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La famiglia Inzaghi


Origine del cognome

Quella degli Inzaghi è un'antica, nobile, famiglia lombarda che ebbe anche un importante ramo austriaco. Tutti gli storici fanno risalire l'origine del cognome al paese di Inzago che si trova ad est di Milano, non lontano dal fiume Adda.

Considerato però che non ho trovato traccia né di un feudo di Inzago, né di legami fra gli Inzaghi ed Inzago e che l'antico nome di Inzago era Aniciacum (diventato poi Anticiacum ed Antiziagum) e che in Lombardia esistono altri cognomi simili ad Inzaghi (Bellinzaghi, Berinzaghi, Linzaghi, Minzaghi, Rinzaghi, per non parlare di Anzaghi, Barzaghi, Menzaghi, Terzaghi, Vanzaghi e vari altri), non sarei tanto sicuro di questa interpretazione ma, non avendone un'altra migliore, terrò per buona questa.

E' vero che, fino a tutto il XV secolo, troviamo varie citazioni di persone al cui nome era aggiunto da Inzago con un chiaro significato di provenienza ma, a quell'epoca, il cognome Inzaghi esisteva già ed inoltre alcune di queste persone il cognome lo avevano già come Nigro Gallina da Inzago citato in un documento relativo ad alcuni abitanti di Porta Vercellina a Milano del 1260 [1].
Nello stesso documento troviamo anche un Lanfranco da Inzago fu Inzago per cui sembrerebbe che Inzago sia stato anche un nome proprio.

Infine va ricordato che che in dialetto veneto, friulano, trentino, bresciano e bergamasco (ed anticamente in un'area più vasta) la parola zago indicava un diacono o un chierichetto, ed in alcune zone anche un sempliciotto.

Nel XVII secolo troviamo la famiglia Inzaghi elencata fra quelle della nobiltà milanese [2]. Anche il Fagnani, nella sua opera sulle famiglie nobili del Ducato di Milano, cita gli Inzaghi [3].

Agli Inzaghi lombardi apparteneva Maddalena Inzaghi, sorella del Conte Giuseppe e madre del grande scienziato Alessandro Volta che nacque nel 1745. Nello stesso periodo vi era anche una importante famiglia Inzaghi, imparentata con la precedente che viveva in Austria e più precisamente in Stiria della quale parlo più avanti.

Anche a Lodi vivevano degli Inzaghi nobili [4] ma, secondo Giambattista Molossi, che scrive nel 1776 [5], questa famiglia si era già estinta, quindi la mia antenata, che si chiamava anch'essa Maddalena Inzaghi [6], non può appartenere a questa famiglia lodigiana essendo nata alla fine del XVIII secolo.

Può darsi però che appartenesse ad un ramo minore degli Inzaghi lodigiani o, più probabilmente, che non fosse originaria di Lodi, tanto più che, anche per quanto riguarda suo marito, Giovanni Battista Comaschi, ho parecchi dubbi sul fatto che fosse nativo di Lodi.

Gli Inzaghi austriaci

Non è noto con precisione in quale momento gli Inzaghi, trasferitisi in Austria, siano stati inseriti nella nobiltà austriaca ma si sa che ciò è accaduto durante il regno di Leopoldo I che regnò dal 1658 al 1705. Nel 1664, durante la guerra contro i Turchi, troviamo citato Il Baron d'Inzaghi, Consigliere della Camera di Stiria, che provvide, per ordine della Corte, centomila Talleri per le spese necessarie del Campo [7].

Gli Inzaghi acquisirono il titolo di Conte con il predicato Freiherr von Kindberg e vissero a Graz in Stiria. La successione dei membri della famiglia è la seguente: Abundus Maria, Graf von Inzaghi (sposa Maria Magdalene Morelli von Schoenberg), Johann Philipp (sposa Anna Maria von Würtzburg), Carl Franz (sposa Anna Maria von Gaisruck), Johann Nepomuk (sposa Walpurgis von Dietrichstein), Carl Rudolph (sposa Maria Elisabeth von Attems) che muore senza eredi nel 1856. Gli succede il fratello Philipp che però muore dopo un anno e si estingue così la linea di discendenza maschile [8].

Stemma dei Conti Inzaghi di StiriaLo stemma dei Conti Inzaghi di Stiria è il seguente: capo d'oro portante due gigli blu con un'aquila bicipite coronata, scudo tripartito di rosso, argento ed oro con tre leoni passanti con coda doppia d'argento, rosso e nero [9].

Stemma dei Conti Inzaghi che si trova sulle pareti della Schauspielhaus di GrazLo stemma degli Inzaghi di Stiria fa ancor oggi mostra di sé sulle pareti del teatro di Graz (la Schauspielhaus) che, attraverso varie vicende, risale allo Ständische Theater, costruito nel 1776. Vi sono quattro stemmi di altrettante famiglie nobili di Graz (gli Inzaghi, i Trauttmansdorff, i Lendenfeld e gli Herberstein) ed uno di un religioso: Johann Anton de Angelis che fu Priore dell'Abbazia di Stainz dal 1748 al 1782 e che era Consigliere spirituale della città nel 1777.

Peter Bernhard, che si interessa di araldica, ha dedicato una pagina del suo sito [>>] alla descrizione ed alla storia di questi cinque stemmi. In tale pagina dà anche delle indicazioni per chi voglia approfondire i vari argomenti e per quanto riguarda gli Inzaghi, fa riferimento proprio a questa pagina!

Gli Inzaghi austriaci più famosi sono stati Franz Philipp von Inzaghi (1731-1816) che fu prima Vescovo di Trieste e poi Vescovo della Diocesi di Gorizia e Gradisca e Carl Rudolph Graf von Inzaghi (1777-1856) che fu un politico austriaco che, nel 1820, fu nominato Governatore del Veneto rimanendo in carica per sei anni.

Gli Inzaghi lodigiani

Nel 1901 Giovanni Agnelli ha pubblicato un interessante articolo sugli Inzaghi lodigiani [10] che riporto integralmente:

La nobile famiglia Inzaghi, ora spenta totalmente nella nostra città, illustrò la patria dando alla medesima una lunga e non interrotta serie di valentissimi medici. E' raro il caso di riscontrare in un'altra famiglia una sequela de' suoi membri che si dedicassero alla scienza di Esculapio, e vi si distinguessero assai, come avvenne in questa nobile famiglia.

Il suo nome deriva da un luogo senza dubbio primitiva culla di questa progenie. Noi incontriamo un Petraccio che nel 1187 fu console e retore della nostra città; nel 1411 abbiamo in Antonio Inzaghi un distintissimo predicatore e maestro di logica nel locale Convento di S. Domenico.

Fra i medici celebrati di questa famiglia è degno di menzione Gerolamo. morto il 3 novembre 1603, il quale nel 1566 fu nominato chirurgo degli Ospitali di Lodi e scrisse un libro De Peste dedicandolo ai Decurioni della città natale. Questo valentissimo medico, nella tarda sua età, in seguito ad una acutissima malattia, diventò ermeticamente sordo, onde chi voleva accennarlo, non lo chiamava altrimenti che il sordo.

Giulio Cesare Inzago a ventidue anni fu iscritto nel collegio dei medici di Lodi, e pubblicò un'opera Consiglia medicinalia e morì a 92 anni il 1 settembre 1649. Il Padre Giovanni Grisostomo Fagnani nelle sue Memorie parla di questa qualificata persona ... Giulio Inzago ... conobbi io mentre era ancor fanciullo ... perché curava me ed altri di mia casa. Era questo stimato il primo medico di quei tempi: uomo vecchio venerando, piccolo di statura, di barba tutta bianca stesa in lunghezza sino alla bocca dello stomaco. Mi sovviene che trovandomi a letto con poca febbre in età di sei o sette anni, venne questo vecchio una sera a visitarmi, e posto a sedere vicino al letto volendo scrivere a lume di candela una piccola medicina, non havendo in pronti gli occhiali, prese la penna a rovescio ed intinto lo scozzo della medesima nell'inchiostro, incominciò a scrivere; ma vedendo che non faceva se non spegazzi, rivolto a me, disse: "Figlio, questa penna non mi serve: n'avete un'altra migliore?" Per lo che io diedi in un riso così grande che, non potendo più rispondere e avvertirlo dell'errore seguitai in maniera che il riso mi servì da medicina e la febbre si partì. Questo valente medico lasciò erede suo nipote, il quale meditando le note, le memorie dello zio in genere di medicina da lui registrate, si fece anch'egli pratico ed eccellente.

Questo medico, chiamato esso pure Giulio, era figlio di Cristoforo, altro medico, che esercitò l'arte sua per 44 anni e per tutto questo tempo servì l'ospital Maggiore, di cui fu anche Consigliere, senza alcun stipendio. Anche di questo parla il succitato Fagnani: Questo signore per il valor suo e lunga esperienza nel medicare era cercato anche nelle città e luoghi circonvicini in caso di infermità stravaganti e mali non conosciuti. Diede saggio del suo sapere in Milano mandato a pigliare dall'Eccellentissimo Conte Fonsalida Governatore, dato già per ispedito dai medici, a cui si preparavano i funerali. Non si sbigottì a vista dell'infermo il valentissimo Signore, ma risaputo il principio dell'infermità e lunga serie del male, al tocco ben replicato del polso concepì tra se stesso e diede all'infermo speranza di riaverlo. S'accinse subitamente alla cura ed assistendo egli giorno e notte con i medicamenti formati di propria mano gli riuscì con l'aiuto di Dio e sue grandissime diligenze di risanarlo con grande stupore delli altri medici che lo vedevano morto. Partì da Milano carico di lodi, senza voler accettare alcun denaro in premio delle sue fatiche: con tutto ciò ricordevole l'Eccellentissimo Governatore suddetto del favore ricevuto gli mandò in Lodi un presente riguardevole, e fu un catino grande d'argento, con sua brocca ed altre cosette. Era questo Sig. Dottore huomo d'ingegno assai vivace e versato in ogni scienza di cui discorreva con qualche buon fondamento come se anche nelle scolastiche fosse stato per luogo tempo esercitato. Fu preso dalla podagra che a poco a poco lo storpiò nelle mani, e nell'età matura i diti delle medesime divennero così grossi che parevano pere; pure la gran pratica che aveva del polso gli bastava a conoscerlo. Morì il 1 novembre 1692 in età di anni 67, e fu sepolto in San Filippo la sera del giorno seguente.

Possedeva questa famiglia la cascina Sordina, dall'ultimo degli Inzaghi, il dottor Giulio, lasciata all'ospedale Maggiore e molti beni a Cornegliano Laudense, ereditati da Serafina Inzaghi figlia dello stesso Dottore, suora Orsolina, la quale con testamento 1 Luglio 1715 lasciò erede universale dei beni suoi di Cornigliano l'ospedale Maggiore, il quale ne conserva il ritratto unitamente a quello del padre. Il Dottor Carlo Francesco Inzaghi, Lettore di Teologia nel Seminario Vescovile di Lodi, lesse l'orazione funebre in occasione delle solenni esequie dell'Ill. Signor Conte Reggente D. Gio. Battista Modegnani, Presidente ecc. recitata il 12 gennaio 1727.

Ora che ci si presenta l'occasione, chiediamo venia ai lettori se ci estendiamo alquanto su di un fatto particolare. Nostro scopo, lo abbiamo sempre detto, è quello di illustrare, con documenti alla mano, la storia dei luoghi: qui troviamo la cascina Sordina, antichissima proprietà di quella nobile famiglia. Essa prima del 1655 chiamavasi Cascina di S.Bernardo: la più parte delle sue terre furono acquistate dal Dott. Gerolamo, il sordo, verso il principio del 1600; il rimanente dai suoi successori. Il Dott. Giulio Inzaghi, pronipote del Dott. Gerolamo, onde perpetuare la memoria del bisavolo, cambiò il nome alla terra chiamandola Sordina e vi pose l'iscrizione seguente:

Aedes has Inzagorum antiquas
Vetustate collubente
a Physico Hyeronimo Inzago Surdo acquisita exinde
a Protophysico ac Decurione Julio Cesare
ejusdem filio aductas
Pronepos
Julius Inzagus Prophysicus pariter ac Decurio civitatis Laudae
in hanc uneliorum formam redegit et ampliavit
Ut quod Surdorum nomen perpetuo in auribus
Posterorum risonet.

(Queste case vecchie degli Inzaghi ruinanti per antichità furono acquistate dal Dott. Gerolamo Inzago e poscia ampliate dal suo figlio Giulio Cesare, medico primario e Decurione. Il pronipote Giulio Cesare Inzaghi, altro medico primario e Decurione della Città di Lodi, le ridusse ed aggrandì in codesta miglior forma, affinché il nome dei Sordi risuoni perpetuo nell'orecchio dei posteri.)

Il nome però di non fu dimenticato da quei terrazzani; ed un'altra località, pure nelle vicinanza di San Bernardo, detta altre volte Ca' dei Padri, perché già appartenente agli Olivetani di Villanova, ed ora del Dott. Cav. Antonio Ghisi di Lodi, chiamasi oggi con quel nome.

Per completare le note dell'Agnelli sugli Inzaghi lodigiani si può aggiungere che il medico Giulio Inzaghi si prodigò molto durante l'epidemia di peste del 1630 (quella raccontata dal Manzoni) alla quale sopravvisse [11] e che invece, nella medesima, epidemia perì il lodigiano Giovanni Cristoforo Inzaghi che era Lettore di Filosofia presso l'Università di Bologna [12].


[1] - Alessandro Colombo - Le mura di Milano Medievale - in Archivio Storico Lombardo - Serie 5, Anno 1, Parte II, Fascicolo III-IV, pag. 311n - Milano, 1923.   <<

[2] - Flaminio Rossi - Teatro della Nobiltà d'Italia ove compariscono le Nobili & Illustri Famiglie di cento e dieci più famose città cominciando da Napoli e suo Regno - Appresso Gio. Iacomo Carlino - Napoli, 1607.   <<

[3] - Giuseppe Bonelli - Raffaele Fagnani ed i suoi "Commentari" intorno alle famiglie milanesi - in Archivio Storico Lombardo - (settembre 1906 Serie 4, Volume 6, Fascicolo 11).   <<

[4] - Padre Giovanni Bricchi - Famiglie nobili lodigiane nel XVIII secolo - manoscritto; pubblicato in Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario di Lodi - Anno XI 1890, p. 187.   <<

[5] - Giambattista Molossi - Memorie d'alcuni uomini illustri della città di Lodi - Parte seconda - Nella Regia Stamperia de' Soci Antonio Palavicini e Pietro Vercellini - Lodi, 1776.   <<

[6] - Archivio Storico del Comune di Ferrara - Registri ed indici dei seppellimenti alla Certosa cittadina - Bb. 225, regg. 363, mm. 375, schedari 581 (1800-sec. XX).   <<

[7] - Giovanni Battista Comazzi - Istoria di Leopoldo I Imperatore dei Romani - Marc'Antonio Pandolfo Malatesta Stampatore - Milano, 1691.   <<

[8] - Ernst Heinrich Kneschke - Neues allgemeines Deutsches Adels-Lexicon: im Vereine mit meherer Historikern - Vierter Band - Verlag von Friedrich Voigt - Leipzig, 1863.   <<

[9] - Ernst Heinrich Kneschke - Deutsche Grafen-Haeuser der gegenwart - Dritter band - T.O. Veigel - Leipzig, 1854.   <<

[10] - Giovanni Agnelli - Gli Inzaghi - in Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario di Lodi - Anno XX, pagine 23-26 - Lodi, 1901.   <<

[11] - Giovanni Agnelli - Lodi e territorio nel '600 - in Archivio Storico Lombardo - Serie 3, Anno XXIII, Volume 6, Fascicolo IX, pagina 112 - Milano, 1896.   <<
[12] - ibidem, pagina 114.   <<


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