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Andrea Cavallari - Vacanze dedicate, tutte o in parte, alle immersioni subacquee


1990 - Vulcano

Nel 1990 siamo tornati alle isole Eolie per una lunga vacanza e questa volta abbiamo scelto Vulcano. Dato che volevo dedicare abbastanza tempo alle immersioni subacquee mi sarei voluto procurare una muta leggera ed una custodia per fare le foto sott'acqua ma i giorni a mia disposizione prima della partenza sono stati troppo pochi per avere il tempo di fare molto.

Inoltre la custodia sembrava proprio potesse saltar fuori ma non è arrivata in tempo così tutto quello che ho comprato di nuovo è stato un un corpetto sottomuta da 3 mm. bifoderato della Mares che speravo di poter usare anche da solo.

Una volta a Vulcano sono andato subito in acqua con il mio nuovo corpetto tenuto fermo in vita dalla cintura dei piombi. L'acqua non è fredda ma all'inizio sembra di non indossare alcun indumento protettivo ma poi l'acqua entrata nella muta si scalda e si sente la comodità di avere schiena e pancia al caldo.

Il fondale a prima vista non sembra eccezionale ma osservando bene ci sono parecchie cosette interessanti. Giro in lungo ed in largo, l'acqua è incredibilmente limpida, il fondo continua per un po' a scendere simile a sopra ma con zone sabbiose più ampie e poi scende decisamente a picco.

Il mare a Vulcano nelle EolieI massi sono ricoperti da alghe lunghe con filamenti bianchi; di posidonie ce ne sono poche. I pesci sono i soliti di questi tipi di fondali, molto colorati, ci sono folti gruppi di castagnole e ne vedo anche di quelle di meno di due mesi di età, ancora color blu elettrico.
Ci sono triglie e qualcuna di quelle grandi stelle di mare rosse. Di pesci grossi ne vedo pochissimi, ci sono però vari sub che girano coscienziosamente col fucile in mano e l'attrezzatura completa ma non vedo nessuno riportare a galla dei pesci.

Verso riva però vedo una cosa bellissima: due meduse una grande ed una piccola. Hanno la parte inferiore circa cilindrica con moltissime punte che escono simili a grossi corni di lumaca, sono tutte bianche con le punte dei corni blu, la testa invece anziché essere a forma di cupola come nelle altre meduse è composta di una specie di disco color gomma che si muove avanti ed indietro permettendo all'animale di avanzare.

Questo disco ricorda moltissimo la ventosa di gomma per spurgare i lavandini ma quello che è più interessante è che, vicino alla più grande, staziona un folto gruppo di pesciolini che non abbandona la medusa e vive sempre nei suoi pressi. Sono pesciolini piccoli, di colore chiaro e dall'aria delicata [1].

Abbiamo conosciuto un'altra coppia (Enzo e Giulia) che due figli: Cristiano che ha l'età di nostro figlio ed Alberto che è più piccolo.
Andiamo così tutti assieme alle Sabbie nere cioè alla spiaggia di Ponente che è molto bella con sabbia ed ombrelloni e quindi adatta ai bimbi ma che ha la caratteristica di essere formata da sabbia nerissima. La sabbia nera che si attacca ai bambini bagnati fa un effetto strano: sembrano tutti incredibilmente sporchi.

Io resto un po' al sole a chiacchierare, poi mi infilo il mio giubbino e le pinne e faccio una lunga nuotata. Arrivo prima allo scoglio delle Sirene che non è affatto vicino e poi proseguo fino ad un secondo scoglio più piccolo e più lontano e torno costeggiando la riva.

Nella zona sabbiosa non si vede niente, l'acqua è limpida ma il fondo è tutto nero ma vicino agli scogli vedo molti pesci tra i quali gruppetti di castagnole giovani color blu elettrico.
Vedo anche un Cinto di Venere, si tratta di uno ctenoforo (di consistenza simile ad una medusa) molto simile ad una cintura, è trasparentissimo e non sembra nemmeno possa trattarsi di un essere vivente. Tornando sottocosta vedo altre meduse molto belle come quelle viste ieri.

Un giglio marino cresce direttamente dalla nera sabbia lavicaUna cosa molto bella che si può vedere nei punti meno frequentati delle spiagge di Vulcano sono i gigli selvatici. Si tratta di gigli bianchi profumatissimi, dai petali un po' strani, come leggermente appuntiti. Le piantine non sono tanto alte e portano ognuna due o tre steli ma la cosa più incredibile è che sorgono direttamente dalla sabbia nera, il contrasto è evidentissimo.
I fiori sono in vari stadi di maturazione, alcuni sono ancora belli, altri già sfioriti, altri ancora hanno formato il frutto, una specie di bacca o palla verde ripiena di semi neri di media dimensione. Per alcuni sono un po' il simbolo di Vulcano, li avevamo infatti notati in cartoline e sulla copertina di guide turistiche.

Nel residence a Vulcanello dove stiamo noi c'è la piscina ed i bambini vi sguazzano spesso sorvegliati dalle mamme così io posso scendere in mare e fare lunghe nuotate con le pinne lunghe ed il mio corpetto di neoprene.

Le cave di pomice a Lipari sembrano montagne innevateIl panorama sottomarino è il solito, vedo però molti banchi di pesci, ce ne sono di pesci piccoli ed anche di più grandi, noto molte salpe dal caratteristico occhio arancione.
Vedo anche dei pescetti sconosciuti, tutti verdi con la testa, la coda ed una striscia laterale blu. Arrivo molto oltre l'Hotel Arcipelago e mi piacerebbe arrivare fino all'istmo che divide Vulcanello da Vulcano, superarlo a piedi e tornare dall'altro lato ma le pinne mi fanno male ai piedi e ci rinuncio.

Facciamo anche varie escursioni sia attorno a Vulcano che a Lipari ed a Panarea. Solo quest'ultima ha però interesse per un subacqueo anche se la gita alle cave di pomice di Lipari è molto curiosa.

A Panarea ci siamo andati con un grosso motoscafo carico di turisti che ci ha scaricati direttamente a Calajunco e già dal mare si vede che si tratta di un posto stupendo.
Si tratta di una cala dall'acqua limpidissima con qualche scoglio da un lato e circondata dall'altro da un semicerchio di rocce a picco sul mare. Il semicerchio è però strettissimo e piatto in cima.

Qui è prevista una lunga sosta e ci invitano a prendere solo l'indispensabile e a lasciare il resto. Abbiamo tutto nello zaino e me lo carico in spalla.
La barca però non arriva a riva ma poco distante e bisogna scendere in acqua per una stretta passerella calata dalla prua dell'imbarcazione. L'acqua è bassa ma sotto ci sono scomodi sassi e camminarci a piedi scalzi con lo zaino sulla schiena senza farsi buttare per terra dalle onde non è facile.

Il villaggio preistorico sul promontorio del Milazzese a PanareaA riva c'è una spiaggia, sempre di sassi con varia gente che fa il bagno ma per prima cosa saliamo per una serie di gradoni per vedere il panorama ed il villaggio preistorico che sorgeva sul semicerchio di rocce.
Dall'alto la vista è superba ed ancora migliore che dal mare. Del villaggio preistorico restano solo le basi in pietra delle capanne circolari ma si capisce bene com'era fatto. E` del XIV secolo avanti Cristo ed era un avamposto miceneo.

E` stato costruito sul semicerchio di rocce in quanto facilmente difendibile perché a picco da tutti i lati e con un unico ingresso estremamente stretto. Questo però non gli ha evitato di essere conquistato e distrutto dagli Ausoni, una popolazione giunta dal continente. Cerco di immaginarmi come doveva essere la vita dei suoi abitanti, lontanissimi dal loro paese ed in mezzo ad altre genti quasi sconosciute, con il mare come unica strada per tornare a casa.

Si torna di sotto e si fa il bagno, io giro con la maschera intorno ai vari scogli ammirando il fondale attraverso l'acqua limpidissima. Vedo molti pesci tra i quali anche salpe ed aguglie e raccolgo una conchiglia, si tratta di un'Orecchia di San Pietro (Haliotis tubercolata).

Torno poi a riva a prendere mia moglie perché voglio far ammirare anche a lei i fondali. Si mette la mia maschera e la tiro facendola appoggiare alle mie spalle. Arriviamo fino allo scoglio più vicino e così può vedere qualcosa di bello anche lei.

Intanto a riva succede un certo trambusto e vediamo una ragazza annaspare ed alcuni che la soccorrono. Pensiamo si tratti di qualcuno che non sa nuotare bene e che si sia spinto dove non tocca ma poi vediamo che tutti si affannano a toglierle qualcosa di dosso e capiamo deve essere stata pizzicata da una medusa.
Riaccompagno a riva mia moglie che, memore di quanto le è successo nel 1982 è giustamente preoccupata e giro un po' nella zona dell'accaduto guardandomi intorno ma senza vedere alcuna traccia di meduse.

Vedo invece una strana conchiglia a forma di lumaca di colore viola, o meglio un color lilla carico [2]. Se ne sta appesa a testa in giù alla superficie del mare sfruttando la tensione superficiale dell'acqua.
Appena la stacco prendendola in mano emette delle bolle, evidentemente per cercare di risalire alla superficie dove attaccarsi a testa in giù.

Intanto dalla barca coll'altoparlante invitano a risalire per partire. Mi affretto a riva, raccogliamo rapidamente le nostre cose e risaliamo sulla barca.
Mia moglie mi spiega le caratteristiche delle ustioni dovute alla medusa: sono lunghe e sottilissime come delle frustate. Dalla descrizione sembrerebbe trattarsi di una fisalia, detta anche caravella portoghese, si tratta però di una specie molto rara nel mediterraneo, velenosa come un cobra.
Certo che la presenza della conchiglia di un tipo che vive in mare aperto e che assomiglia molto ad un'altra conchiglia predatrice proprio della fisalia permette di non scartare questa possibilità.

Al ristorante 'Da Pina' a Panarea nel 1990Decidiamo di andare a pranzo al ristorante Da Pina di cui abbiamo sentito parlar bene sia dall'equipaggio della nostra barca sia dai milanesi sbarcati stamattina a Panarea.

Nel tavolo vicino al nostro c'è l'intero equipaggio della nostra barca, ne approfitto per spiegare il tipo dei pizzichi fatti dalla medusa e chiedere come la chiamino loro. Mi lasciano parlare e dicono di aver capito benissimo ma quando chiedo Come chiamate voi questo tipo di medusa?, mi rispondono Medusa (!).

Si parla a lungo con la padrona che ci racconta un po' di pettegolezzi sui Vip che frequentano il suo locale e che mangiano, stupidamente, solo aragosta e champagne. Chi mangia poco, snobba il suo cibo o vuole solo aragosta e champagne disdegnando gli altri manicaretti colpisce il suo orgoglio di cuoca.

Poi facciamo due passi per il paese ed incontriamo la ragazza che è stata pizzicata dalla medusa e che stanno curando con applicazioni di pietre calde. I segni che ha sulla schiena e che le girano intorno sono del tutto simili a ustioni fatte con un filo rovente e mi fanno pensare che si tratti proprio di una fisalia o per lo meno di qualche altra medusa molto simile alla fisalia [3].

Una vacanza a Vulcano non è completa se non si fa il bagno nel lago di fango e nel mare poco distante, reso caldo dal ribollire delle fumarole. Io l'ho già fatto nel 1982 e quindi per me non è una novità ma a chi lo fa per la prima volta fa un discreto effetto. Ho però l'impressione che sul fondo ci sia molto meno fango dell'altra volta, c'è anche un cartello che proibisce di portar via il fango anche semplicemente spalmandoselo addosso quando si esce, segno che effettivamente va diminuendo.

A Vulcano l'odore di zolfo e le fumarole calde sono di casa e chi come noi è salito sulla cima del vulcano di Vulcano conosce bene i fitti fumi sulfurei e le rocce ricoperte di piccoli cristalli di zolfo (e più sono gialle e più scottano) ma i turisti a bagno nel lago di fango caldissimo sono uno spettacolo unico: sembra una scena dell'Inferno di Dante.
L'unica incongruenza è che indossano dei costumi da bagno, ricordando le tavole del Dorè ci si aspetterebbe di doverli vedere tutti nudi!

A bagno nel lago di fango bollente     In cima al vulcano di Vulcano

Quando ci siamo cotti per bene e ci siamo stancati della tremenda puzza di zolfo, ci trasferiamo tutti in mare a poche decine di metri dove l'acqua ribolle continuamente ed è calda. Bisogna stare attenti a quello che si appoggia per terra perché è caldo e non poco anche il terreno ma ci sono anche delle ondine e dei bei sassoni sott'acqua che rendono difficoltoso spostarsi.

C'è parecchia gente ed i punti migliori dove le bolle che sgorgano dal fondo sono più grosse e violente, sono appetiti e tenuti a lungo da chi si piazza sopra. Vedere queste persone sedute, in poca acqua, proprio sopra i soffioni che emettono bolle mostruose, è molto buffo in quanto dà l'impressione che più che di soffioni sottomarini si tratti di una tremenda indigestione di fagioli. Si resta un bel po' poi ci si asciuga ma ci rimane addosso una bella puzza di zolfo.

Nel caso leggessero queste pagine saluto Giulia, Enzo, Cristiano ed Alberto così come saluto Carmelo, il bravissimo animatore che ci ha allietato durante la prima settimana di soggiorno.


[1] - La medusa che ho visto è una Cotylorhiza tubercolata. I piccoli pesciolini che vivono nei suoi pressi sono avannotti di varie specie fra i quali anche quelli di ricciola che poi, da adulti, possono raggiungere i due metri di lunghezza.   <<

[2] - Si tratta della Janthina nitens, una specie che vive in alto mare.   <<

[3] - In effetti quando, molti anni dopo, ad un mio collega, che faceva wind-surf in Brasile, è accaduto di cadere proprio sopra una fisalia, le ustioni che ha riportato e che erano ancora ben visibili quando è tornato in Italia erano del tutto simili a quelle riportate da questa turista.   <<


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