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Le ricerche fatte da Giuseppe Cavallari


Premessa

Quando ho scritto questa pagina del mio sito mi sono basato su quanto avevo appreso, molti anni fa, quando ho incominciato ad interessarmi ai miei antenati e sono stato alla chiesa ricostruita di Pontelagoscuro dove mi è stato detto che l'Archivio Parrocchiale era andato pressoché distrutto nel bombardamento della Chiesa e che si erano salvati solo alcuni volumi che ho potuto consultare.
In pratica, prima della metà dell'800 c'erano solo due volumi di battesimi dal 1764 al 1826. Li ho sfogliati accuratamente segnandomi tutti i dati che mi interessavano e poi ovviamente non ci sono più tornato.

Poi, quando ho cominciato a pubblicare le pagine del mio sito, mi ha scritto una persona di Pontelagoscuro dicendomi che, nel settembre del 2006, a Pontelagoscuro vi sarebbe stata la presentazione di un DVD sulla storia illustrata del paese. Ci sono stato ed ho conosciuto alcuni appassionati di storia locale: Walter Ferrari, autore del DVD e grande esperto della storia di Pontelagoscuro, Giacomo Savioli, autore di molti articoli e curatore di due libri su Pontelagoscuro e Leonardo Bellinazzi, esperto e gestore dell'Archivio Parrocchiale.

Quest'ultimo mi ha chiesto quanti anni prima ero stato a consultare l'Archivio Parrocchiale e quando lo ha saputo, mi ha detto che erano stati ritrovati alcuni volumi e che se volevo potevo contattarlo per andare a vederli.
Appena ho potuto ci sono andato ed ho visto che quello che era stato ritrovato non era solo qualche volume ma una grossa messe di materiale con moltissimi libri anche del 1600.

Ho chiesto come erano stati ritrovati e mi ha detto che erano in una cassa che si trovava nel campanile della chiesa ricostruita.
Dato che, durante la guerra, gli abitanti del borgo erano sfollati ma il parroco di allora era rimasto, nessuno sapeva che costui aveva salvato l'Archivio prima che la chiesa fosse colpita. Il parroco (Don Cavallini) è sopravvissuto ai bombardamenti ma dopo la guerra è stata ricostruita prima la chiesa e vario tempo dopo la canonica, quindi deve aver portato la cassa con l'archivio nel campanile per averlo a portata di mano in attesa che venisse costruita anche la canonica.
Evidentemente poi ha avuto parecchio di fare (anche perché la nuova canonica ha anche subito un incendio) e non ha mai ripreso dal campanile la cassa con la parte antica dell'Archivio. Successivamente facendo ordine la cassa è stata aperta e l'Archivio ritrovato.

Su quei volumi, prima della guerra, il fratello di mio nonno fece una ricerca sui miei antenati. Benché ne abbia chiesto notizie ai suoi discendenti, nessuno mi ha saputo dire che fine avesse fatto o cosa contenesse. Ho sempre sperato che questa ricerca saltasse fuori ma non avrei mai immaginato che invece sarebbe saltato fuori l'Archivio perduto!

Ora sto esaminando la grande mole di dati contenuta nell'archivio ma non sono ancora arrivato a ricostruire la perduta ricerca fatta dal fratello di mio nonno. Le seguenti considerazioni rimangono quindi valide in attesa di scoprire quanto in esse ci sia di giusto e quanto di sbagliato.

Per ora ho visto che nel XVII secolo a Pontelagoscuro vi erano ben pochi Cavallari mentre erano molti i Cavallari che vivevano sulle terre subito ad est di Pontelagoscuro che dipendevano però dalla Parrocchia di Francolino. Per quanto riguarda il ramo degli antenati di Elisabetta Cavallari, che sposò un Cavallari del ramo principale, ho avuto la prova, dal testamento di Don Antonio Cavallari del 1796 [1], che derivasse da questi Cavallari.

Avendo letto un interessantissimo libro sulla storia di Francolino pubblicato da Don Giovanni Stegani nel 1936 [2] ed avendo visto che lo Stegani appare un valido storico che, per tanti anni, si è occupato di Francolino e delle parrocchie vicine, ho pensato che potrebbe darsi che lo zio Beppino per fare le sue ricerche, ora perdute, si fosse rivolto proprio allo Stegani o anche che potrebbe aver semplicemente letto un articolo, riguardante i Cavallari, su uno dei Bollettini Parrocchiali dei quali, però non ho ancora avuto modo di consultare la collezione.

La ricerca delle ricerche

Quando, molti anni orsono, ho iniziato a raccogliere dati sulla mia famiglia come prima cosa, mi sono rivolto ai miei parenti più anziani per raccogliere le loro conoscenze.

Ho così appreso che il fratello di mio nonno, Giuseppe Cavallari (1875-1951), prima della II guerra mondiale, aveva fatto o fatto fare delle ricerche sui Cavallari. Mi sono subito reso conto che i dati raccolti dallo zio Beppino (come lo chiamava mio padre) erano estremamente importanti in quanto, se avessi potuto consultarli, non solo il mio lavoro sarebbe stato agevolato ma soprattutto avrei avuto accesso a dati raccolti quando si potevano avere a disposizione molti più documenti di quelli che si possono consultare oggi dato che il paese di Pontelagoscuro, compresa la chiesa, è andato pressoché distrutto dai bombardamenti della II guerra mondiale e che dell'Archivio Parrocchiale è sopravvissuto solo qualche volume.

Però nessuno mi sapeva dire dove trovare queste ricerche e nessuno si ricordava di cosa avesse trovato Giuseppe Cavallari. Sono anche andato a trovare a Bondeno Elsa Lambertini, nuora del defunto zio Beppino, per scoprire se avesse qualche notizia in più. Purtroppo non è stata in grado di illuminarmi sulla fine che hanno fatto le ricerche dello zio Beppino (o anche se e da chi le avesse fatte fare).

Quello di non suscitare l'interesse dei propri parenti è purtroppo il destino di molti genealogisti che trovano più soddisfazione nel parlare delle proprie ricerche ad altri genealogisti che ai propri parenti che, di solito, non hanno la minima curiosità di conoscere il nome dei propri antenati diretti.

Le persone, in genere, conoscono il nome di qualcuno dei bisnonni, magari quelli dei quali hanno visto una volta la tomba da bambini, hanno conosciuto personalmente i nonni ed amano i propri genitori ma poi queste informazioni non vengono tramandate ai figli ed i nipoti che le ignorano.
Nessuno pensa che il nonno che ha conosciuto da bambino ha, a sua volta, conosciuto suo nonno che forse gli raccontava delle favole e delle storie. Ebbene, di solito, di costui si ignora tutto: non solo non si sa dove sia vissuto, cosa abbia fatto e dove sia finito ma non si conosce nemmeno che nome abbia avuto.
La maggior parte delle persone, magari curiosissime sulla vita delle persone famose, non ha il benché minimo interesse a conoscere queste cose e se, per caso, qualcuno gliele racconta, se le dimenticano all'istante.

Le scarne informazioni disponibili

L'unico fra i miei parenti che avevano conosciuto Giuseppe Cavallari che fu in grado di darmi notizie sul contenuto delle sue ricerche è stato mio padre che aveva qualche vago ricordo di ciò che gli aveva detto suo zio Beppino.

Si ricordava che il più vecchio antenato trovato aveva un nome che assomigliava ad Amedeo ma che non era Amedeo e che costui non faceva un lavoro che riguardava i cavalli (forse era macellaio ma ne non era sicuro).

Inoltre si rammentava che lo zio Beppino raccontava come cosa curiosa che i Cavallari, considerati facenti parte delle più antiche famiglie di Pontelagoscuro, in realtà non erano sempre stati a Pontelagoscuro ma provenivano da Ancona.

A causa di altri dati che stavo allora raccogliendo la provenienza da Ancona mi lasciava perplesso ma mio padre diceva di essere sicuro di questo dato e ad ulteriore riprova (anche se scarsamente valida) raccontava che, quando lavorava in banca, aveva conosciuto una signora di Ancona che si chiamava proprio Cavallari.

Col passare del tempo e con l'aumentare delle ricerche questi dati si sono dimostrati molto probabilmente esatti ed è quindi possibile fare alcune interessanti osservazioni su queste scarne informazioni.

La provenienza da Ancona

All'epoca delle mie prime ricerche leggevo regolarmente il giornale Voce di Ferrara, notiziario della chiesa ferrarese, su cui vi era sempre almeno un articolo di interesse storico su Ferrara e sul suo circondario.

In quel periodo erano stati pubblicati vari interessanti articoli sulla storia di alcune parrocchie della provincia di Ferrara. Su Pontelagoscuro non trovavo niente ma leggendo quella relativa alla parrocchia di Cona notavo che nell'articolo del 15 Novembre 1975, a firma Udilio Zappaterra, si citava l'elenco delle famiglie qui viventi fra il 1620 ed il 1650 e tra le altre anche i Cavallari.

Questo fatto mi mise il dubbio che mio padre avesse capito male lo zio Beppino e che invece di dire che provenivamo da Ancona potesse aver detto da Cona. C'è anche da tener presente che Cona è sul corso del Po di Volano su cui una volta c'era un forte traffico commerciale spostatosi poi sul Po Grande a causa del continuo interrarsi del Po di Volano.
A Cona vi era anche un sostegno del fiume e cioè un punto con chiuse che permettevano ai barconi di superare zone con mulini e prese di forza. Quindi se i Cavallari si occupavano giÓ di trasporti lungo i fiumi si spiegherebbe anche il perché del trasferimento da Cona a Pontelagoscuro.
Inoltre una delle ipotesi possibili per spiegare l'origine del nome e la sua straordinaria frequenza nel ferrarese era di farla derivare dal mestiere del proprietario o del conduttore dei cavalli che tiravano i barconi che risalivano i fiumi, cosa che ben si legava a Cona ma non ad Ancona.

Successivamente ho riscontrato che, per tutto il 1800, ad Ancona vi erano numerosi Cavallari (Arturo nato nel 1855, Maria 1882, Corrado 1883, Bianca 1885 e Vittoria 1887 [3] e Gino nato nel 1884 a Monterado in provincia di Ancona [4]) ed ho trovato che a Senigallia vi è tutt'ora una insolita concentrazione di Cavallari.
Anche l'ipotesi di far derivare il cognome Cavallari dal mestiere del proprietario o del conduttore dei cavalli che tiravano i barconi che risalivano i fiumi è poi caduta come spiego nella pagina sulla Origine del cognome Cavallari.

Però quello che ora mi permette di affermare, con quasi assoluta sicurezza, che era giusto quanto sostenuto da mio padre e cioè che i Cavallari nostri antenati provenivano da Ancona è che proprio da Ancona e Senigallia, dal 1628 al 1680 [5], furono fatte grosse spedizioni di grano verso il ferrarese recentemente acquisito dallo Stato Pontificio. Il commercio del grano continuò poi per tutto il secolo seguente quando da Pontelagoscuro passava anche il grano destinato al bolognese.

Proprio in questo periodo il numero degli abitanti e l'importanza di Pontelagoscuro come porto commerciale crebbero grandemente, ricordiamo che la costruzione della famosa via Coperta fu iniziata nel 1648 e che i magazzini sovrapposti alla via Coperta ed utilizzati per il deposito del grano furono aggiunti nel 1671 [6].

Per di più ho trovato traccia di due Cavallari ad Ancona nel 1634 cioè pochi anni prima del grande sviluppo di Pontelagoscuro. Si tratta di Matteo Cavallari citato l'11 luglio 1634 per una vertenza con tal Giovanni Curti e che è nuovamente citato il 20 settembre dello stesso anno, assieme a Giovanni Francesco Cavallari e Filippo Cavallari, per una vertenza con tal Oliviero Valsecchi di Lorenzo [7].

E' curioso che Giovanni Francesco sia anche il nome del più antico Cavallari, sicuramente mio antenato, del quale conosco il nome (ed anche del più antico Cavallari di Comacchio che abbia, finora, individuato [8]) ma i circa settanta o ottanta anni che dividono questo Giovanni Francesco Cavallari dalla nascita del mio antenato impediscono di supporre una qualche parentela.

Il nome Amedeo

Un altro punto da chiarire era il nome simile ad Amedeo ma che non era Amedeo. Quale potrebbe essere questo nome?
Nomi simili ad Amedeo sono Amodeo ed Amodio che però sono pochissimo diffusi come nomi mentre è più frequente trovarli come cognomi.
Abbiamo poi Asmodeo. Questo è sicuramente un nome ma è anch'esso pochissimo diffuso per la semplice ragione che è il nome di un diavolo!
C'è ancora Armodio nome classico (Armodio e Aristogitone furono chiamati i tirannacidi per aver ucciso Ippia, tiranno di Atene) che però non assomiglia poi tanto ad Amedeo.

Sembrerebbe di non poter dare nessuna risposta ma esiste ancora un nome, anch'esso poco diffuso, che potrebbe essere quello giusto. Il nome è Emidio ed il motivo per cui è probabile che sia quello che aveva sentito mio padre è che si tratta del Patrono della città di Ascoli Piceno. La Giostra della Quintana che si tiene tutt'ora risale proprio alle feste di Sant'Emidio tenute fin del XIV secolo.

Ascoli Piceno non è Ancona ma è sempre nelle Marche e se i Cavallari, abitavano ad Ancona appare del tutto logico che uno di loro avesse preso il proprio nome da qualcuno, magari un nonno materno, proveniente da Ascoli Piceno.

Ho anche trovato la citazione di un Emidio Cavallari che aveva una locanda ma sia il luogo (Portomaggiore) che il tempo (1854) sono lontani dal mio possibile antenato proveniente da Ancona [9].

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[1] - Archivio di Stato di Ferrara - Archivio Notarile - Notaio Contughi Scannabecchi Carlo - M. 1685, p. 2 (1797 - 1804 Testamenti).   <<

[2] - Giovanni Stegani - Cenni storici di Francolino - S. A. Industrie Grafiche - Ferrara 1936 - (ristampa anastatica a cura della Pro Loco di Francolino - Litografia Tosi - Ferrara, 2003).   <<

[3] - Sito genealogico della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni: FamilySearch.   <<

[4] - Dionisio Petriella e Sara Sosa Miatello - Diccionario Biográfico Italo-Argentino - Asociación Dante Alighieri de Buenos Aires.   <<

[5] - Werther Angelini - Economia e cultura a Ferrara dal '600 al tardo '700 - Edizioni Argalia - Urbino, 1979.   <<

[6] - Giovanni Bedani - Memorie storiche di Pontelagoscuro - Ferrara 1905.   <<

[7] - Archivio di Stato di Ancona - Indice delle pergamene - Protonotaro Marco Antonio Franciotti - M. 497, M. 499.   <<

[8] - Sito dei Fantini brasiliani: Família Fantini   <<

[9] - Cav. Achille Gennarelli - Il Governo Pontificio e lo Stato Romano - Parte seconda - Tipografia F. Alberghetti e C. - Prato, 1860.   <<


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