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Giovanni Battista Comaschi


Il nonno della mia nonna paterna

Giovanni Battista Comaschi è il nonno di mia nonna paterna, Maddalena Comaschi ed è il più antico fra i Comaschi, sicuramente miei antenati, di cui conosco il nome.
Il suo nome non era stato tramandato per via orale ma l'ho trovato sull'atto di morte di suo figlio Antonio conservato nella Chiesa di Santo Stefano a Ferrara
[1].

Antonio Comaschi, fu Giovanni Battista - 1911

Il suo nome si trova anche sull'iscrizione del figlio Carlo all'Università di Pavia, avvenuta nel 1835 [2] dove troviamo indicata anche la professione di Giovanni Battista Comaschi che risulta essere possidente.

Giovanni Battista sposa Maddalena Inzaghi, probabilmente nel 1810 o 1811. Il nome proprio della sposa era già stato dedotto in quanto la sua nipote Maddalena raccontava alla propria nipotina che era stata chiamata come lei così come lei stessa, a sua volta, era stata chiamata così perché quello era il nome della sua nonna.
Il cognome invece l'ho trovato nei documenti che riguardano la sepoltura di suo figlio Antonio Comaschi nel cimitero della Certosa a Ferrara avvenuta nel 1911 [3].

Maddalena era nata a San Colombano al Lambro da Antonio Inzaghi ed Agostina Pagani. Morirà a Lodi il 9 agosto 1859 quando era già vedova [4].

Quella degli Inzaghi è una famiglia molto antica e di grande nobiltà diffusa in Lombardia e con un ramo austriaco molto importante presente in Stiria. Avendo trovato anche molte informazioni interessanti sugli Inzaghi lodigiani ho scritto una apposita pagina su di loro [>>].

Giovanni Battista ha avuto sei figli, due maschi e quattro femmine. La prima, Carolina nasce, probabilmente, nel 1812, la seconda Lucia, nasce nel 1813, segue un maschio, Carlo, nel 1816. Ci sono poi due femmine, una delle quali si chiamava Rachele mentre l'altra si chiamava Maria ma veniva chiamata Marietta e per ultimo, nel 1834, nasce Antonio che diventerà il mio bisnonno.

Entrambi i figli di Giovanni Battista conseguiranno la laurea in legge e questo, anche considerata l'epoca, ci fa supporre che anche Giovanni Battista fosse istruito e molto probabilmente laureato in legge.
Questo fatto, unito ai tanti sconvolgimenti avvenuti durante l'epoca napoleonica, ci permette di ipotizzare che Giovanni Battista non si sia sposato tanto presto e quindi sia nato nel 1785 se non addirittura prima.

Di mio bisnonno Antonio sapevo che rimase orfano di padre quando era ancora molto giovane e che suo fratello Carlo, di diciotto anni più vecchio di lui, gli fece da padre. Considerando che Carlo, che si era iscritto all'Università di Pavia nel 1835, frequentò solo i primi tre anni studiando per conto suo il quarto anno e laureandosi nel 1840, pensavo che il motivo di questo fatto fosse la morte del padre che costrinse il figlio a rientrare a casa e quindi supponevo che Giovanni Battista Comaschi fosse morto tra il 1838 ed il 1839, anno in cui Carlo aveva ventitre anni e Antonio cinque.

Invece Giovanni Battista è morto a Lodi il 29 febbraio 1848 ed il motivo per cui suo figlio Carlo frequentò solo i primi tre anni presso l'Università di Pavia è che si recò per un anno a studiare a Padova.

La casa dei Comaschi a Lodi

Dalla tradizione familiare sapevo che la casa dei Comaschi a Lodi dove era nato mio bisnonno era situata nella piazza principale della città proprio di fianco alla facciata del Duomo e veniva anche ricordato come fosse fastidiosa la vicinanza all'orologio del campanile che suonava le ore, le mezze ore ed anche la mezzanotte [5].

Guardando una foto attuale della piazza (che ora si chiama Piazza della Vittoria e che un tempo si chiamava Piazza Maggiore) si vede una casa di tre piani dalla facciata gialla. Mi sono chiesto a quale piano abitassero i Comaschi ed ho pensato che probabilmente stessero al primo piano, che allora era considerato il piano nobile, visto che Giovanni Battista era sicuramente benestante dato che entrambi i suoi figli si erano laureati in un epoca in cui pochi si potevano permettere di studiare a lungo.

Successivamente ho scoperto che forse Giovanni Battista era più benestante di quanto immaginassi perché non solo occupava con la sua famiglia l'intera casa ma possedeva anche quella di fianco.
Ho trovato infatti un articolo, pubblicato nel 1915, [6] che contiene la descrizione delle case della piazza così come erano nel 1760. In tale articolo si specifica che, nel 1859, le due case più vicine al campanile del Duomo erano di proprietà di Carlo Comaschi (che è il primo figlio maschio di Giovanni Battista).

Dalla lettura di questo articolo e dalla visione di stampe settecentesche della piazza si vede però che allora la situazione di queste case era abbastanza diversa da come è oggi e sembrerebbe addirittura che la prima casa oggi non ci fosse più.

Si trattava di una casa con due archi sulla piazza ed una bottega verso il campanile. Aveva tre finestre che davano sul sagrato e due sulla piazza. Era piuttosto bassa per non coprire l'orologio del campanile, infatti sopra gli archi vi era un solo piano di altezza normale e poi un solaio con delle piccole finestre.

La seconda casa, adiacente alla precedente, sembrerebbe quella che esiste tuttora con la facciata gialla ma che un tempo era più bassa di adesso in quanto il terzo piano non era di altezza normale ma era composto da un solaio con delle finestre basse così come è ancor oggi la stretta casa che segue e che ha la facciata bianca.

Nella descrizione della seconda casa si trova però che aveva due soli archi e non tre come ha ora la casa con la facciata gialla. Da un confronto fra le stampe antiche, le cartoline di una volta e le foto attuali, si capisce che la casa con la facciata gialla è stata ricavata unendo ed alzando le due case ottenendo così una facciata a tre archi più un altra fettina con il rimanente arco sulla destra di chi guarda.

Le due case in Piazza Maggiore

Non so l'anno esatto nel quale sono stati eseguiti questi lavori ma sicuramente sono stati fatti dopo la morte di Giovanni Battista quando la casa era già di suo figlio Carlo in quanto nel 1857 [7] viene detto che questi lavori erano stati fatti pochi anni addietro dall'avvocato Comaschi e che allora il Comune aveva trattato l'acquisto della casa per abbatterla, liberando così la facciata del campanile, ma che la trattativa non aveva avuto esito.

Ecco come appariva la casa in questione nel 2013:

La casa che fu dei Comaschi come appariva nel 2013   Piazza della Vittoria (ex-Piazza Maggiore) a Lodi come appariva nel 2013   La casa che fu dei Comaschi come appariva nel 2013

Dove è nato Giovanni Battista Comaschi?

Ho sempre saputo che i Comaschi miei antenati erano di Lodi e dato che Como e Lodi erano alleate contro Milano e che molti comaschi contribuirono a ripopolare Lodi, distrutta e poi ricostruita nel XII secolo, ho sempre pensato che i miei antenati vivessero a Lodi da tantissimo tempo, forse proprio dall'epoca della ricostruzione della città visto che i cognomi nacquero appunto in quel periodo.

Qualche anno fa è diventato possibile consultare numerosissime riviste e giornali lombardi sul sito della Emeroteca Braidense [8]. Ho quindi iniziato a leggere delle riviste sulla storia di Lodi sicuro di trovare qualche interessante notizia sui Comaschi. Sono anche stato alla Biblioteca Braidense per leggere quelle riviste che, per ragioni di copyright, non sono consultabili da Internet.

Però, benché mi sia letto la bellezza di centoventidue anni di riviste [9] [10] [11], non ho trovato alcuna notizia sui Comaschi, se non alcune cose, che già conoscevo, sulla partecipazione di mio bisnonno alla spedizione di Garibaldi in Sicilia nel 1860 e le notizie, sopra citate, sulla casa in Piazza Maggiore.

E' possibilissimo che i Comaschi più antichi fossero persone qualsiasi i cui nomi molto difficilmente compaiono in una cronaca ma sembra difficile che non si trovi alcunché su Giovanni Battista e sui Comaschi vissuti subito prima di lui che, probabilmente, erano anch'essi benestanti.

Mentre è ragionevole che non compaiono Comaschi né nell'elenco dei feudatari del Lodigiano nel 1714 [12], né in quello delle famiglie nobili lodigiane del XVIII secolo [13], né fra chi aveva la carrozza nel 1727 [14], è alquanto strano che non ci sia alcun Comaschi nell'elenco, piuttosto completo, dei professionisti di Lodi nel 1789 [15].
Inoltre l'articolo sulla case di Piazza Maggiore, sopra citato, ci fa sapere che nel 1760 tali case non erano ancora proprietà dei Comaschi.

Tutto ciò ci fa pensare che i Comaschi siano giunti a Lodi nel XVIII secolo da una località per ora sconosciuta. Forse è proprio Giovanni Battista Comaschi colui che si trasferì in questa cittadina o forse vi è giunto suo padre con la famiglia.

Infatti troviamo a Lodi nel 1835 [16] tre donne Comaschi (Maria Paola, la minorenne Luigia e Teresa, moglie di Antonio Zanicotti) proprietarie di una casa, posta nella Contrada di San Domenico ed affittata ad uso di osteria.
Si tratta, molto probabilmente, di tre sorelle eredi di un Comaschi che potrebbe essere stato un fratello di Giovanni Battista.

Non è detto che i Comaschi miei antenati siano giunti a Lodi da un luogo molto distante. Può anche darsi che abitassero nel lodigiano ma non in Lodi città. Del resto ancor oggi vi sono molti più Comaschi a Lodi Vecchio che a Lodi e tra i cinque Comuni del lodigiano dove sono presenti dei Comaschi è la città di Lodi quella che ne ha meno in proporzione al numero degli abitanti. Inoltre, in quegli anni, a Sant'Angelo Lodigiano vi erano alcuni Comaschi benestanti.

E' da segnalare infine che esiste un libro che è stato pubblicato a Milano nel 1813 e che è stato scritto da un Giovanni Battista Comaschi [17].
Dato che tratta argomenti legali e che è lecito supporre che il Giovanni Battista mio antenato si occupasse di problemi legali visto che entrambi i suoi figli studieranno legge, può darsi che l'autore di tale libro coincida con il mio antenato.

E' vero che è esistito un famoso giurista che si chiamava Giambattista Comaschi ma il libro in questione non può essere opera sua in quanto lui è morto nel 1783 e nel libro si parla del codice napoleonico. E' anche vero che un nipote del famoso giurista, che si chiamava anch'esso Giambattista Comaschi, ha pubblicato un libro di argomento giuridico [18] ma si trattava di un'opera scritta da suo nonno e rimasta inedita. Inoltre fu pubblicata a Parma.


[1] - Archivio Parrocchiale della Chiesa di Santo Stefano in Ferrara Liber Defunctorum Paroeciae St. Stephani Protom. Ferrariae ab anno 1891 - p. 209, n. 45.   <<

[2] - Anna Andreoni, Paola Demuru - La facoltà politico legale dell'Università di Pavia nella Restaurazione (1815-1848): docenti e studenti - Cisalpino - Bologna, 1999.   <<

[3] - Archivio Storico del Comune di Ferrara - Registri ed indici dei seppellimenti alla Certosa cittadina - Bb. 225, regg. 363, mm. 375, schedari 581 (1800-sec. XX).   <<

[4] - Archivio Parrocchiale della Cattedrale di Lodi -Liber Mortuorum.   <<

[5] - per ulteriori notizie sull'orologio si veda Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario e della Diocesi di Lodi - Anno XXXIV 1915, pag. 78.   <<

[6] - Anselmo Robba - La Piazza Maggiore di Lodi nel 1760 in Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario e della Diocesi di Lodi - Anno XXXIV 1915, pag. 55.   <<

[7] - Gazzetta della Provincia di Lodi e Crema - Fascicolo 31 - 1 agosto 1857.   <<

[8] - Emeroteca Braidense: emeroteca.braidense.it.   <<

[9] - Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario di Lodi - Annate dal 1881 al 1913.   <<

[10] - Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario e della Diocesi di Lodi - Annate dal 1914 al 1952.   <<

[11] - Archivio Storico Lodigiano - Annate dal 1953 al 2003.   <<

[12] - Giuseppe Benaglia - Elenco Familiarium in Mediolani dominio - impresso in R. Curia 1714; la parte su Lodi è stata pubblicata in Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario di Lodi - Anno XI 1890, p. 41.   <<

[13] - Padre Giovanni Bricchi - Famiglie nobili lodigiane nel XVIII secolo - manoscritto; pubblicato in Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario di Lodi - Anno XI 1890, p. 187.   <<

[14] - pubblicato in Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario e della Diocesi di Lodi - Anno XXXIV 1915, pag. 135.   <<

[15] - G.B. Curti - Spigolature per la Storia lodigiana - Funzionari e professionisti lodigiani del Settecento in Archivio Storico per la Città e i Comuni del Circondario e della Diocesi di Lodi - Anno XXXVII 1918, pag. 35.   <<

[16] - Gazzetta della provincia di Lodi e Crema - anno 1835 - edizione del 5 settembre.   <<

[17] - Giovanni Battista Comaschi - Trattato del diritto di rappresentazione nelle successioni colla soluzione di questioni non decise da Codice Napoleonico - Buccinelli - Milano, 1813.   <<

[18] - (a cura di) Giambattista Comaschi - Ragionamento inedito intorno alle leggi civili del consigliere Giambatista Comaschi parmigiano - dalla tipografia Carmignani - Parma, 1823.   <<


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