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Agostino Cavallari


Il mio nonno paterno

Gaetano Agostino Cavallari è il mio nonno paterno.

Nasce a Pontelagoscuro il 28 agosto 1871 da Antonio Cavallari ed Adele Bertaglia e viene battezzato dopo due giorni. Il suo doppio nome derivava dal fatto che suo padre diede Gaetano come primo o secondo nome a molti dei i figli affinché si potesse lasciare invariato il nome della sua ditta con chiunque di loro ne avesse preso in futuro la gestione dato che la sua ditta si intitolava già da tempo ad Antonio e Gaetano essendo stato Antonio il nome del bisnonno del mio nonno e Gaetano quello di suo figlio che poi, a sua volta, aveva chiamato Antonio il suo unico figlio maschio.

Normalmente veniva chiamato solo Agostino ma, in alcuni documenti ufficiali, compare con il doppio nome. E' il terzo figlio di Antonio, prima di lui sono nati Ada (1864) e Bianco (1865) che quindi, al momento della sua nascita, hanno rispettivamente sette e sei anni. Dopo di lui nascono Giuseppe (1875), Gaetano (1881), Augusto (1884) e Luigi (1887) detto Gigetto oltre a Gaetano (1877) e Maria Luigia (1879) che morirono da piccoli. Luigi è l'unico dei miei prozii che ho conosciuto e che ricordo bene.

Quando nasce i suoi genitori hanno rispettivamente 28 e 26 anni. Può darsi che io abbia una foto di lui giovane perché ho varie foto di giovani Cavallari alle quali non so attribuire un nome ma non esiste più nessuno in grado di individuarla.

Suo padre è spedizioniere e si occupa di commercio sul Po e delle proprietà della famiglia che possedeva varie case con anche una bottega ed una stalla in via Mare ai civici dal 135 al 140 oltre al 143, 144 e 145. Inoltre aveva due depositi doganali in Piazza del Po ai civici 236 e 237.

Agostino CavallariAgostino vive nella casa situata al numero 140 di via del Mare. Si tratta di una casa di due piani ed otto vani che confina a nord con via Buca e a sud con l'argine della via Mare e ad ovest con le altre proprietÓ dei Cavallari.

Segue le orme del padre e si dedica anch'egli al commercio. Dopo l'annessione del Veneto all'Italia, però, la dogana di Pontelagoscuro aveva perso tutta l'importanza che aveva, dato che non si trovava più sul confine per cui la grande Dogana che vi era e che, nel 1863, aveva ben 26 impiegati passò dal I ordine, II classe al II ordine, I classe e gli addetti scesero a sei.

Per Pontelagoscuro erano quindi finiti i tempi d'oro della navigazione fluviale ed il commercio di merci estere, che tante ricchezze aveva portato, si ridusse notevolmente anche se il traffico fluviale proseguì ancora a lungo, alimentato dalle numerose industrie che nel frattempo stavano sorgendo a Pontelagoscuro.

I fratelli di Agostino preferiscono quindi non seguire le orme del padre ma lavorare nelle nuove industrie che erano sorte a Pontelagoscuro. Bianco Cavallari si impiega nello Zuccherificio del Conte Gulinelli che si trovava in fondo alla via Nuova e che era entrato in funzione il 30 agosto 1899 dopo essere stato costruito in soli 140 giorni ed anche Giuseppe Cavallari decide di lavorare allo Zuccherificio di Pontelagoscuro. Diventa Capoufficio Amministrativo ma poi viene trasferito allo zuccherificio di Bondeno.

Agostino Cavallari rimane quindi solo ad occuparsi della ditta di famiglia e a seguire le tradizioni del padre e dei suoi antenati.

Si occupa attivamente della vita sociale e politica di Pontelagoscuro ed è, per parecchi anni, Delegato Comunale del borgo di Pontelagoscuro. Fa parte, per moltissimi anni, del Consiglio Direttivo del Sodalizio Operaio di M.S. con la carica di amministratore.

A Pontelagoscuro conosce Maddalena Comaschi che è la nuova maestra e che è stata trasferita lì dopo aver insegnato ad Argenta e a Vigarano Pieve. I due si innamorano e decidono di sposarsi. Dopo il matrimonio vanno ad abitare in una in via Panaro dove nascono i loro primi cinque figli.

Maddalena Comaschi è nata a Cuggiono (MI) ma da molti anni abita, con la sua famiglia, a Ferrara in Vicolo Spadari 1 (ora via Frizzi). Maddalena è nata nel 1875 ed è quindi di quattro anni più giovane di Agostino.

Ho una foto dove compaiono Agostino Cavallari e Maddalena Comaschi con le sorelle e la madre di lei e questa foto è molto interessante perché è stata scattata in un interno e non in uno studio fotografico come si usava allora [posizionando il mouse sulle persone compare il loro nome].

Le cinque sorelle Comaschi

Dato che nella foto sia Agostino Cavallari che Maddalena Comaschi appaiono molto giovani immagino che sia stata scattata quando erano appena sposati se non addirittura nel periodo del fidanzamento. E' quindi molto probabile che la foto sia stata scattata nell'abitazione di vicolo Spadari.

Maddalena Comaschi ed Agostino Cavallari

Anche questa foto è stata scattata in un interno e dalla tappezzeria si vede che si tratta della medesima stanza della foto precedente. E' probabile che le due foto siano state scattate nella medesima occasione.

Certificato di battesimo di Agostino CavallariCome si usa il matrimonio si fa nella chiesa della parrocchia della sposa che è quella di Santo Stefano a Ferrara. Il Parroco di Santo Stefano, Antonio Giacometti, dato che entrambi i futuri sposi erano nati in un altra parrocchia, scrive ai parroci dei loro luoghi di nascita perché inviino il certificato di battesimo. Vincenzo Zanaboni, Arciprete della Parrocchia di San Giovanni Battista di Pontelagoscuro, risponde l'11 Giugno 1901 ed il Parroco della Basilica Arcipretale di San Giorgio in Cuggiono (del quale non sono riuscito a decifrare il nome) risponde il 7 di maggio.

Il 29 di giugno 1901 il Parroco di Santo Stefano, Antonio Giacometti, prende atto dell'intenzione di sposarsi e scrive Cavallari Agostino di Antonio nato a Pontelagoscuro e sempre di Pontelagoscuro ha dato promessa di futuro matrimonio alla Sig.a Comaschi Maria Maddalena nata a San Giorgio in Cuggiono (Diocesi a Milano) un tempo di Santa Francesca Romana ed ora di questa Cura ed il giorno successivo pubblica gli annunciati sponsali.

Le pubblicazioni vengono poi ripetute nei giorni festivi 7, 14 e 21 luglio e vengono fatte anche nella chiesa di Santa Francesca Romana di Ferrara e a Vigarano Pieve dove la sposa ha soggiornato per qualche tempo.

Finalmente tutto è pronto ed Agostino Cavallari e Maddalena Comaschi si sposano, il 24 Luglio 1901, nella Chiesa di Santo Stefano a Ferrara. Chi officia le nozze è, però, il parroco di Santa Francesca Romana, Annibale Lupi. Il testimone alle nozze per lo sposo è il dott. Torquato Tasso, fu Gaetano, della Parrocchia di San Paolo (un medico di Ferrara) mentre quello della sposa è suo fratello, Carlo Comaschi, ufficiale dell'Esercito.

Nozze di Maddalena Comaschi ed Agostino Cavallari

Nel libro dei matrimoni della Parrocchia di Santo Stefano si può leggere:

Die vigesima quarta Iulii 1901
N. 15
Cavallari Augustinus
cum Comaschi M. Magdalena

Tribus praemisissis conciliaribus denuntiationibus diebus continuis festivis in hac Ecclesia diebus 30 Iuni, 7, 14 Julii, et in Eccl.iis S. Franciscae Romanae et Vigarano Pieve 7, 14, 21 Julii nec non habitis status testimonio ex-forte sponsae quae in terra Argentae per aliquot annos dixerat moram nulloque impedimento detecto infrascriptus interrogavit Cavallari Augustinum Antonii Pontelagoscuro natum et semper de hac Cura et Comaschi Mariam Antonii S. Giorgio in Cuggiono diocesis mediolaniensis natam olim de terra Argentae poster de Cura S. Franciscae Romanae et Vigarano Pieve corumque mutuo habito consensu per verba de presenti matrimonio iunxi eisque in Missae celebratione benedixi

Lupi Annibal Parr.co S. Franciscae Rom.ae ex delegazione Parroci fucius Curae Antonii Giacometti

Testes Tasso Doct. Torquatus quom Caietani ex Cura S. Pauli
Carolus Comaschi Antonii Praefictus Militum

Gli sposi abitano a Pontelagoscuro e qui nascono i loro primi cinque figli. Non pubblico i loro nomi in quanto, per ragioni di privacy, ho deciso di fermare i dati che metto sul sito alle persone della generazione dei miei nonni. Comunque posso dire che nascono prima tre bambine (nel 1902, nel 1904 e nel 1905) e poi due maschietti (nel 1907 e 1909) e che i nipoti di Agostino Cavallari portano i cognomi Borri, Camozzi e Cavallari.

Agostino Cavallari partecipa alle elezioni e viene eletto Consigliere comunale. Ormai il suo commercio è quasi tutto sulla piazza di Ferrara ed ha quindi un cavallo con un calessino che usa per fare la spola fra Pontelagoscuro e Ferrara [1]. Tra il 1910 ed il 1911 si trasferisce a Ferrara con tutta la famiglia e va ad abitare in via Porta Romana, 8.

Qui, nel 1911, nasce il loro sesto figlio (mio padre). Nello stesso anno vengono costruite, a Borgo San Giorgio, le nuove scuole della Villetta, vicinissime a via Porta Romana e sua moglie Maddalena vi va ad insegnare. L'anno successivo nasce il settimo ed ultimo figlio.

Agostino Cavallari con quattro dei suoi figli (1911/12)

Tra le vecchie foto dei Cavallari ce n'è una, molto rovinata, che è stata scattata in un cortile. Vi compaiono Agostino Cavallari con le due figlie maggiori e due bambini. Considerato che la primogenita (nata nel 1902) dimostra circa dieci anni e che i due bambini (nati nel 1907 e 1909) dimostrano rispettivamente circa quattro e due anni circa, ne ho dedotto che è molto probabile che questa foto risalga circa all'epoca della nascita di mio padre e che sia stata stata scattata nel retro della casa di via Porta Romana.

Agostino CavallariL'attività principale di Agostino Cavallari a Ferrara consiste nel commercio all'ingrosso di Legna e Carbone ed è situata in alcuni locali situati dalle parti della chiesa dei Teatini, inoltre ha avuto anche, assieme ai suoi fratelli, la proprietà di un cinematografo del quale non ho alcuna notizia.

Ho consultato la Guida Commerciale di Ferrara del 1913 [2] ma non vi ho trovato alcuna ditta nella quale risultasse interessato Agostino Cavallari e non so quindi se questa attività sia iniziata al momento del suo trasferimento a Ferrara o successivamente al 1913. Può darsi che giunga proprio dall'attività di Agostino nel commercio del carbone un consiglio su come pulirsi le mani molto sporche che mi diede mio padre quando trafficavo con la mia automobile: prima di lavare le mani con acqua e sapone bisogna sfregarle bene con un po' d'olio che scioglierà lo sporco e che verrà poi portato via assieme allo sporco dal normale lavaggio con acqua e sapone.

Per quanto riguarda il cinematografo avevo sempre pensato che si trovasse a Pontelagoscuro ma qui le prime proiezioni sono avvenute nel 1910, per opera di un certo Artioli, con mezzi di fortuna dato che allora a Pontelagoscuro non giungeva l'energia elettrica. Nella guida commerciale del 1913, già citata, a Ferrara non compaiono cinematografi ma ce n'è uno a Bondeno che risulta essere di proprietà di Pietro Frignani che aveva anche un negozio di mobili e macchine da cucire.

Grammofono utilizzato nel cinema dei fratelli CavallariConsiderato che a Bondeno viveva Giuseppe Cavallari, fratello di Agostino e che del cinematografo di Agostino si è fortunosamente salvato il grammofono (ma senza la tromba) che si usava per suonare delle musichette durante la proiezione dei film che allora erano tutti muti e che stette per tanti anni nella cameretta di un mio cugino nato proprio a Bondeno, può darsi che Agostino ed i suoi fratelli fossero cointeressati nel cinematografo di Pietro Frignani o addirittura che lo avessero da lui acquistato dopo il 1913.

Agostino Cavallari è di idee liberali e fa parte del Partito Costituzionale. Era questa una delle numerose sigle nelle quali era suddivisa l'area liberale. Del gruppo strettamente liberale facevano parte il Blocco di Costituzionale e combattenti, il Partito liberale, il Partito monarchico liberale, il Partito liberale nazionalista, il Partito costiituzionale, il Partito liberale costituzionale, il Partito di concentrazione costituzionale ed il Partito di liberali indipendenti [3].

Nel 1915 Agostino Cavallari si trasferisce con la famiglia in una casa con giardino sita in Vicolo della Scimmia, 8. Questa strada è una traversa, a fondo chiuso, di via Bellaria (in direzione di Corso Giovecca) fatta di case monofamiliari con cortili ed orti.

La zona è molto tranquilla ed i giardini permettono ai bambini di giocare liberi. Questo vicolo sbuca su via Bellaria proprio di fronte alle Scuole Elementari Guarini dove (credo) fosse stata trasferita Maddalena Comaschi. Immagino che questo trasferimento fosse dovuto alla comodità di abitare vicino a dove si insegnava dato che c'erano da accudire ben sette figli.

Il 24 maggio 1915 scoppia la Prima Guerra Mondiale. Agostino Cavallari ha già una certa età, sette figli ed un lavoro di una certa importanza per cui non viene richiamato e lo scoppio della guerra ha pochi effetti sulla sua vita quotidiana. Vengono invece chiamati alle armi i suoi due fratelli più giovani: Augusto e Luigi.

Nel marzo del 1920 Agostino Cavallari non si sente bene ma non sembra nulla di grave. Si mette a letto ma in pochi giorni peggiora e il 23 marzo 1920, muore a soli 48 anni di età. La causa della morte è stata una polmonite ma l'evento scatenante potrebbe essere stata la tremenda influenza spagnola che in quegli anni devastò l'Europa appena uscita dalle rovine delle Prima Guerra Mondiale.
E' vero però che 1920, in Italia, l'epidemia stava ormai terminando e quindi può darsi che, visto il periodo dell'anno, la polmonite fosse dovuta al peggioramento di una semplice infreddatura.

Orazione funebre di Agostino Cavallari, scritta da Giovanni Bedani, (24 marzo 1920) - prima pagina   Orazione funebre di Agostino Cavallari, scritta da Giovanni Bedani, (24 marzo 1920) - seconda pagina   Orazione funebre di Agostino Cavallari, scritta da Giovanni Bedani, (24 marzo 1920) - terza pagina

La notizia della morte improvvisa di Agostino Cavallari suscita scalpore anche a Pontelagoscuro dove era vissuto per tanti anni e Giovanni Bedani, che è tipografo presso la fabbrica di saponi pregiati Chiozza & Turchi ma che, oltre a suonare la grancassa nella banda del paese, si diletta di lettere ed ha pubblicato una Storia di Pontelagoscuro che raggiungerà le tre edizioni, scrisse un'orazione funebre per annunciare ai suoi concittadini quanto era accaduto e ricordare Agostino Cavallari.

Cittadini!

Stamane nella generale costernazione si sparse in paese la ferale notizia della avvenuta morte in Ferrara del tanto compianto cittadino

Agostino Cavallari

Nacque il Cavallari a Pontelagoscuro da distintissima e cospicua famiglia. A differenza dei suoi fratelli preferì seguire le tradizioni del padre suo dedicandosi con passione ed attitudine al commercio ove si dimostrò espertissimo acquistandosi ben presto la considerazione e la stima di quanti ebbero con Lui il disbrigo degli affari.

Ancora giovanissimo per intelligenza e maestria molto si fece distinguere nell'occupare la carica di esperto ed attivo amministratore facendo parte per moltissimi al Consiglio Direttivo di questo nostro Sodalizio Operaio di M.S.; e quando i suoi interessi lo costrinsero ad abbandonare il proprio paese per venire ad abitare questa città per meglio esplicare il suo commercio, vuole pur sempre rimanere quale socio benemerito di questa nostra provvida associazione che qui rappresentiamo.
A Lui che ci fa di sapiente guida per diverso tempo, e quale espertissimo maestro, buono ed onorevole, rivolgiamo in quest'ora di mestizia e di dolore un pensiero ed un palpito di profonda gratitudine, nonché un mesto e riverente saluto.
Il Cavallari fu pure per parecchi anni Delegato Comunale della nostra industriosa frazione che seppe acquistarsi la benevolezza e la simpatia di tutta la cittadinanza.
Noi ricordiamo anche in Lui la serena tolleranza in opinioni nel campo politico, benché autentico liberale combatté molte aspre battaglie per il partito costituzionale riuscendo quasi sempre vittorioso.
Davanti alla scomparsa di uomini come Agostino Cavallari si piange rievocando nell'intimo del cuore tutto ciò che li rese cari quasi per richiamarli in vita.

Adorava la sua famiglia dalla quale era riamato con profonda devozione; alla signora che gli fu compagna fedele, ai teneri suoi figli, alla desolata sua madre, agli amorevoli suoi fratelli mandiamo in questo istante di supremo dolore l'espressione del nostro più vivo cordoglio, ed il ricordo del povero estinto riesca ad effondere un poco di balsamo sullo strazio infinito delle loro anime.

24 Marzo 1920

GBedani

Dopo la morte di Agostino, per la sua famiglia si presenta anche il problema economico. Si pensava infatti di non avere molti problemi ma quando vengono liquidate le attività commerciali di Agostino Cavallari si vede che la situazione economica era molto meno florida di quanto si supponesse.

Da mio padre non ho mai sentito racconti dettagliati di questa vicenda se non che, dopo la morte di suo padre, si sono trovati molto più poveri di prima ma da un mio cugino, figlio della primogenita di Agostino Cavallari che, all'epoca della sua morte improvvisa, aveva già 18 anni, ho sentito una storia che spiegherebbe meglio la vicenda.

Bisogna sapere che Agostino Cavallari aveva un socio per cui, dopo la sua morte, la società fu divisa e sembra che questo socio (del quale non so il nome) si sia appropriato di parte dei capitali della società facendola risultare molto meno ricca di quello che era. A quell'epoca non si teneva una contabilità accuratissima e molti affari si facevano ancora sulla parola con una stretta di mano.

A quanto si diceva nella famiglia Cavallari, sembrerebbe che costui, per calcolare l'attivo ed il passivo della società, abbia accuratamente segnato tutti i debiti che risultavano sia da scritti che da accordi verbali ed abbia tralasciato di segnare molti crediti che, essendo nati da una stretta di mano, non risultavano nei libri contabili in modo da diminuire la parte che doveva dare agli eredi di Agostino ed incassare poi successivamente gli altri crediti quando la società sarebbe stata tutta sua.

Non avendo nessun dato preciso e nemmeno il nome del socio, non so se queste affermazioni siano vere o se si trattasse di una semplice diceria.

Agostino Cavallari viene sepolto nella Certosa di Ferrara.


[1] - La tramvia elettrica che assicurava il collegamento fra Pontelagoscuro e Ferrara fu inaugurata solo il 23 marzo 1912.   <<

[2] - Umberto Ferrari - Guida commerciale della provincia di Ferrara, anno 1913 - Camera di commercio - Stab. Tipografico Ferrarese - Ferrara, 1913.   <<

[3] - Francesco Leoni - Storia dei partiti politici italiani - Alfredo Guida Editore - Napoli, 2001.   <<


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