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Andrea Cavallari - Teatro


La Compagnia Nuova
Cenerentola e Cappuccetto Rosso
Trattoria Da Nunziatina
Senza nozze non si sta
Indagine sotto il casco


Premessa

Come racconto nella pagina dedicata alla mia prima media presso la scuola Torquato Tasso di Ferrara [>>] ho calcato le assi di un palcoscenico già nel lontanissimo 1961. Si trattava di quello dell'Auditorium del Liceo Musicale Frescobaldi (ora Conservatorio) di Ferrara.

Successivamente non ho più avuto velleità artistiche finché, nell'autunno del 1972, all'inizio dell'ultimo anno dell'Università, proprio quando era richiesto il massimo sforzo, il mio compagno di studi, Alfonso, mi raccontò che la madre di una nostra comune amica stava cercando vari giovani per creare una compagnia teatrale. Lui era interessato a parteciparvi e mi chiedeva di entrarne a far parte anch'io.

Inizialmente ero molto dubbioso sia per il tempo che la cosa avrebbe richiesto, sia perché, a differenza di Alfonso che cantava nei cabaret accompagnandosi con la chitarra, non avevo alcuna esperienza di recitazione.
Mi sono però lasciato convincere e devo dire che questa è stata una esperienza interessantissima e veramente molto soddisfacente.

Mi sarebbe piaciuto continuare questa esperienza ma non fu possibile. Con mia moglie cercammo l'opportunità di recitare, cosa questa che sarebbe piaciuta moltissimo anche a lei, ma non trovammo mai qualcosa di adatto a noi.

Molti anni dopo, alla fine del 2015, vidi un volantino del Circolo Oratorio San Bartolomeo di Bondanello di Castel Maggiore che diceva: ... Se la tua età anagrafica ha superato gli -anta ma il tuo spirito è ancora giovane e pieno di vita, .... buttati in questa nuova avventura: LABORATORIO DI TEATRO ... Per adulti ... "diversamente giovani".

L'idea mi piacque, andai all'incontro preliminare e mi iscrissi. Nel 2016 abbiamo portato in scena due commedie: la prima in marzo al termine del corso (Cenerentola e Cappuccetto Rosso) e la seconda a settembre per la Festa di Sabbiuno (Trattoria Da Nunziatina vera cucina bolognese).

Anche nel 2017 abbiamo portato in scena due commedie: la prima in aprile al termine del corso (Senza nozze non si sta), replicata poi in maggio e la seconda a settembre per la Festa di Sabbiuno (Indagine sotto il casco), replicata poi a dicembre.

La Compagnia Nuova

L'organizzatrice e la regista della nuova compagnia, che fu appunto chiamata Compagnia Nuova fu Roy Russo Catanzaro che per molti anni era stata una attrice professionista di teatro.
Quando cominciammo i nostri tentativi di recitazione ci registrava e dopo ci faceva risentire la nostra esibizione facendoci cadere le braccia ma poi ci spiegava, punto per punto, cosa dovevamo cambiare e come.

Invito allo spettacolo della Compagnia NuovaNon avrei mai creduto che la regia contasse tanto ma devo dire che invece è veramente fondamentale. Anche un bravo attore e non un dilettante, come eravamo noi, non si può vedere da fuori e quindi il contributo del regista è fondamentale e decisivo.

Il 15 dicembre 1972 il Resto del Carlino pubblicava un bell'articolo, a firma di Paolo Micalizzi, sulla nascita della nostra compagnia teatrale e questa notizia veniva commentata molto favorevolmente perché a Ferrara, dove già esisteva una validissima compagnia dialettale come la Straferrara, si sentiva la mancanza di una compagnia che recitasse in lingua.

Per il primo spettacolo abbiamo subito affrontato difficoltà non piccole, infatti il programma prevedeva la recitazione di alcuni divertenti monologhi e di alcune poesie serie.

Io dovevo recitare da solo una poesia d'amore di Evtusenko e poi fare da seconda voce nella recita del testo The Boxer di Paul Simon fatta da Vanni Temperini. The Boxer è una bellissima canzone con un bellissimo testo che riguarda un pugile e che noi recitavamo come fosse una poesia.

Locandina dello spettacolo 'Recitals' della Compagnia NuovaAll'epoca della scuola non mi piaceva granché recitare poesie ma ho scoperto che è possibile a chiunque recitare bene una poesia purché la prepari parola per parola con una precisione maniacale e con la guida di una persona esperta. Nulla era lasciato al caso, sapevo in che punti dovevo respirare e quanto a lungo.

I testi che venivano presentati erano di Nicolaj, Simon, Dilan, Prevert, Evtusenko, Lorca, Cardarelli, Neruda e Brasillach e la nostra compagnia era allora composta da: Valeria Bertolasi, Carla Calanchi, Andrea Cavallari, Andrea Ceccotto, Pierangela Cimatti, Valeria Ferrozzi, Gigi Maini, Massimo Martinucci, Tiziana Russo, Vanni Temperini, Alfonso Zandi e Mariangela Zurlo oltre, ovviamente, alla nostra regista Roy Russo Catanzaro.
I monologhi erano tutti e tre di Aldo Nicolaj e si trattava di L'uomo del sud (recitato da Alfonso Zandi), La clausola (Carla Calanchi) e Corto circuito (Pierangela Cimatti).

Per l'esordio, che è avvenuto il 31 marzo 1973, ci siamo recati a Mirabello dove, nonostante lo scarso numero di spettatori dato che lo spettacolo era di pomeriggio e a pagamento, abbiamo avuto un buon successo.
Superato così il battesimo del palcoscenico abbiamo presentato lo spettacolo a Ferrara, alla Sala Estense, il 12 aprile del 1973.

Dopo due giorni, il 14 aprile, la Gazzetta di Ferrara pubblicava due recensioni della nostra prova raggruppandole sotto il titolo Compagna Nuova: pro e contro. Una delle due infatti, a firma G.L., era più critica in quanto veniva considerata poco opportuna la scelta dei testi e vi si diceva che andava migliorata la dizione, mentre l'altra, a firma A.L., era molto positiva e vi si diceva, che nonostante i testi fossero impegnativi, erano stati ben interpretati.
Il Resto del Carlino invece commentava favorevolmente il nostro debutto in un trafiletto apparso sul giornale del 16 aprile 1973.

Locandina dello spettacolo alla Sala Estense della Compagnia NuovaDopo questa prima prova ci siamo riposati un po' e poi abbiamo cominciato ad esaminare i vari testi che ci venivano proposti per decidere quale preparare. Alla fine abbiamo deciso di portare in scena due atti unici.
Io avrei recitato solo in uno dei due dove avrei avuto la parte di un commissario di polizia che deve indagare su di un delitto. Nel frattempo mi sono laureato e quindi l'ultima parte della preparazione dello spettacolo è stata per me di tutto riposo in quanto stavo solo aspettando di partire per il militare.

1974 - Compagnia Nuova - Vanni Temperini e Mariangela ZurloLo spettacolo è stato presentato alla fine di marzo del 1974 ed è poi stato replicato il 2 aprile. Questa volta siamo andati in scena direttamente alla Sala Estense (con scene di Paolo Bertelli) riscuotendo consensi favorevoli anche sulla stampa locale.

Per primo è andato in scena l'atto unico dove recitavo io e che era E' tutta una morra di Roberto Pelucco. Si tratta di un testo, ricco di spunti umoristici, che prende in giro l'alienazione che colpisce gli uomini che vogliono ridurre tutto a schemi prefissati e numerabili.

Il testo è suddiviso in tre scene. Nella prima scena c'è un industriale (interpretato da Vanni Temperini che aveva la parte principale) che ha la mania dei quiz psicologici a cui sottopone i suoi dipendenti.
Ne trova uno nuovo su di una rivista femminile e prima di provarlo sugli operai lo prova su di sé facendosi interrogare dalla segretaria (Mariangela Zurlo). Dal test risulta che lui è irrimediabilmente pazzo. Allora si agita molto mentre la segretaria tenta inutilmente di calmarlo e finisce per uccidere la segretaria.

1974 - Compagnia Nuova - Andrea Cavallari e Vanni TemperiniNella seconda scena entra il commissario (che sono io) che conduce tutto l'interrogatorio come se fosse un quiz, facendo domande più o meno assurde ed attribuendo un punteggio ad ogni risposta. Alla fine il commissario si fa corrompere con un assegno.

Nella terza scena c'è il processo (il giudice era Pierangela Cimatti ed il segretario Laura Bregoli). Da un dialogo fra il commissario e l'industriale si capisce che l'assegno che era passato di mano era postdatato. Anche il processo si svolge in maniera sempre più assurda e alienata e finisce con tutti i presenti che dicono numeri ad alta voce.

Nella seconda parte dello spettacolo è andato in scena l'atto unico Pelone di Giuliano Parenti che racconta la storia di un poveraccio di nome Pelone (interpretato da Massimo Martinucci) che convince una ricca signora (Tiziana Russo) ad assumere lui e la moglie (Pierangela Cimatti) al posto dei cani che le sono morti (in realtà erano stati avvelenati da lui stesso) e a trattarlo come loro dato che costei trattava i suoi cani molto meglio di come viveva lui.

Poco dopo queste rappresentazioni sono partito per il militare e poi ho cominciato a lavorare a Modena perdendo i contatti con i componenti della compagnia che, per altro, non credo abbia continuato con nuovi spettacoli. Se qualcuno di loro leggesse queste note sarei lieto di avere sue notizie.


Cenerentola e Cappuccetto Rosso

Il corso inizia l'11 gennaio 2016 ed i nostri insegnanti sono Barbara e Mauro. Già dal volantino si sapeva che il corso avrebbe insegnato l'utilizzo della voce, la mimica facciale ed il linguaggio del corpo ma, dopo le prime lezioni, resto stupito che non si parli di un copione visto che, nelle mie precedenti esperienze, il regista ci aveva preparato sul copione parola per parola e con una precisione maniacale.

Ci viene spiegato che il copione nascerà da solo dalle nostre improvvisazioni. Ognuno di noi deve scegliere un personaggio di una favola e poi, passeggiando tutti assieme per il salone, dire ad alta voce qualsiasi sciocchezza ci piaccia far dire al personaggio.

Il Principe AzzurroIo sono l'unico a non poter scegliere liberamente il mio personaggio in quanto, fra gli attori, sono l'unico uomo (l'anno scorso c'erano solo donne) per cui, quando si tratta di scegliere il personaggio, tutti mi guardano e dicono Tu fai il Principe Azzurro!

Successivamente, sempre passeggiando per il salone, cominciamo ad interagire con quello che dicono gli altri mentre i nostri insegnanti ci filmano. Dalla enorme quantità di sciocchezze che diciamo vengono estratte le migliori per poi comporle in una favola ottenuta cambiando e collegando due note favole e precisamente Cenerentola e Cappuccetto Rosso.

Il racconto si basa sul fatto che Cenerentola sia figlia naturale del re e quindi sorellastra di Cenerentola ma lei stessa non lo sappia. Il segreto è noto solo al cacciatore che però, discutendo con il lupo, se lo lascia sfuggire.

Inoltre, dato che Giovanna si aggrega a noi qualche tempo dopo, quando le parti sono tutte distribuite, viene aggiunto il personaggio del Bianconiglio che ha sbagliato favola e che compare sul palcoscenico nei momenti meno opportuni cercando Alice e finendo, per altro, a trovarsi preso in mezzo fra il cacciatore ed il lupo.

Delineo il carattere del mio principe che è un po' un pappamolle (come verrà definito da Cenerentola), obbligato a vagare per il bosco per baciare principesse in base ad una lista datagli da sua mamma (che lui teme molto) ma che preferirebbe passare il suo tempo all'Osteria dell'Oca Giuliva a bere idromele assieme al Cavaliere Nero ed altri nobili giovani.

La faccenda è resa più complessa dalla presenza della fatina che è una pasticciona e sbaglia tutte le magie per cui invece di trasformare la zucca in carrozza ed i topini in nobili destrieri trasforma la zucca in bicicletta ed i topi in canguri.

Il grave, però, è che, invece di fare bella Cenerentola, fa bella la matrigna per cui si delinea la possibilità di un matrimonio fra il Principe Azzurro e la matrigna che risulta avere delle proprietà immobiliari, cosa che al principe non dispiace affatto.

La fatina pasticciona riesce a sistemare un po' le cose per cui il matrimonio con la matrigna sfuma ma Cenerentola non vuol sposare il principe e dice: io non lo voglio sposare..... Fatina, sposalo tu il Principe!

La fatina, tutta contenta, esclama: sì, lo sposo io il Principe! Al che il Principe Azzurro si ricorda di avere un impegno irrinunciabile: deve andare ad uccidere un drago, per cui scende velocemente dal palco e fugge in bicicletta.

Il Principe Azzurro con la lista delle principesse da baciareSiamo andati in scena il 19 marzo 2016 nella Sala Don Arrigo Zuppiroli di Castel Maggiore. Prima di noi si sono esibite alcune bimbe in un loro spettacolo molto carino e ricco di danze per cui l'intero spettacolo è stato presentato con il titolo Il libro di danza e ... altre storie ... secondo noi! ... favole da ridere ...

La nostra favola non è finita con il solito e vissero tutti felici e contenti ma, al termine dello spettacolo, è detto quale fu poi il destino successivo dei vari personaggi (ovviamente buffo).

Il Principe, partito per uccidere il drago, si fermò in Brasile e divenne direttore della scuola di samba As Princesas. Cenerentola decise di aprire l'agenzia di pulizie Lindo e bello, pulisco il tuo castello. Cappuccetto Rosso aprì il negozio di moda Non solo rosso.

La mamma di Cappuccetto Rosso, stanca di correre dietro alla figlia, partì per un viaggio ai Caraibi, dove rimase a vivere. La matrigna di Cenerentola, dispiaciuta del rifiuto del principe, incontrò un ragazzo più giovane di lei di vent'anni e se lo sposò.

La nonna di Cappuccetto Rosso aprì un fast-food italiano. La fatina, dato che sbagliava sempre usando la bacchetta magica, si iscrisse ad un corso di cucina e diventò una grande chef. Il lupo, stanco di essere obbligato a correre dietro agli altri animali, divenne non solo vegetariano, ma addirittura vegano.

Il Bianconiglio, dopo aver preso in giro il lupo e il cacciatore, andò a Parigi al Moulin Rouge in mezzo a tutte le conigliette ed il Cacciatore, stanco di rincorrere lupi, diventò un animalista ed un allevatore di conigli.

Lo spettacolo è piaciuto e ci siamo tutti divertiti molto. Dopo lo spettacolo, Marinella, la nostra poetessa, ha letto agli insegnanti e a noi una sua poesia sulle vicende del corso, prima delle quali la mancanza di un copione e le continue modifiche a quello che poi è nato.

Di questa poesia la parte che mi piace di più è quella che mi riguarda direttamente e cioè quella dove la protagonista si chiede se partecipare al corso e decide per il sì:

19 gennaio, inizia laboratorio di teatro, che facciamo?
Nessun dubbio, andiamo!
quest'anno sono arrivate nuove persone
c'è perfino un uomo ...

Il personaggio del Princpe Azzurro, essendo stato il primo da me interpretato in questa ripresa della mia attività teatrale, è stato anche quello al quale mi sono sentito più legato e ciò ha portato al alcuni curiosi episodi, sia prima che dopo lo spettacolo.

Una festa in maschera

Poco prima che andassimo in scena sono stato ad una festa in maschera che si teneva a Villa Orsi. Ovviamente ho subito pensato di mascherarmi da Principe Azzurro ma, non avendo a disposizione il costume che avrei indossato in scena, ho dovuto arrangiarmi con quello che ho trovato in casa.

Il Principe Azzurro va ad una festa in mascheraLa cosa si è rivelata utile anche per lo spettacolo perché ho trovato una spada ed uno scudo di legno che erano di mio figlio quando era bambino che sono stati utilissimi per la scena finale dello spettacolo, tanto più che sullo scudo vi è raffigurato un drago azzurro dipintovi da mio figlio.

Cercando il mantello nero che sapevo di avere, ho trovato una bambola dai capelli azzurri e ciò ha fatto sì che alla festa avessi due nuove storielle da raccontare. La prima rispondeva alla domanda Come mai il Principe Azzurro ha il mantello nero?

In effetti di solito ho il mantello azzurro, solo che martedì scorso, che era Martedì Grasso, è successo che, di nascosto da mia mamma la regina, mi raccomando che non lo venga a sapere perché secondo lei dovrei passare tutto il tempo a baciare principesse, sono sgattaiolato fuori dal castello e sono andato con i miei amici all'Osteria dell'Oca Giuliva e lì, prima assaggia l'idromele, poi bevi la birra, poi bevi il sidro, quando sono uscito ero un po' frastornato così ho preso questo mantello qui, è quello del Cavaliere Nero!

La seconda storiella spiegava chi fosse e perché fosse presente alla festa assieme a me la bimba (bambola) dai capelli blu:

Purtroppo la babysitter mi ha tirato un bidone, doveva venire ed all'ultimo momento ha detto che non veniva, così ho dovuto portarla con me.
Questa è Celeste, non lo sanno in molti e tenetelo per voi ma il Principe Azzurro ha avuto una figlia fuori dal matrimonio, eh sono cose che capitano. Questa l'ho avuta con la Fata Turchina, si vede, però il Mago Merlino ha detto che avrà un grande futuro. Ha detto una di quelle frasi misteriose dei maghi che non si capisce mai niente.
Ha detto che sarà l'antenata di un grande ma piccolo popolo e quando abbiamo chiesto cosa vuol dire non ha spiegato niente, ha solo precisato che si chiameranno
i Puffi!

Il Rospo Arrapato

Il secondo episodio riguardante il Principe Azzurro è successo oltre un anno dopo lo spettacolo e precisamente la sera del 3 ottobre 2017 quando mi trovavo da solo a Marsala essendo già ripartite le persone con cui ero stato nei giorni precedenti e dovendo ancora arrivare i partecipanti al Trek & Vela nelle isole Egadi con i quali avrei passato i giorni successivi [>>].

Passeggiando per il centro di Marsala, ho visto un manifesto che preannunciava una conferenza dallo strano titolo Meglio un rospo arrapato che un principe attempato. Nella mia qualità di Principe Azzurro mi sono subito sentito chiamato in causa (anche se sono più giovane del principe Carlo d'Inghilterra) ed allora, tramite WhatsApp, ho mandato, a tutti i componenti del nostro gruppo di teatro, un messaggio che diceva:

Questa sera ho passeggiato per il centro storico di Marsala che mi è piaciuto molto ma sono stato offeso orrendamente nella mia qualità di Principe Azzurro.
Ho scoperto che prossimamente terranno un convegno dal titolo: "Meglio un rospo arrapato che un principe attempato".
Loro però non sanno come mi chiamava Sherezade nell'intimità! Ho deciso che manderò il Griso a punirli.
A presto
il Principe Azzurro

La locandina del convegno: Meglio un rospo arrapato che un principe attempatoHo subito ricevuto vari messaggi di risposta tra i quali uno che diceva:

Andrea sei sempre il nostro mito e difensore di immagine. Beato te che ti trovi in quella bellissima terra!! Ma in mezzo a tanta bellezza trovi il momento per pensare a noi!!
Un abbraccio, Principe Azzurro, Innominato e Commissario Tortora.

Avendo notato che, fra i personaggi citati e da me ricoperti in precedenza, mancava Don Antonio, ho subito risposto: E anche Don Antonio, infatti prima di mandare il Griso pregherò affinché si convertano.

Un altro messaggio invece diceva Io sono dalla tua parte, ma devo ammettere che il titolo del convegno è veramente interessante ... non oso pensare gli argomenti e i relatori. Informati ed io ho così risposto Non ho potuto avere il depliant ma ho fotografato la locandina. Ci sono uno scrittore, una giornalista, un avvocato ed una psicologa. Ho già passato i nomi al Griso!

Ho lasciato passare una mezz'oretta e poi ho colpito ancora con un nuovo messaggio, questa volta da parte del Commissario Tortora, che diceva:

Vi saluto anch'io ma vado di fretta: sto indagando sul misterioso assassinio di quattro relatori di un convegno che si sarebbe dovuto tenere a Marsala.
Sono stati pugnalati col medesimo coltello e a tutti e quattro era stato infilato un fiocco azzurro in gola!
Commissario Tortora Nicola

Ho subito ricevuto vari messaggi di commento fra i quali uno che diceva Ricordati che non sei il tenente Colombo.

Sono rientrato a Bologna una settimana dopo e proprio la sera in cui era prevista una riunione del gruppo di teatro alla quale non ho potuto partecipare, così, il giorno successivo, ho scritto:

Come è andata ieri sera? Che novità ci sono?
Io sono appena rientrato da Marsala dove ho risolto il caso e l'indagine è conclusa (poi vi racconterò i particolari).
Commissario Tortora Nicola

Ho ricevuto un messaggio che diceva ... ma commissario ... lei ha troppe missioni in trasferta. ... conta sul rimborso chilometrico? al quale ho risposto Mi fanno viaggiare su aerei low cost scomodissimi ed ho anche avuto qualche spesuccia extra ma per fortuna a Marsala gli arancini costano meno che a Trapani. Commissario Tortora Nicola

I commenti sono stati numerosi Che disagi. ..., Povero commissario, Una vita al servizio della legge ed ho concluso rispondendo all'ultimo dei tre commenti Come quella del tenente Colombo!


Trattoria Da Nunziatina vera cucina bolognese

Sempre nel 2016 siamo stati chiamati ad esibirci in occasione della festa di Sabbiuno di Piano. Lo spettacolo si sarebbe svolto nel teatrino delle suore di Sabbiuno il 25 di settembre. Questa volta non avevamo gli insegnanti a dirigerci e ci ha fatto da regista Melissa, la più esperta del nostro gruppo.

Lo spettacolo, intitolato Trattoria "Da Nunziatina" vera cucina bolognese, era già stato messo in scena l'anno precedente dal nostro gruppo quindi per gli altri si trattava di una replica mentre per me era una novità. La difficoltà più grossa per me non era, però, il dover imparare una nuova parte ma il fatto che per il mio personaggio erano previste anche alcune brevi parti cantate.

Già nel precedente spettacolo erano state inserite alcune divertenti canzoncine o parodie di canzoni note ma erano state previste solo per le parti ricoperte dalle attrici che hanno una bella voce e sono abituate a cantare abitualmente in un coro.

Questa volta invece mi sarei dovuto esibire anch'io non solo in coro con gli altri ma anche da solo, sia pure in un pezzo brevissimo. Era dalle elementari che non cantavo in pubblico, allora mi piaceva cantare in coro ma quando mi esibii da solo a casa venni messo a tacere e dichiarato stonato.

Da solista avrei dovuto cantare pochissimi versi sulla musica di Azzurro, la nota canzone di Celentano, mentre le altre parti erano da cantare in coro per cui meno difficili. Fortunatamente è andato tutto bene.

La storia è abbastanza semplice e si svolge tutta in un giorno ben preciso, il 25 settembre 1970, in un piccolo paese della Bassa Bolognese. La protagonista, Nunziatina, è una napoletana verace che ha rilevato un'antica trattoria bolognese ora ribattezzata Da Nunziatina, vera cucina bolognese ed ha assunto Cesira che era la cuoca dei precedenti proprietari e che è una vera maestra della tagliatella.

E' la sera dell'inaugurazione e si è in attesa di Don Antonio (che sono io) che deve benedire il locale e di Oriella Bella cantante chiamata da Nunziatina per allietare la serata Sono presenti alcune clienti pettegole ed il classico imbariagot di paese inoltre compaiono ogni tanto Thea, giovane hippy e Luisa, sua zia, che la cerca.

Dapprima le pettegole sparlano di Don Antonio che è stato visto andare a casa di Nunziatina a tarda sera ma poi Don Antonio le mette a tacere in quanto viene svelato che Nunziatina è sua cognata e che lui stesso, dopo la morte del marito, l'ha convinta a trasfersi al nord per aiutarla.

Don Antonio benedicente          Don Antonio scandalizzato          Don Antonio che prende le distanze

Poi salta fuori che Oriella Bella è il nome d'arte di Rosetta, sorella di Luisa e quindi madre di Thea ma soprattutto primo amore di Don Antonio, prima che entrasse in seminario (forse proprio la delusione d'amore l'ha fatto decidere) e che dopo di allora non si sono più visti.

Proprio qui c'è il breve pezzo che canto da solista e che dice:

Dolci ricordi del passato
lei è è tornata, eccola qua
Io mi sono emozionato
e non sapevo venisse lei
Ora però io sono un prete
e quei ricordi li lascio andar

Don Antonio: che faccia da prete!Finalmente arriva Oriella Bella che inizia a cantare la canzone Come è bello far l'amore ... di Raffaella Carrà con tanto di mosse intorno a don Antonio che dapprima se ne sta impalato in mezzo al palco come uno stoccafisso e poi reagisce con gesti scandalizzati specialmente quando lei canta La mia vita è una roulette, i miei numeri tu li sai. Il mio corpo è una moquette dove tu ti addormenterai.

Finita la canzone Cesira divide i due dicendo Ognuno riprenda il suo posto: la Rosetta fa la cantante e don Antonio fa il don Antonio e lo spettacolo finisce mentre le pettegole gongolano pensando a quante cose avranno da raccontare il giorno successivo.

Lo spettacolo è piaciuto molto ed ho ricevuto i complimenti da tante persone, anche se chi mi conosceva già, dopo essersi complimentato, ha commentato dicendo ma che faccia da prete che avevi!
La cosa, per altro, mi ha fatto piacere in quanto mi ha ricordato l'episodio finale del film Il Compagno Don Camillo quando Fernandel dice a Gino Cervi: Peppone, senza baffi ... che faccia da prete che hai!

Durante lo spettacolo è anche accaduto un episodio buffo che forse molti hanno creduto facesse parte dello spettacolo stesso: mentre Nunziatina ed io eravano sullo sfondo degli altri personaggi (tutti molto stretti per via del palcoscenico piccolissimo) si staccato dalla parete vicina a noi un quadro che è caduto a terra. Noi, gesticolando, abbiamo fatto finta di commentare l'episodio e lo spettacolo è continuato regolarmente fino alla fine.


Senza nozze non si sta

Nel 2017 il corso è iniziato il 9 gennaio con i medesimi insegnanti dell'anno scorso. Questa volta si parla subito di copione e ci vengono fatti vedere due brevi pezzi di parodie dei Promessi Sposi di Manzoni e del Malato immaginario di Moliere. Dobbiamo pensarci su e decidere quale scegliere.

All'incontro successivo siamo tutti d'accordo di scegliere il Manzoni ma il copione, come l'anno scorso, dovrà nascere dalle nostre improvvisazioni. Ognuno di noi deve scegliere un personaggio e preparare un breve monologo.

L'Innominato (durante le prove)Quest'anno non sono più l'unico uomo (è arrivato anche Marco) e posso sbizzarirmi, infatti non preparo un solo personaggio bensì tre: Renzo, Fra Cristoforo e l'Innominato.

Mi si fanno recitare tutti e tre i personaggi ed in sovrappiù aggiungo anche alcune battute dette da Lucia, che però, chissà perché, mi vengono bene solo se dette con accento veneto ed alcune altre dette dalla Monaca di Ponza che sarebbe una napoletana dell'isola di Ponza che ce l'ha a morte col Manzoni, che accusa di razzismo antimeridionalista, per aver trasformato la Monaca di Ponza nella Monaca di Monza ed anche averla tratteggiata come una zoccola.

Trasformare i Promessi Sposi in una parodia è abbastanza facile: i bravi vengono trasformati ne' le brave e Don Rodrigo in Donna Rodriga che vuole impedire il matrimonio perché è innamorata di Renzo (il cui cognome trasformiamo in Travertino anziché Tramaglino) il quale invece non vuol sposare né lei, né Lucia perché, è giovane e vuol rimanere single.

Lucia (il cui cognome trasformiamo in Labella anziché Mondella), dal canto suo, non vorrebbe sposarsi perché ha l'opportunità di recarsi a Bologna dove spera di aprire una filanda e realizzarsi nel lavoro. Donna Rodriga non lo sa e fa minacciare Don Abbondio e poi chiede all'Innominato di metterle a disposizione una stanza nel suo castello perché vuol far rapire Renzo.

Qui c'è un nuovo scoglio per me, infatti questa volta non canto ma devo danzare il paso doble! Quando l'Innominato e Donna Rodriga s'incontrano (entrando dai due lati opposti del palcoscenisco), prima ancora di parlarsi, danzano il paso doble mentre si sente una musica spagnoleggiante ed al termine della musica devono trovarsi schiena contro schiena.

Il paso doble con l'Innominato e Donna Rodriga (1) - 8 aprile 2017Il paso doble con l'Innominato e Donna Rodriga (2) - 8 aprile 2017

Non si tratta di una cosa semplice ma fortunatamente ho un ampio mantello addosso e muovendo i piedi un po' come viene ed agitando il mantello, riesco a cavarmela. L'Innominato, in cambio del suo aiuto, chiede a Donna Rodriga che l'aiuti a trovare una moglie.

L'Innominato, che, nella nostra versione della storia, è l'amante della Monaca di Monza, vuole una moglie unicamente per poter avere un erede. Qui c'è un monologo dell'Innominato che spiega quali caratteristiche debba avere la moglie che lui vuole.

Il monologo è preso dalle tante sciocchezze che ho fatto dire all'Innominato nelle fasi iniziali del nostro lavoro ed è anche un omaggio a Fred Buscaglione dato che cito una frase di una sua canzone e a mia madre dato che era lei che diceva quando non ci sarò più, da qui a cent'anni, ...

L'Innominato quindi declama:

Di fanciulle nobili e ricche che sarebbero onorate di sposarmi ce ne sono tante ma hanno tutte tanti grilli per la testa e sono tutte linguacciute e io non voglio mettermi in casa né un'impicciona, né i suoi parenti altolocati.
Ho pensato a una popolana. Mi hanno parlato di una certa Lucia che, benché giovanissima, è brava ed industriosa ma ho pensato: adesso che è povera è brava ed industriosa ma un domani che sarà ricca come diventerà?
Mi ricordo bene del mio amico Fred che mi raccontava: "Mi sono preso un'imbarcata per la bionda platiné, pensa un po' che in un'annata m'ha ridotto sul pavé".
Mi hanno anche parlato di Agnese, la madre di questa Lucia che, oltre ad essere una donna all'antica e senza grilli per la testa, è anche una cuoca straordinaria, ma a me serve una moglie che mi dia un figlio che un domani, da qui a cent'anni, quando non ci sarò più, diventi il mio erede
.

A questo punto nessuno si sposa e quindi bisognava decidere come far terminare la storia. Scartata l'idea che Lucia s'innamori dell'Innominato abbiamo deciso di far sposare Agnese, la mamma di Lucia, con l'Innominato.

L'Innominato (in scena)Agnese porta Lucia dalla Monaca di Monza perché la convinca a sposare Renzo e la Monaca di Monza fa chiamare Renzo per sentire la sua opinione. Intanto arriva l'Innominato che dice alla Monaca di Monza che la loro relazione deve terminare. La Monaca fa un gran urlo, tutti accorrono ed i protagonisti della storia si trovano così tutti assieme.

Agnese e l'Innominato, che non si sono mai visti e non si conoscono, dapprima si osservano, poi mentre suona una musica romantica, ballano assieme. Alla fine del ballo l'Innominato chiede ad Agnese chi essa sia e quando scopre che si tratta di Agnese, rimane stupito perché la credeva molto più anziana.

Una volta appurato che Agnese è ancora abbastanza giovane da poter avere dei figli, l'Innominato, dopo qualche indecisione, la chiede in sposa. Viene chiamato Don Abbondio e sembra che la storia si concluda così ma c'è ancora la sorpresa finale.

Infatti quando, Don Abbondio dice la fatidica frase se qualcuno ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre, irrompe sul palco un signore in abiti ottocenteschi, mai visto prima, che esclama Io ho qualcosa da dire! Io, Alessandro Manzoni, ... e si scaglia contro le trasformazioni apportate alla sua opera proibendo il matrimonio ma poi, di fronte alle suppliche degli attori (e del pubblico) dice E facciamolo questo matrimonio, almeno qualcuno si sposa!

Siamo andati in scena l'8 aprile 2017 nella sala Don Arrigo Zuppiroli di Castel Maggiore. Il nostro spettacolo era presentato senza un titolo preciso ma solo come Saggio di fine corso "Teatro ... over" anche se tutti noi l'abbiamo sempre chiamato I Promessi Sposi.

Lo spettacolo è andato molto bene e successivamente i nostri insegnanti ci hanno distribuito dei diplomi che premiavano le caratteristiche salienti di ognuno. A me stato dato un Attestato di Eccellenza per l'Erudizione e l'Eloquenza che appare bellissimo ma che nelle motivazioni riporta Per i meriti conseguiti nella conoscenza storica del romanzo e nella linguacciutaggine nello spettacolo "I Promessi Sposi".

Successivamente ci è stato chiesto di replicare lo spettacolo per la Festa dell'Unità Pastorale di Castel Maggiore, così siamo andati ancora in scena il 27 maggio 2017 esibendoci sul palco montato in piazza Amendola. Questa volta lo spettacolo è stato presentato con il titolo Senza nozze ... non si sta.

Il paso doble con l'Innominato e Donna Rodriga (1) - 27 maggio 2017 Il paso doble con l'Innominato e Donna Rodriga (2) - 27 maggio 2017 Il paso doble con l'Innominato e Donna Rodriga (3) - 27 maggio 2017

Una curiosità è che ho fatto io la proposta, poi accettata, di far comparire alla fine un Alessandro Manzoni infuriato per come gli avevamo ridotto il suo capolavoro. L'idea, però, non era mia ma deriva da L'Inferno di Topolino, prima parodia della Disney realizzata interamente in Italia e pubblicata dall'ottobre 1949 al marzo 1950.

Questa parodia della Divina Commedia, infatti, termina con Dante che, con una enorme penna stilografica, punzecchia i due Traditori Massimi legati ad un palo e cioè il disegnatore (Angelo Bioletto) e l'autore dei finti versi (Guido Martina) ma i bambini, che si sono divertiti nel leggere la parodia, chiedono che vengano perdonati e così avviene.

Un'altra curiosità era in una specie di monologo iniziale dell'Innominato che avevo proposto ma che poi non è stato inserito nel copione definitivo. L'Innominato, commentando il suo nome, avrebbe detto Ovviamente un nome ce l'ho ma è meglio non dirlo e mi è piaciuta l'idea del Manzoni di chiamarmi l'Innominato. Questa volta Carletto è stato proprio bravo!

Una voce fuori scena avrebbe chiesto Carletto, chi? ed il dialogo sarebbe proseguito con l'Innominato che rispondeva Il Manzoni. La voce fuori scena avrebbe affermato Manzoni si chiama Alessandro e l'Innominato avrebbe replicato Alessandro? Alessandro Manzoni? Mai sentito nominare! Io parlo di Carletto Manzoni, il famoso autore di opere indimenticabili quali "Ti faccio un occhio nero e un occhio blu" e "Ti svito le tonsille, piccola!".

La curiosità sarebbe consistita nello scambiare Alessandro Manzoni con Carletto Manzoni, scrittore, giornalista ed umorista italiano, che collaborò con i giornali satirici Bertoldo e Candido e nel 1962, pubblicò le due opere citate (oltre a molte altre dai titoli altrettanto assurdi) che sono parodie dei romanzi gialli americani come quelli di Mickey Spillane.


Indagine sotto il casco

Come ho detto sopra, la sera del 27 maggio 2017 siamo andati in scena con la replica della parodia dei Promessi Sposi e la mattina dopo, alle 9 e 38 in WhatsApp, c'era già un messaggio per tutti noi da parte di Melissa, la nostra regista per gli spettacoli al di fuori del corso di teatro: E' la grande squadra che vince... Grazie a tutti, a voi e a tutti quelli che ci hanno aiutato. ... Comunque non riposatevi troppo sugli allori. Da oggi pomeriggio si riparte.

Entro sera arrivavano altri due messaggi che ci dicevano cosa avremmo dovuto fare. Il primo diceva Pronti per iniziare a lavorare? Prima di tutto bisognerà scegliere. Metteremo ai voti due proposte, diciamo due location diverse. Quando verrà definita x maggioranza la location ognuno di voi proverà ad immaginare il proprio personaggio a grandi linee. Raccolti tutti i personaggi verrà impostata una prima trama... ed il secondo specificava le due proposte: Location 1: salone parrucchiera tante storie... tante vite... intrecci, la shampista...il barista che porta il caffè... la vecchia cliente sorda... Location 2: tutti pronti x il viaggio dei sogni ai tropici tanto atteso, i risparmi di una vita... la vecchietta sorda che non si è mai spostata dal paese... lo scapolone d'oro cerca moglie... il viaggio e l'arrivo al villaggio turistico...

Il Commissario Tortora (24 settembre 2017)Praticamente tutti dichiaravano di preferire il negozio della parrucchiera ed iniziavano a proporre dei personaggi. Io rispondevo così: Mi piace di più viaggiare che andare dalla parrucchiera però, viste le dimensioni del palcoscenico, ci sta giusto il negozio della parrucchiera. Per il personaggio sto pensando ad un ispettore di polizia che chiede a tutte se hanno visto movimenti sospetti nel bar di fronte suscitando tanti pettegolezzi e domande assurde e poco dopo aggiungevo La storia del poliziotto c'è l'ho pronta, me l'ha suggerita il mio amico Fred. Poi ve la racconto.

Anche quest'anno saremmo andati in scena a fine settembre per la festa di Sabbiuno e quindi, in teoria, c'era tempo ma c'era anche tutta l'estate e le vacanze in mezzo. Il 19 giugno tutte le proposte erano raccolte e ci siamo trovati per vedere assieme i personaggi ed anche decidere come far terminare la vicenda. Alla fine della serata Marinella e Melissa hanno preso l'impegno di redigere il copione.

Per una serie di problemi la bozza del copione è stata pronta solo ai primi di agosto. Avevamo ancora quasi due mesi per le prove ma si trattava di due mesi in cui molti erano in vacanza per cui alle prove non saremmo stati mai tutti assieme.

La storia si svolge negli anni '80, in un paesino come ce ne sono tanti, ai confini tra Bologna e Ferrara, sulla via del mare e riguarda un'indagine condotta del Commissario Nicola Tortora, alla ricerca di un gioiello sparito, di ladri, mogli e amanti, di un negozio di parrucchiera dove si chiacchiera, si spettegola un po', si raccontano i segreti del passato e le dicerie che tutti conoscono, ma non si devono sapere.

I personaggi della storia che compaiono sul palco, oltre al Commissario Tortora (che sono io), sono Agnese, la parrucchiera, Marisa la ragazza che fa le unghie, cinque clienti del negozio, Ornella, la barista un po' svampitella e Renzo, il postino.

Inoltre ci sono altri tre personaggi di cui si parla nella storia: Lùpen, il ladro gentiluomo (che non compare mai) e Properzio e Teresa che invece compaiono ma solo alla fine in mezzo al pubblico con lei che insegue lui con un mattarello in mano.

Questi ultimi due personaggi sono stati ispirati dalla canzone di Fred Buscaglione Teresa, non sparare infatti di loro si dice che vengono da Casalpusterlengo e che lei ha tentato di ucciderlo perché è gelosissima.

Il Commissario Tortora in mutande (24 settembre 2017)Quando ci viene presentato il copione definitivo è stato aggiunto un finale a sorpresa: dopo che Properzio e Teresa se ne sono andati rincorrendosi, si chiude il sipario ed esce, ai piedi del palcoscenico, la moglie del commissario in vestaglia, con in mano una tazzina del caffè, che chiama il marito che arriva, tutto assonnato, spettinato e in mutande e si scopre che è stato tutto un sogno, nato dal fatto che il Commissario Tortora si era addormentato davanti alla televisone mentre guardava il Tenente Colombo che lui ammira molto.

Siamo andati in scena il 24 settembre 2017 in occasione della festa di Sabbiuno di Piano. Lo spettacolo si è svolto nel teatrino delle suore di Sabbiuno ed è andato molto bene anche se qualcuno si è lamentato dicendo che era troppo corto (si vede che gli era piaciuto!) e qualcuno non ha capito la faccenda del sogno anche se tutti si sono molto divertiti quando sono uscito in mutande e tutto spettinato fingendo di essermi appena svegliato.

Casualmente la data in cui ci siamo esibiti è stata la stessa della canzone di Fred Buscaglione che ci ha dato i personaggi di Properzio e Teresa e che infatti inizia dicendo Casalpusterlengo, 24 sera ....

Successivamente ci è stato chiesto di replicare lo spettacolo il 3 dicembre 2017, nel salone della chiesa di Sant'Andrea a Castel Maggiore, in occasione della chiusura del mercatino della Caritas.

Il Commissario Tortora con sua moglie (3 dicembre 2017)Stante i commenti ricevuti dopo la prima esibizione abbiamo deciso di aggiungere una scena iniziale che allungasse la commedia e facesse capire meglio e da subito la faccenda del sogno. La scena si svolge ai piedi del palcoscenico dove vi sono un divano ed un televisore.

Arriva la moglie del commissario canticchiando e dalle parole si capisce che desidera passare una serata sola col marito: Amore dove sei finito cosa stai facendo, io sono qui da sola vieni che ti sto aspettando ed anche un calcio alla tivù, solo io solo tu.

Entra il Commissario Tortora in vestaglia, la moglie è affettuosissima e recitiamo una scena molto divertente e sexy ma al momento di andare a letto, il commissario guarda l'orologio e dice di voler restare ancora alzato un po' per vedere il Tenente Colombo. La moglie protesta e va a letto da sola. Il commissario accende la tv ma poi si addormenta.

Proprio alle ultimissime prove ho proposto di inserire un breve monologo del commissario sulle avance della moglie da dire quando si alza per accendere la tv dopo che la moglie è andata a letto e la proposta è stata accettata.

Il commissario quindi esclama:

Non so come mai ma queste fantasie le vengono sempre quando per televisione c'è il Tenente Colombo. Le altre sere "scusa caro, oggi sono molto stanca ed ho anche un po' di mal di testa". Mah ...

Per la scena finale in mutande ho trovato dei boxer adatti al periodo invernale, infatti sono a righine bianche e rosse e punteggiati da piccoli pupazzi di neve!

Il Commissario Tortora (3 dicembre 2017)           Il Commissario Tortora in mutande (3 dicembre 2017)

Anche questa volta lo spettcolo è andato molto bene e ci siamo divertiti tutti tantissimo.


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