Ho frequentato l'intero ciclo delle elementari presso la scuola Alfonso Varano in via della Ghiara a Ferrara dall'anno scolastico 1955/56 al 1959/60.
Per i primi tre anni ho avuto come maestra la signora Callegarini Rossi, in quarta elementare il maestro Cucchi ed in quinta il maestro Ivano Trentini.
A quell'epoca, fin dalle elementari, dagli studenti si pretendeva molto ma c'è da dire che gli insegnanti erano preparatissimi perché, a loro volta, avevano frequentato scuole severe.
Tra l'altro quelli della mia età sono stati gli ultimi a sostenere l'esame in terza elementare (sostituito da uno in seconda, ben più facile) e l'esame di ammissione alle medie (era un ulteriore esame da sostenere subito dopo quello di quinta elementare per essere ammessi alle Scuole Medie) che fu poi abolito.
Abbiamo anche fatto alcune cose che, per allora, erano all'avanguardia. Ad esempio in quarta abbiamo seguito un corso di educazione stradale e siamo stati dotati dal Comune di cinture e bandoliere bianche da mettere sul grembiulino nero (che allora indossavano tutti gli scolari maschi) per fermare il traffico, con tanto di paletta, quando gli scolari uscivano dalla scuola.
Anche se il traffico era allora inesistente eravamo molto orgogliosi della paletta e delle nostre divise da vigile.
Successivamente, ripensando a quell'epoca, mi sono molto stupito dell'organizzazione dimostrata fornendo anche cinture e bandoliere bianche a misura di bimbo finché non ho scoperto che, molto probabilmente, quello che abbiamo indossato non erano altro che parti delle vecchie uniformi di balilla!
In quinta giocavamo a basket (che allora si chiamava solo pallacanestro) e le interrogazioni si svolgevano in uno strano modo ispirato a Lascia o Raddoppia e a Campanile Sera (due trasmissioni di quiz seguitissime) che aveva il pregio di far studiare anche i più somari.
Infatti la classe era divisa in quattro squadre permanenti e chi veniva interrogato poteva scegliere il grado di difficoltà della domanda che valeva da uno a tre punti che venivano dati o tolti alla squadra a seconda della risposta giusta o sbagliata.
Accadeva così che anche i più svogliati studiavano per cercare di portare a casa almeno un punticino ed i più bravi, che di solito sono malvisti dai compagni, quando portavano a casa i tre punti erano osannati come un campione di calcio.
Sempre in quinta abbiamo iniziato anche a fare delle gite scolastiche: il 16 ottobre del 1959 siamo stati portati in pullman a vedere le bestie feroci del circo Togni ed il 27 dello stesso mese, in più classi e su due pullman, abbiamo fatto quella che veniva definita una gita scolastica a carattere geografico e che prevedeva il seguente itinerario: Ferrara - Bologna - Passo della Raticosa - Imola - Ravenna - Ferrara.
Con il tempo non siamo stati fortunati ma ricordo ancora il tratto sull'Appennino dove ho apprezzato particolarmente il panorama che si vedeva da una strada che correva lungo il crinale di una collina. La grande speranza di tutti però era che, alla mattina, arrivasse una corriera rossa anziché blu e che si salisse su quella.
Bisogna infatti sapere che allora era ben pochi gli autonoleggi di corriere per scopi turistici per cui, per le scuole, venivano utilizzate delle corriere che normalmente svolgevano servizio pubblico e che avevano dei colori fissi secondo l'utilizzo: quelle in servizio urbano erano bicolori, verde bandiera sotto e verde veronese sopra, mentre quelle extraurbane erano tutte blu. Esistevano poi delle rare corriere che facevano dei tragitti sulle lunghe distanze che erano invece rosse per cui salire su di una di queste era un avvenimento raro.
Riguardando le vecchie foto di allora mi vengono in mente vari nomi (Acerbetti, Altieri, Bassi, Curzola, Gulinelli, Magri, Pesaro), alcuni volti mi sono invece familiari ma non sono in grado di abbinarvi un nome. Se poi sfoglio i quaderni di quel tempo trovo citati dei nomi che non ricordo più (Bendoni, Berti, Burini, Callegari, Casoni, Cavicchi, Coraini, Durini, Porta, Pugi, Toselli, Simeon, Soavi, Storari, Succi, Zappaterra).
Non ho più alcuna notizia di nessuno di loro (tranne uno che so essere l'amministratore del condominio dove abitava mia mamma) e se qualcuno di loro leggesse queste pagine avrei piacere di una sua e-mail.
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