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Le figlie di Giovanni Battista Comaschi


Premessa

Secondo la tradizione orale Giovanni Battista Comaschi avrebbe avuto due figlie, nate tra i due maschi Carlo ed Antonio. Una si sarebbe chiamata Carolina, non si sarebbe sposata e di lei si ricordava che era bassa e che voleva farsi suora, mentre l'altra, della quale non si ricordava il nome, aveva sposato un certo Rossi.

Nelle mie letture dei giornali di Lodi ho ben presto scoperto che Carolina era quella che aveva sposato Rossi e poi che quella che non si era sposata e che voleva farsi suora si chiamava Lucia.
Tutto sembrava quadrare ma quando ho letto il necrologio di Lucia ho scoperto che non solo era nata prima di Carlo, cosa che avrebbe potuto essere solo un altro errore, ma anche che della sua morte si lamentavano i fratelli e le sorelle, il che faceva pensare che le sorelle fossero tre.

Quando poi ho letto il necrologio di Carolina ho trovato che della sua morte si lamentavano i fratelli e la sorella. Sembra quindi che effettivamente le sorelle fossero tre ma non avevo alcun indizio sul nome della terza sorella.

Ho poi trovato una Maria Comaschi che viveva a Boschetto Lodigiano. Nulla legava questa Comaschi alle figlie di Giovanni Battista se non il fatto che avesse sposato un certo Inzaghi e che quando avevo chiesto a mio padre quali parentele si ricordasse da parte di sua mamma Comaschi, mi aveva detto di aver sentito nominare i cognomi Rossi, Oleari, Inzaghi ed Interlenghi.

Sui Rossi e gli Oleari ho poi avuto dati certi ma non avevo trovato nulla sugli Inzaghi e gli Interlenghi e dato che le notizie avute da mio padre si sono sempre rivelate precise, ho pensato che Maria Comaschi vedova Inzaghi potesse essere la terza figlia di Giovanni Battista.

Successivamente ho scoperto che Inzaghi è il cognome della moglie di Giovanni Battista Comaschi e poteva quindi darsi quindi che Maria Comaschi non avesse nulla a che fare con i Comaschi miei antenati ma la lettura di una sentenza della Cassazione [1] dove Antonio Comaschi viene definito cognato di Antonio Inzaghi e fratello di Marietta Comaschi ha eliminato ogni dubbio.

Lucia Comaschi

Lucia Comaschi è la primogenita di Giovanni Battista. Nasce nel 1813 e muore a ottantadue anni nella seconda settimana di agosto del 1895.

Su di lei ho ben poche notizie concrete. L'ho trovata citata nel giornale Fanfulla da Lodi del 5 luglio 1879 [2] per una offerta di dieci lire a favore degli inondati ed una di cinque lire per le calzature per i bambini poveri e poi di nuovo nel giornale del 20 novembre del 1880 [3] per aver sottoscritto dieci azioni di una raccolta di denaro per l'elargizione di calzature per i bambini poveri.
Successivamente è citata varie altre volte per offerte analoghe [4].

Quando muore, sul giornale Fanfulla da Lodi del 17 agosto 1895 [5] compare un lungo necrologio scritto da un'amica. Purtroppo questo necrologio, datato 14 agosto 1895, si dilunga sulle doti morali di Lucia Comaschi ma non riporta nessun dato concreto, nemmeno il nome dell'amica che ha scritto il necrologio stesso.

Comunque possiamo apprendere che visse una vita ritirata e che frequentava solo i familiari ed una ristretta cerchia di amicizie ma, che nonostante ciò era sempre allegra e sorridente ed amava conversare.

Era molto generosa (cosa che sapevamo già) ma molto riservata su quanto faceva. Nel necrologio viene detto che la sinistra ignorava ciò che la destra aveva dato e quindi, molto probabilmente, non deve aver affatto apprezzato che, nelle occasioni ricordate, il suo nome venisse sbandierato sul giornale.

Forse non avrebbe apprezzato nemmeno il fatto che io ora scriva queste note su di lei in Internet ma sono passati più di cento anni dalla sua morte e penso che il racconto di una persona che, nonostante una vita solitaria e monotona, era sempre allegra e sorridente possa forse servire a consolare e a rasserenare a qualcuno che si trovi nelle sue condizioni.

Era molto religiosa ed aveva un grandissima fede ed ha sopportato senza un lamento la lunghissima e penosa malattia che l'ha condotta a morire.
Giovanni Battista Rossi, figlio di sua sorella Carolina, offre, in sua memoria, 35 lire all'Orfanotrofio Femminile e 30 lire agli Asili d'Infanzia. Sul giornale [6] compaiono i ringraziamenti della Direttrice dell'Orfanotrofio e della Congregazione di Carità.

Carolina Comaschi

So che Carolina Comaschi è morta a Lodi il 14 maggio 1897 alle ore 15 e 30 ma non so in che anno sia nata.
Nell'annuncio della sua morte
[7] non c'è scritta l'età ed il giornale di Lodi, Fanfulla da Lodi, (che in quel momento era diretto da suo figlio Giovanni Battista) non riporta, per quella settimana, il consueto elenco di matrimoni e di morti della città come faceva sempre.

Dal fatto che il suo primo ed unico figlio sia nato nel 1853 si potrebbe supporre che sia nata intorno al 1828 e sia quindi la seconda delle due figlie di Giovanni Battista nate fra i due maschi Carlo ed Antonio.
Però il fatto che nel necrologio sia definita grave d'età fa pensare che, al momento della morte, avesse ben più di 69 anni e che quindi sia nata nel 1822 se non prima e sia la prima delle due sorelle nate dopo Carlo.

Sposa, intorno al 1851, Pietro Rossi, appartenente ad una famiglia lodigiana benestante, nel 1853 nasce suo figlio Giovanni Battista e dopo soli quattro anni di matrimonio rimane vedova. Si dedica allora tutta a suo figlio.

Ho trovato il suo nome citato spesso nel giornali di Lodi quando vi erano raccolte pubbliche di denaro per motivi di beneficenza, in particolar modo quando queste riguardavano dei bambini. Ancora pochi mesi prima di morire, nel Natale 1896 [8], faceva varie offerte benefiche per un totale di 22 lire.

Dopo la sua morte, sul giornale Fanfulla da Lodi del 22 maggio 1897 [9], compaiono vari necrologi in sua memoria che si dilungano nel parlare delle sue grandi doti morali ma che dicono poco o nulla di concreto sulla sua vita.

Maria Comaschi

Come detto nella premessa non era affatto sicuro che Maria Comaschi fosse la terza figlia di Giovanni Battista ma poi ciò è stato confermato da una sentenza della Cassazione del 1870.

La vicenda era nata molti anni prima quando ancora la Lombardia era sotto il governo austriaco [10] ed esattamente il 10 dicembre 1858 quando Laura Monti, matrigna di Antonio Inzaghi, aveva nominato erede il suo figliastro Antonio Inzaghi e fatto un legato alla di lui moglie Marietta Comaschi. Il testamento era stato materialmente scritto da Antonio Comaschi, fratello di Marietta, ma sottoscritto da Laura Monti in presenza di tre testimoni che l'avevano poi firmato anch'essi.

Laura Monti morì a San Colombano al Lambro il 2 ottobre 1861. Successivamente Francesco ed Isabella Magnani e Francesco Galleani, che erano nipoti di una sorella di Laura, fecero causa ad Antonio Inzaghi e Marietta Comaschi sostenendo la nullità del testamento perché Antonio Comaschi, che l'aveva materialmente scritto, era rispettivamente cognato e fratello degli eredi e che Laura Monti non aveva letto il testamento ai tre testimoni.

Il giudizio di primo grado si tenne presso il Tribunale di Lodi che aveva interrogato i testimoni appurando che Laura Monti aveva dichiarato che il testamento conteneva le sue ultime volontà e che l'aveva firmato davanti a loro che lo avevano sottoscritto. Appurato anche che Laura Monti era perfettamente in grado di leggere quanto scritto sul testamento, il Tribunale aveva dichiarato la validità del testamento con sentenza del 21 febbraio 1865.
La questione era stata riproposta alla Corte d'appello di Milano che, il 2 luglio 1867, aveva confermato la sentenza del Tribunale di Lodi.

La faccenda giungeva quindi alla Cassazione di Torino e i ricorrenti, assistiti dall'avv. Cagnola, sostenevano la non validità del testamento in base ad una serie di articoli del codice penale austriaco ed in particolare perché Laura Monti non mise i testimoni nella condizione di poter confermare o no il testamento non avendoglielo letto.
I controricorrenti, assistiti dall'avv. Martini, ribattevano che era sufficiente che i testimoni affermassero che Laura Monti aveva dichiarato che il documento contenesse le sue ultime volonta e l'avesse firmato in loro presenza. Per altro Laura Monti aveva più volte dichiarato di voler beneficiare Antonio Inzaghi e sua moglie.

Il 10 febbraio 1870, la Cassazione, con un ragionamento che non riesco affatto a capire, dava torto ad Antonio Inzaghi e Marietta Comaschi cassando la sentenza d'appello e rinviando il tutto a Brescia.
La Cassazione infatti dapprima affermava che il ricorso era ammissibile in quanto presentato contro la sentenza d'appello, che era stata emessa quando era già in vigore il Codice di procedura civile e che invece non sarebbe stato ammissibile se presentato contro la sentenza di primo grado emessa sotto il regolamento generale del processo civile austriaco ma poi discettava unicamente sugli articoli 579, 594, 595 e 601 del Codice civile austriaco.

La Cassazione quindi dichiarava che la Corte d'appello aveva falsamente interpretato gli articoli 594 e 595 del Codice civile austriaco e violato l'articolo 601 per cui cassava la sentenza e mandava il tutto ad un nuovo processo del quale, purtroppo, ignoro l'esito.

Probabilmente Maria Comaschi nasce intorno al 1828 e questo combacia bene col fatto che nel 1898 di lei si dica che l'età sta avanzando. Nella sentenza sopracitata è chiamata Marietta che sicuramente era il nome usato in famiglia dato che era la più giovane delle tre sorelle.

Maria Comaschi sposa Antonio Inzaghi, forse negli anni '50 dell'800, ed ha una figlia alla quale mette nome Giuseppina che, una volta cresciuta, sposa Gino Tavazzi, va ad abitare a Borghetto Lodigiano ed ha, a sua volta, una figlia che viene chiamata Teresa.

Maria Comaschi resta vedova e poi, nel marzo 1898, la figlia Giuseppina si ammala e dopo una brevissima malattia muore alle ore 22 del 30 marzo 1898 [11].

Ignoro in che anno sia morta Maria Comaschi.


[1] - a cura dell'Avv. Domenico Giuriati - Giurisprudenza Italiana: raccolta generale progressiva delle decisioni delle varie Corti del Regno - Volume XXII - Sentenze del 1870.   <<

[2] - Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata VI (1879) n. 27 - edizione del 5 luglio.   <<

[3] - Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata VII (1880) n. 45 - edizione del 20 novembre.   <<

[4] - Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata VIII (1881) e seguenti.   <<

[5] - Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata XXII (1895) n. 33 - edizione del 17 agosto.   <<

[6] - Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata XXII (1895) n. 34 - edizione del 24 agosto.   <<

[7] - Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata XXIV (1897) n. 20 - edizione del 15 maggio.   <<

[8] - Supplemento al Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata XXIII (1896) n. 52 - edizione del 24 dicembre.   <<

[9] - Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata XXIV (1897) n. 21 - edizione del 22 maggio.   <<

[10] - Gazzetta dei Tribunali - Collezione Officiale delle Sentenze della Corte di Cassazione - Anno XXII (1870) - Tipografia della Società della Gazzetta dei Tribunali - Genova, 1870.   <<

[11] - Fanfulla da Lodi - giornale settimanale - annata XXV (1898) n. 13 - edizione del 2 aprile.   <<


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