel 1790 la scuola ebbe una sede provvisorio presso l'Università e nel 1819 fu spostata presso il Real Albergo dei Poveri in Piazza Carlo III. Benedetto Cozzolino rimase il direttore dell'Istituto Sordomuti fino alla sua morte avvenuta nel 1839.

Nel 1906 prese il suo nome la nuova scuola di metodo per l'abilitazione degli Insegnanti per sordomuti appena fondata a Napoli e terza scuola di Metodo creata in Italia dopo quelle di Milano e di Siena.

Domenico Cozzolino (Casandrino 1822 - ?) - patriota

Domenico Cozzolino di Cristoforo nasce a Casandrino nel 1822. Come lavoro fa il tessitore ma poi entra nell'esercito borbonico e successivamente viene mandato a Ponza in punizione. Alla sera del 27 giugno 1857, sbarca a Ponza Carlo Pisacane e Domenico Cozzolino si unisce ai rivoltosi.
All'alba del 1 luglio ha luogo lo scontro con i borbonici e molti degli uomini di Pisacane vengono catturati. Domenico Cozzolino non viene preso subito ma, insieme ad altri dodici, è catturato dai contadini del luogo e consegnato alle guardie alla sera dello stesso giorno.

Al processo che seguì questi fatti è accusato di associazione in banda armata, di complicità nell'attentato per aver assistito gli imputati principali dei reati e di fuga eseguita con violenza dal luogo di custodia. Vengono comminate sette condanne a morte (poi tramutate in ergastoli) e molte altre all'ergastolo ed a lunghe pene detentive.
Nell'agosto del 1858, Domenico Cozzolino, assieme a Giovanni Nicotera (l'unico dei capi sopravvissuto) e ad altri 54 condannati, viene inviato in Sicilia. Nicotera è mandato a Trapani nel carcere detto Bagno della Colom­baia mentre gli altri vengono distribuiti nelle isole di Ustica, Favi­gnana, Pantelleria e Lipari.

Enzo Cozzolino (1949 - 1972) - alpinista

Enzo Cozzolino fece parte del prestigioso Gruppo Rocciatori dell'Associazione XXX Ottobre di Trieste. Fu un precursore del free climbing, sostenendo la superiorità dell'arrampicata libera. Reinhold Messner ha dichiarato che Enzo in roccia aveva superato la fatidica barriera del settimo grado.
A lui è dedicata la Scuola di Alpinismo Enzo Cozzolino di Trieste, nata nel 1988, ed il bivacco Enzo Cozzolino sul Monte Agner nelle Dolomiti sudoccidentali. Inoltre porta il suo nome il Diedro Cozzolino, di ben 800 metri, al Piccolo Mangart di Coritenza da lui salito nel 1970.

Enzo inizia la sua attività alpinistica in Val Rosandra ma poi passa al Gruppo del Civetta dove ripete le più famose vie classiche.
Nel 1968, nelle Dolomiti, sale a tempo di record la via Paolo VI al Pilastro di Rozes, lo Spigolo e la parete Nord dell'Agner, la via Soldà alla Marmolada e la Tissi alla Torre Armena. D'inverno sale lo Spigolo Sud della Torre di Fanes e la via Julia alla Tofana di Rozes.
Nel 1969 inizia a salire da solo, fa una ventina di vie, tutte di V e VI grado, tra cui lo Spigolo dell'Agner e la prima invernale solitaria della via Pisoni alla Torre del del Lago.

Nel 1970 Enzo inizia ad aprire vie nuove: insieme a Luciano Corsi sale, lungo un nuovo itinerario, lo Spigolo Ovest dello Spiz D'Agner Nord e poi la parete Sud di Punta Chiggiato. Sempre lungo nuovi itinerari, sale la parete Nord dello Spiz D'Agner Sud e la Est della Pala di San Martino (assieme a Paolo Rumiz) ed il Diedro del Piccolo Mangart di Coritenza (assieme ad Armando Bernardini).
Nel 1971 apre una nuova via sulla Parete Ovest della Cima Busazza (assieme ad Adelchi Casale), un'altra sulla Parete Nord del Piz Popera (con Fabio Ardesi) ed infine una terza sulla Parete Ovest della Terza Sorella del Sorapis (con Bernardini).
Nel gennaio del 1972 apre (con Flavio Ghio), in invernale, la difficile via dei fachiri sulla Parete Sud della Cima Scotoni. Il 18 giugno del 1972 incontra la morte cadendo durante una solitaria alla Torre di Babele nel Gruppo del Civetta.

Federico Cozzolino (Scafati 1913 - La Fresneda 1938) - aviatore

Federico Cozzolino inizia i suoi studi nella nativa Scafati poi, conseguito il diploma di Maturità Classica a Nocera, si trasferisce a Bologna per studiare giurisprudenza. Qui ha come compagno di corso Bruno Mussolini, il figlio del Duce, che ha una grande passione per l'aeronautica.
Anche Federico si appassiona al volo, consegue il brevetto di pilota nel 1936 ed entra, col grado di sottotenente, nella Regia Aeronautica dove viene assegnato all'8° Stormo Bombardieri Tattici. Nel 1937 l'8° Stormo viene dotato del nuovo Savoia Marchetti SM 79 detto Sparviero ma noto anche col soprannome di gobbo maledetto.

L'Italia, anche se non ufficialmente, entra nella guerra spagnola a fianco dei nazionalisti e l'8° Stormo viene inviato a combattere in Spagna. La base è alle Baleari e per questo i piloti italiani vengono soprannominati i Falchi delle Baleari.
Federico Cozzolino si comporta eroicamente, riceve prima la Croce di Guerra al valor militare e poi viene proposto per la medaglia d'argento ma, forse, quello che gli da più soddisfazione è ricevere dal suo comandante il distintivo dei Tre sorci verdi che veniva dato ai piloti più coraggiosi e che veniva poi dipinto sulla fusoliera del loro aereo.

All'inizio del 1938 vi sono molti violenti combattimenti, in uno di questi l'aereo di Federico Cozzolino è colpito dalla contraerea e costretto ad atterrare. Federico viene catturato dai miliziani di Lister e gli si chiede di pronunciare un atto di abiura, si rifiuta rispondendo Arriba Italia e viene ucciso.
Alla sua memoria viene concessa la medaglia d'oro al valor militare, vengono pubblicate le sue lettere dal fronte e l'Università di Bologna gli concede, alla memoria, la laurea in Giurisprudenza honoris causa. Anche la Spagna gli concede la Medalla Militar ed altre due medaglie (Medalla de Sufrimientos por la Patria e Medalla de la Campana).
Federico Cozzolino viene sepolto in Spagna ma nel 2003, dopo sessantacinque anni, la sua salma viene riportata nella nativa Scafati dove viene accolta con una cerimonia ufficiale alla quale partecipa anche il sindaco di centrosinistra che, giustamente, non si cura delle critiche che alcuni gli rivolgono per via del fatto che Federico Cozzolino aveva combattuto dalla parte dei falangisti.

Francesco Cozzolino (XIX secolo) - patriota

Francesco Cozzolino era un ricco possidente cosentino ed era Barone di Cervicati. Era di idee liberali e nel 1847 si trovava a Napoli nei giorni durante i quali scoppiò l'insurrezione in Sicilia ed in Calabria per cui fu arrestato dalla polizia borbonica assieme ai baroni Stocco e Marsico.
Nel 1848 veniva concesso lo Statuto ma nel 1849 iniziava la reazione e la repressione borbonica ed il 5 novembre il Barone Francesco Cozzolino tornava a Cosenza assieme al letterato ed educatore Francesco De Sanctis che cercava di sfuggire alla polizia essendo accusato di aver condotto i propri discepoli sulle barricate il 15 maggio 1848. Francesco De Sanctis avrebbe dovuto essere il precettore di Angelo Cozzolino, figlio del Barone Francesco, ma, circa un mese dopo, il De Sanctis veniva arrestato e tradotto alle carceri di Castel dell'Ovo a Napoli.

Nel 1860, dopo lo sbarco di Garibaldi in Calabria, a Cosenza si formava il Comitato centrale insurrezionale di Calabria Citra, del quale il Barone Cozzolino era il presidente, che, il 27 agosto, trattò col brigadiere Giuseppe Cardarelli, comandante della guarnigione di Cosenza, la resa dei tremila borbonici che vi erano in città. Il 30 agosto il Comitato annunciava alla popolazione che Garibaldi era alle porte di Cosenza. Il 2 settembre Garibaldi lasciava Cosenza ormai libera.

Giuseppe Cozzolino (Napoli 1858 - XX secolo) - giornalista

Giuseppe Cozzolino era nato a Napoli ma si era trasferito a Roma dove diventò uno dei redattori principali del giornale Il Popolo Romano.
Questo giornale, nato nel 1873, era stato acquistato, nel 1875, da Costanzo Chauvet che lo diresse fino alla sua morte avvenuta nel 1919. Si trattava di un quotidiano politico, molto polemico contro i partiti democratici, che arrivò ad avere una buona tiratura.

Isidoro Cozzolino (XVII secolo) - rivoltoso

Nel 1644 i Casali di Cosenza (che erano un gruppo di paesi posti lungo la valle del fiume Crati) furono infeudati al Granduca di Toscana e divennero sede del Governatore generale. In breve però aumentò il malcontento e nel 1647 Isidoro Cozzolino, avvocato e possidente silano, si mise alla testa di circa quattrocento uomini che insorsero vittoriosamente.
Pochi mesi dopo si aveva a Napoli la rivolta di Masaniello a cui seguì, quasi subito, quella di Giuseppe Gervasi (detto poi Capitan Peppe) che fu il capo della rivolta cosentina del 1647-48. Le truppe di Isidoro Cozzolino appoggiarono Capitan Peppe ma successivamente Isidoro ritirò il suo appoggio perché Gervasi si era dichiarato a favore dei repubblicani.

Luigi Cozzolino (XIX secolo) - camorrista e patriota

Luigi Cozzolino, detto lo Persianaro, era vicino alla camorra ma quando si mise nei guai con la polizia borbonica non fu per la sua supposta appartenza alla camorra ma per il suo impegno di patriota. Infatti, il 5 settembre 1848, Luigi Cozzolino, assieme ad altri, si era intrufolato in una manifestazione a favore del Re borbonico sventolando il tricolore e gridando Viva la Repubblica, Viva la Libertà. Il tutto finiva con una sassaiola contro la polizia.
Nel novembre successivo Cozzolino si ritrovava con altri per procurarsi delle armi e partecipava poi a molte assemblee sediziose ma, nel 1849, la polizia lo arrestava assieme ad altre 37 persone (più altre nove per complicità) con l'accusa di sedizione contro il Re.
Il processo inizia nel 1850 e l'accusa chiede trent'anni di ferri per Luigi Cozzolino considerato uno dei capi. La sentenza si ha il 26 agosto 1851 ed il Cozzolino viene condannato a 24 anni di ferri.

Durante la rivolta che seguì l'abbandono di Napoli da parte del Re e precedette l'arrivo di Garibaldi, Luigi Cozzolino fu nuovamente libero. Accadde che un commissario della vecchia polizia venne aggedito dalla folla e salvato a stento. Costui non osava tornare a casa ed allora lo accompagnò Luigi Cozzolino che viene definito un camorrista onnipotente.
Arrivato sano e salvo a casa il commissario volle dare una piastra al Cozzolino che la rifiutò dicendo mi credete forse appartenente all'antica polizia?

Paolo Cozzolino (XX secolo) - subacqueo

Paolo Cozzolino ha fatto parte del Centro Carabinieri Subacquei ed ha partecipato a moltissime missioni, una delle quali ha avuto grande rilievo sulla stampa. Il 16 gennaio 1965, davanti a Locarno, si era immerso nel lago Maggiore uno speciale minisommergibile tascabile con due uomini a bordo che si chiamava Squalo Tigre. Il sommergibile non era più riemerso e non era stato ritrovato.

Dopo sette mesi di ricerche le autorità svizzere chiedevano aiuto all'Italia e venivano mandati sul posto il Brigadiere Paolo Cozzolino ed il Carabiniere Luciano Bellarmino, coadiuvati da Luigi Ferraro e Duilio Marcante [due dei subacquei più importanti in assoluto nella storia di questa disciplina, che io ho avuto la fortuna di conoscere N.d.A.].
Il 19 luglio 1965 lo Squalo Tigre fu ritrovato. Per i Carabinieri Subacquei Cozzolino e Bellarmino era il 179° ritrovamento della loro carriera. La notizia ebbe grande rilievo su tutta la stampa italiana ed estera. Nel 1967 il Comune di Resina concedeva la Medaglia d'Oro di Benemerenza a Paolo Cozzolino.

Pasquale Cozzolino (XIX secolo) - ingegnere

Pasquale Cozzolino si laurea in Ingegneria con una tesi sulle Macchine per elevare l'acqua che viene pubblicata a Napoli nel 1875. Nel 1882 pubblica un progetto Per l'apertura di una nuova strada tra i limitrofi abitati di Barra, S. Giovanni a Teduccio e Borgata Villa e nel 1883 si occupa del Progetto dettagliato di ferrovia economica a sezione ridotta con servizio telegrafico e telefonico linea Gioja-Tauro Cittanova.

Nel 1889 torna ad occuparsi di Barra dove, su incarico del Sindaco cav. Giovanni Mastellone dei duchi di Limatola, realizza l'apertura del doppio "rettifilo" Barrese a T ossia il Corso Vittorio Emanuele III (attualmente, Bruno Buozzi) ed un altro ad esso perpendicolare (secondo una forma a T), di collegamento con la strada costiera "delle Calabrie" in San Giovanni a Teduccio, che venne poi denominato Corso Conte Spinelli (attualmente, IV Novembre).
In questa occasione pubblica anche una sua opera sulla storia di Barra, intitolata La Barra e sue origini nella Napoli suburbana con note e documenti epigrafici, che uscì con la stessa data dell'inizio dei lavori (1 novembre 1889) e dove, tra l'altro, sostiene l'ipotesi che la prima villa di Barra, quella duecentesca dei de' Coczis (in seguito distrutta dalle eruzioni del Vesuvio), fosse situata dove ora sorge Villa Bisignano.

Nel 1891 presenta una Relazione al Municipio Napoletano ed al suo Consiglio tecnico sopra i tre stabilimenti balneari Marini a costruirsi, nel 1901 tratta problemi catastali ponendo anche il quesito riguardo a chi appartenga il cono vesuviano, nel 1905 torna ad occuparsi di trasporti pubblici (Relazione sommaria corredata di uno schema di progetto intorno alla convenienza del prolungamento della linea tramviaria elettrica dall'abitato di S. Giorgio a Cremano) e nel 1911 realizza il Piano regolatore e di ampliamento della Città di Pozzuoli.
Si occupa anche di salute pubblica trattando vari argomenti: Di un sanatorio per tubercolotici poveri in Italia 1901, L' igiene e l'ingegneria 1904 e Il mandracchio innanzi alla ragione igienica ed alla ragione doganale 1906 [N.d.R. Il mandracchio è la parte interna di un porto, in questo caso indica anche il quartiere prospiciente al porto].

Olimpio Cozzolino (Siderno Marina 1868 - Bari 1937) - medico

Si laurea in medicina a Napoli nel 1894 e l'anno seguente si specializza in pediatria a Berlino. Tornato a Napoli ottiene la libera docenza nel 1899 presso la locale Università.
Dal 1904 al 1912 insegna presso l'Università di Palermo e dal 1912 al 1915 presso quella di Cagliari. Nel 1915 passa all'Università di Parma. Nel 1930 fonda la rivista Il lattante.
Rimane a Parma fino al 1931 quando si sposta presso l'Università di Bari. Nel corso della sua carriera ha dato alle stampe oltre duecento pubblicazioni.

Salvatore Cozzolino (1857 - ?) - pittore

Artista napoletano, si dedicò ad opere pittoriche di grandi dimensioni per la decorazione di chiese ed altri edifici.
Ricordiamo in particolare la realizzazione della Cappella di San Michele Arcangelo nella chiesa di S. Maria Assunta e S. Catello (che è il Duomo di Castellammare di Stabia). Qui Salvatore Cozzolino ha dipinto, sulla parete di destra una tempera che rappresenta San Pietro salvato dall'Arcangelo dalla prigionia, su quella sinistra, un'altra tempera rappresentante San Michele che scaccia Satana dalla tomba di Mosè e nella volta ha realizzato degli affreschi rappresentanti la scala di Giacobbe, la Caduta degli angeli ribelli, Gli angeli che chiamano i morti al giudizio, i tre angeli che si presentano ad Abramo prima di andare a salvare Lot da Sodoma.

Ha lavorato anche al di fuori del napoletano. A Matera, nella chiesa di San Francesco da Paola, ha realizzato i dipinti occupanti le pareti verticali della zona presbiteriale.
Si è occupato anche di pittura profana dipingendo alcune dele figure allegoriche affrescate nelle lunette della grande sala centrale del Palazzo della Borsa di Napoli ed ha dipinto, nel 1893, parte delle decorazioni del caffè Gambrinus di Napoli in occasione dei lavori per il suo ampliamento.

Thomas Cozzolino (1867 - ?) - industriale

Thomas Cozzolino lo troviamo citato come presidente di compagnie industriali in un Chi è chi, edito a Toronto in Canada nel 1920.
Da alcuni verbali dell'Assemblea nazionale del Quebec di quegli anni apprendiamo che era Presidente della Universal Contractors Incorporated che aveva la sede nell'Édifice Drummond a Montréal in Canada.
Tra le opere che ha eseguito troviamo, nel 1926, dei lavori, complementari alla costruzione di una diga sul lago Kénogami, realizzati alla Baia Moncouche per un valore superiore a centomila dollari.

Valerio Cozzolino (Napoli 1827 - ?) - patriota

Prese parte ai moti rivoluzionari del 1848 quando aveva 21 anni. Per questo motivo, nel 1851, fu condannato a venti anni di ferri dalla Corte Speciale di Napoli. Alla fine del 1856 la pena fu commutata in dieci anni di relegazione.

Vincenzo Cozzolino (XIX secolo) - guida e minerologista

Vincenzo Cozzolino fu la più famosa fra le guide che nell'800 conducevano i turisti sul Vesuvio. Fra i suoi clienti vi furono anche gli importanti naturalisti Humboldt e Forbes. Era particolarmente ricercato perché era diventato anche un bravo mineralogista e sapeva dove trovare i campioni più belli dei vari minerali.
Aveva anche una sua collezione ma non esitava a vendere i propri campioni se il prezzo era interessante. Sono moltissimi i libri, specie di autori inglesi e tedeschi, che narrano di una ascensione al Vesuvio fatta sotto la guida di Vincenzo Cozzolino.
Vari di questi contengono note di colore fra le quali si racconta come Vincenzo si facesse ben capire mescolando parole inglesi e tedesche col suo napoletano e non manca chi afferma che fosse tra i mineralogisti più intelligenti ma si lamenta però dei suoi prezzi.

Vincenzo Cozzolino (Barra 1853 - Napoli 1911) - medico

Rimasto orfano a dieci anni cresce in condizioni economiche disagiate. Nonostante ciò riesce a laurearsi in Farmacia nel 1873 ed in Medicina nel 1874 presso l'Università di Napoli.
Dopo un anno passato in Marina come medico-chirurgo studia otorinolaringoiatria a Parigi, a Londra e a Vienna con il Politzer.

Nel 1883 ottiene la libera docenza in otorinolaringoiatria e nel 1891 la cattedra di Otologia e Rinologia, appena creata presso l'Università di Napoli e seconda in Italia. Nel 1906 e 1907 è Preside di Facoltà.
Nel corso della sua carriera ha dato alle stampe oltre centocinquanta pubblicazioni ed ideato anche nuovi strumenti chirurgici.

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